Il gusto della vita

la grandezza di una storia minima
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Il gusto della vita
Il gusto del cloro

Il gusto della vita

I fumetti si fanno a fumetti(?)

Al di là che i fumetti di una volta non ci sono più; ci sono invece i fumetti di oggi. Quanto meno, è per fortuna dato di incontrarne e di leggerne. Che quelli di una volta non ci siano perché siamo cresciuti o perché effettivamente non ci sono più, è questione interessante; ma forse anche irrilevante, fin quando se ne trovino di oggi.

Il gusto del cloro di Bastien Vivés è uno di questi ultimi. Un volume che è naturale consigliare a tutti di leggere, anche a coloro cui sicuramente non piacerà. E' naturale consigliarlo al di là del gusto personale e dell'apprezzamento che non tutti potranno trarne, perché realizza un qualcosa che solo raramente avviene. Anzi, un paio di cose.

Un fumetto che insegna qualcosa sui fumetti
I fumetti si fanno a fumetti è una tautologia; è anche una ovvietà: è perfino una banalità. E' infine un qualcosa da circostanziare. Chiamiamolo come ci pare - medium, strumento, linguaggio, arte o altro - il fumetto nasce e si sviluppa per narrare. Il fumetto racconta - deve raccontare. E può raccontare qualunque cosa in modo diverso da quanto si facesse da tempo immemore e ancora si fa con la sola parola scritta, o si fa con le immagini in movimento del suo quasi contemporaneo cinema.

In giro per la rete


Black Velvet
L'editore italiano
E' questa diversità a fare del fumetto ciò che è; è questa diversità il suo linguaggio/strumento specifico: questo linguaggio, questo strumento è il fumetto stesso. Queste immagini immote che contengono testo (e movimento). Testo esplicito, e soprattutto e molto di più implicito: tutto contenuto da quanto l'immagine comunica e racconta al lettore. Ecco, è difficile incontrare storie a fumetti i cui autori sappiano usare appieno di questo potenziale: sappiano far sì che le immagini narrino per loro; troppo spesso i fumetti si avvicinano al racconto illustrato (a volte sono pessimi racconti illustrati), o al contrario si risolvono in sterili esercizi di virtuosismo grafico, fini a sé stessi.

Raccontare a colori

Immersi nell'acqua
occhi che bruciano,sapore amaro sulla lingua... il gusto del cloro

(c) aventi diritto

Immersi nell'acqua<br>occhi che bruciano,sapore amaro sulla lingua... il gusto del cloro<br><i>(c) aventi diritto</i>
Apri Il gusto del cloro e vedi subito che è uno di quei rari casi di cui si diceva. Vivés, classe 1984, i fumetti li fa a fumetti sin da come usa del colore. Nel risvolto di copertina è descritto anche come "ipnotico": perché no, va benissimo. E' anche ipnotico: per come cattura tutta l'attenzione del lettore. Il colore è un personaggio vivo, la cui "voce" si dispiega con potenza in tutte le pagine del fumetto. I toni caldi e soffusi delle tavole sul bruno a intarsiare quei verdi narcotici e ambigui, così riposanti e che pure mantengono viva la tensione emozionale del racconto. E' il verde a predominare, il verde della piscina pubblica dove si svolge gran parte della storia. Verdi di tonalità diverse, nette eppure perfettamente armonizzate; nette e soffuse; e armonizzate con i corpi rosei e i costumi multicolori ma sobri dei nuotatori. Corpi e costumi che in acqua si confondono con il verde di questa, e assumono tonalità verdebrunate, si attutiscono come fanno i suoni nell'ovattato subacqueo della piscina. Anche per il lettore il suono si attutisce scorrendo le scene subacquee: ipnotismo del disegno, del colore. Vivés trae dai suoi colori corpi che sono arabeschi disegnati con una grazia e una precisione - una perfezione - che trascendono qualunque possibile realismo: dinamismo puro della forma che diventa movimento. Colori pieni che riempiono spazi e figure, che colmano i corpi di vita e di sé. Colori che sono essi stessi i corpi e gli ambienti disegnati, che ne dettano i ritmi - il nuoto disegnato da Vivés è una gioia per gli occhi - ne modulano le passioni e ne sottolineano le emozioni. Sembra etereo il disegno di Vivés, eppure i suoi corpi saltano agli occhi come materia densa e dura, sono evidenti in tutta la loro fisicità: e in contrasto con la soffice, fluida penetrabilità dell'acqua. La sottigliezza del lavoro di Vivés appare fragile, quasi impalpabile, eppure è netta la percezione dell'evoluzione dei movimenti in acqua dell'anonimo protagonista, che con le settimane e l'aiuto dell'altrettanto anonima protagonista da sgraziati si fanno via via più eleganti e coordinati, evidenziati dal progressivo sollievo che si percepisce alla lettura. Le già citate scene che l'autore ambienta sott'acqua, con i giochi e gli inseguimenti tra i due, sono spoglie di quasi ogni simbolismo per farsi unicamente interpreti di emozioni non dette, nascoste all'altro, o meglio rivelate in modo da non rivelarle. E di gioiosa fisicità. L'acqua verdastra, soporifera, acquista anche emozionalmente tutta la liquidità opacizzante che Vivés le conferisce visivamente. I corpi si fanno ombre e i sensi e i sentimenti si nascondono nell'ombra per i personaggi; per il lettore gli uni e gli altri risaltano con nitore: il disegno di Vivés è arioso e terso, letteralmente trasparente agli occhi di chi legge, permettendo in tal modo di ridurre al minimo il testo esplicito, sostituito da una autentica narrazione per immagini.

