Recensione
- Volto Nascosto, la fine
cala il sipario sulla miniserie storica di Manfredi
Arrise ad uno di sollevare il velo della dea di Sais.
E bene, che vide?
Vide, meraviglia delle meraviglie, se stesso.
Novalis
indossando la maschera, il celebrante cessa i panni umani per assumere quelli della divinità o per entrare in comunicazione con essaLa maschera universalizza, per così dire: lindividualità si fa rappresentazione del gruppo, e il gruppo può rivolgersi al dio. Ulteriori valenze la maschera assume in quel rito particolare che è lo spettacolo teatrale della civiltà greca. Qui la maschera, oltre a enfatizzare lespressione del volto e rendere immediatamente comprensibile per lo spettatore il genere teatrale che si sta rappresentando, ha fondamentali funzioni di protesi: ingigantisce la figura dellattore, e rende possibile vederlo anche a chi è seduto più lontano, e soprattutto ingigantisce la voce: le maschere del teatro greco erano costruite in modo da permettere alla voce di risuonare al proprio interno risultando amplificata. Ecco perché i latini usavano per indicare la maschera un termine particolare: persona, in quanto serviva a far risuonare, appunto, la voce.
Curiosamente, dunque, per loro la maschera era persona, senza nessuna accezione negativa del mascheramento dellidentità. Laccezione negativa verrà in seguito, soprattutto ad opera di quello straordinario castigatore di costumi del suo tempo che fu Luigi Pirandello. Unavvisaglia si era avuta già con Carlo Goldoni, che con la sua riforma del teatro abolì la maschera degli attori e ridiede loro la possibilità di recitare con il proprio stesso volto, alla ricerca di una maggior verosimiglianza e di un più fine tratteggio psicologico dei personaggi rispetto a quello consentito dalla Commedia dellArte, tradizionalmente recitata dalle maschere regionali italiane. Ma il passo decisivo, come dicevamo, fu di Pirandello.
Con Pirandello, la maschera diventa la maschera delle convenzioni sociali. E laggravante pessimistica è che spesso la maschera è imposta dalla società stessa, non volontariamente indossata.
Pirandello lesse le ipocrisie della società del suo tempo come continui mascheramenti: luomo indossa, a seconda del contesto in cui si trova, una, nessuna, centomila maschere diverse; e si comporta in un modo con i suoi famigliari, in un modo diverso sul posto di lavoro, in modo diverso ancora con gli amici, e così via. Con Pirandello, la maschera diventa la maschera delle convenzioni sociali. E laggravante pessimistica è che spesso la maschera è imposta dalla società stessa, non volontariamente indossata. Dunque, sottostiamo a maschere imposteci dalla società, e altre ne indossiamo volontariamente per celare alla società ciò che ad essa appare sconveniente.
La realtà sociale appare a Pirandello così piena di finzioni e di mascheramenti che larte appare più reale del vero: il paradosso pirandelliano è che i personaggi sono più veri degli attori che li interpretano. La finzione è più autentica della realtà. Ecco perché la raccolta dei suoi testi teatrali si intitola "Maschere Nude", proprio a voler significare la maggior "verità" di queste maschere, di queste finzioni teatrali.
Sotto il velo
il volto che non c'è (da Volto Nascosto n.10, disegni di Ersin Burak)
(c) 2008 Sergio Bonelli Editore
E una maschera nuda è pure quella di Volto Nascosto. Con lepisodio n.10 della collana il segreto di Volto Nascosto ha una prima e parziale spiegazione, anche se Manfredi stesso precisa, nella rubrica '800, che
"fino all'ultimo numero non verrà svelato compiutamente il mistero che si cela sotto la maschera d'argento."
la maschera dargento non nasconde un segreto, bensì lo rivela, a chi sa leggerlaQui, intanto, si scopre che dietro di essa cè un uomo ammalato di lebbra. I lebbrosi vengono chiamati uomini dargento perché la loro pelle "lacerata diventa sempre più bianca e luminosa". Dunque la maschera dargento non nasconde un segreto, bensì lo rivela, a chi sa leggerla. Oltre a ciò, un uomo con la lebbra è un uomo senza fattezze: la lebbra mangia la carne. Sotto la maschera non cè niente. Dunque in questo caso la maschera non cela un volto, bensì ne fornisce uno a chi non ne ha più. La maschera non è un inganno, è la verità.
Parole oscure
significato chiaro (da Volto Nascosto n.7, disegni di Giovanni Freghieri)
(c) 2008 Sergio Bonelli Editore
Anche senza rivelare in maniera definitiva il segreto di Volto Nascosto, numerosi sono gli indizi che Manfredi ha già fornito. Per esempio in questo stesso numero Volto Nascosto dice:
"Non sono un eroe, ma un umile servo. E ne verranno altri dopo di me, ogni volta che il popolo avrà bisogno di una spada."La frase sembra alludere alla trasmissibilità della maschera (e del ruolo delleroe) ad altri, come accadeva al
Faccia a faccia
o "maschera a maschera"? (da Volto Nascosto n.1, disegni di Goran Parlov)
(c) 2007 Sergio Bonelli Editore
Anche qui, crediamo che solo lultimo episodio ci dirà se è una maschera che nasconde qualcosa o, come quella di Volto Nascosto, in realtà, la rivela.
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