Minimo amplificato al massimo

Un racconto che restituisce al nostro quotidiano la tridimensionalità autentica dei colori
Raro è anche trovare storie a fumetti che narrino con equilibrio la quotidianità: troppo spesso essa è virata in drammi esistenziali che vorrebbero farsi rappresentazione dei mali o anche "solo" dello spirito dei tempi; o al converso tutto si stempera nell'esposizione dell'inconcludenza del proprio ombelico (ma anche nel caso dei drammoni la conclusione ombelicale non è infrequente). Recentemente, è invece stato possibile apprezzare più di una storia ben calibrata, grazie a Tomine, Larcenet, Gipi; e ora Vivés. Se Gipi riesce contemporaneamente a trascendere la sua quotidianità e a mantenerla perfettamente tale e ordinaria, rendendo dunque più complessa - o meglio più stratificata - la sua opera; rispetto a Vivés Tomine appare ben più nervoso e aspro; e Larcenet decisamente nevrotico. Vivés esplora un'altra dimensione della nostra "semplice" quotidianità. Il protagonista principale di Vivés è sereno; di una serenità certo spenta, a prima vista rinunciataria; eppure sotto una cenere in apparenza fredda la fiammella dei sentimenti è pronta ad accendersi. L'incontro fortuito in piscina con una bella, misteriosa ragazza innesca il fenomeno. Di mercoledì in mercoledì, il giorno in cui si incontrano in piscina, le loro evoluzioni natatorie contrappuntano gli sguardi, le attese, gli scarni dialoghi, il germogliare di un qualcosa che è amore inespresso. E se il ragazzo non troverà mai la forza di esprimerlo, lei, la silfide acquatica che da dea ammirata di lontano si è trasformata in compagna di bracciate e capriole, lei lo farà: parlando sott'acqua. Forse per non farsi capire, o per lanciare un'esca che non viene raccolta: forse perché impensabile. Ciò che poteva compiersi non si compie. Succede. La ragazza non si recherà più in piscina; il ragazzo continuerà a farlo per curare la sua scoliosi. Succede: è la quotidianità. Al ragazzo resta una consapevolezza mutata in modo sottile.

Apparizione
... come una ninfa delle acque? ;-)

(c) aventi diritto

Apparizione<br>... come una ninfa delle acque? ;-)<br><i>(c) aventi diritto</i>
Il gusto del cloro è una storia semplice, elementare; perché racconta un semplicissimo fatto della sfera più quotidiana della vita, come ne accadono di continuo; ma non banale, perché gli strumenti grafici e testuali, impliciti ed espliciti, concorrono a comporre un mosaico psicologico ed emozionale accurato in ogni minimo dettaglio. Non è una storia esile, perché quegli strumenti e quel mosaico le donano una robustezza narrativa sconosciuta a tante opere che fanno di drammi epocali il proprio argomento; è se mai una storia scarnificata di tutto l'inessenziale e ridotta al proprio nucleo tematico.

Il gusto del cloro - testi, disegni e colori di Bastien Vivés, edito 2009 da Black Velvet editrice - prezzo €18,00