I 2006 albi di uBC!
Pagina 1 *
- I 2006 albi di uBC!
- La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca
- San Giuseppe da Copertino
- In giro per la rete
- I Giovani Vendicatori
- L'inferno è un buco nel cuore
- S.
- L'ospite sgradito
Pagina 2
Articolo
- I 2007 albi di uBC!
uno sguardo dello staff sull'anno passato - I 2008 albi di uBC!
lo sguardo dello staff sull'anno passato - I 2009 albi di uBC!
uno sguardo dello staff sull'anno passato - I 2010 albi di uBC!
uno sguardo dello staff sull'anno passato - I 2011 albi di uBC!
uno sguardo dello staff sull'anno passato - I 2012 albi di uBC!
uno sguardo dello staff sull'anno passato
Anche quest'anno lo staff intende offrirvi una panoramica di ciò che di meglio ha letto durante il 2006, limitando però la scelta solamente ad albi inediti, pubblicati quindi tra gennaio e dicembre, e tralasciando le ristampe (a parte qualche rarissima eccezione). Il tutto, come l'anno scorso, scelto in modo molto privato e quasi istintivo, fermandosi solo per un attimo a pensare:
"Quale è stato l'albo che più mi ha preso durante quest'anno?"
...un secondo di silenzio mentale, e poi...
"E lui, proprio quello, e sarà lui che vi consiglierò!"
Eccovi quindi le nostre viscerali ed emotive risposte, e come sempre... buona lettura!
La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca
L'amore può assumere mille forme diverse; può esprimersi in mille differenti modi; qui voglio soffermarmi sulla dedizione: la dedizione all'opera barksiana sulla quale Don Rosa ha costruito un corpo narrativo che è esegesi, continuazione, completamento e coronamento di quella; e atto d'amore.
Solo un amore sincero e profondo può spingere a dedicare la propria vita creativa a ricalcare fedelmente le orme di un altro, e solo il vero talento può far sì che questo ricalcare sia invenzione pienamente autonoma e potente e non semplice omaggio o peggio.
Quel talento che una volta di più Don Rosa ci mostra in "Zio Paperone - la prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca", dove torna su una delle storie
di Carl Barks più emozionanti e ricche di sfumature psicologiche ("Zio Paperone e la Stella del Polo" del 1953).
Lì come qui nella storia più recente, i due autori fondono intimamente tematica avventurosa e amorosa; lì come qui il cuore è rappresentato dalla storia d'amore tra le spigolosità del nostro
La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca di Don Rosa è stato pubblicato in Zio Paperone n.206 - dicembre 2006 - 100 pagine a colori al prezzo di 3,70
Lì un amore lirico pudicamente velato e suggerito, qui romantico e passionale ad onta dell'inevitabile ritrosia.
Lì e qui quella ricchezza psicologica cui si accennava e che fa di due oche antropomorfizzate non solo due esseri realmente umani, ma una perfetta lettura del tema dell'amore negato, della separazione degli amanti.
Qui, come era anche lì, il registro così adulto non inficia minimamente la dimensione umoristica e avventurosa.
Qui infine (come è sua caratteristica), Don Rosa innesta a ulteriore definizione dell'opera l'elemento storico, ed è con sapiente leggerezza che fa muovere i personaggi tratti dall'epos del
west americano che porta in scena, con asciutta sintesi umoristica cogliendone l'essenza: truffaldino Wyatt Earp, vanesio Bat Masterson, ottuso e sanguinario Roy Bean, arruffoni desperados Butch Cassidy e Sundance Kid.
Vincenzo Oliva
San Giuseppe da Copertino
San Giuseppe da Copertino - testi di Michele Medda, disegni di Christian Cordella - 22 pagine in b/n, pubblicato pro bono dal Comune di Osimo nel mese settembre 2006.
Ho avuto l'opportunità di leggere, quest'anno, "Giuseppe da Copertino, il frate che volava". Ritornerò in seguito sul perché abbia usato il termine "opportunità".
Senza nulla voler aggiungere all'esaustiva recensione di Vincenzo Oliva, preferisco in questa sede parlare solo come semplice lettore e riflettere ancora una volta sul fatto che, spesso e volentieri, sono le storie brevi a racchiudere in sé quella compattezza, quella capacità di impatto sul lettore, che generano un piacevole ricordo nel tempo, ed un altrettanto affascinante senso di riscoperta ogni qualvolta se ne ritornino a sfogliare le pagine.
In giro per la rete
Free Books
sito ufficiale della casa editrice
Sergio Bonelli Editore
sito ufficiale della casa editrice
Panini Comics
sito ufficiale della casa editrice
Magic Press
sito ufficiale della casa editrice
Star Comics
sito ufficiale della casa editrice
Eura Editoriale
sito ufficiale della casa editrice
Lizard Edizioni
sito ufficiale della casa editrice
Coconino Press
sito ufficiale della casa editrice
Come umili amanuensi della "letteratura disegnata", Michele Medda e Christian Cordella (quest'ultimo tra l'altro originario proprio di Copertino, in provincia di Lecce) hanno dato vita ad un piccolo gioiello, come un libricino straordinariamente miniato: un'opera di quell'artigianato "alto" che dovrebbe in buona sostanza costituire l'essenza stessa del fumetto.
Non una semplice biografia romanzata, quanto la storia di un confronto tra l'umiltà di
Un piccolo uomo ed un grande uomo a confronto, dunque, come di innumerevoli confronti simili è fatta la Storia. Ma qual è l'uno e qual è l'altro, in questo caso? Il lavoro dei due autori porta per mano il lettore attraverso un sentiero narrativo privo di supereroismi, quale è appunto una fides "assoluta", mondata cioé da quelle fortificazioni in cui è stata (come spesso è) intrappolata da una ratio nel momento in cui quest'ultima, scavando senza remore nelle tenebre degli abissi dell'uomo, pretende di trovare da sola la via dell'ascesa.
Dicevo: il termine "opportunità": "questo breve e raffinato fumetto è stato pubblicato in edizione limitata grazie al contributo del comune di Osimo, ed è un peccato perché meriterebbe una maggiore diffusione". Ancora una volta le parole di Oliva, per esprimere un comune rammarico, pensando anche all'ottima struttura redazionale, dove i competenti e mai retorici interventi dell'Assessore alla Cultura del comune di Osimo (dove sono conservate le spoglie del santo, nel santuario a lui dedicato), e dei Vescovi di Ancona-Osimo ed Albano conferiscono un prezioso valore aggiunto ad un già pregevole fumetto su un frate.
Che non è solo un fumetto.
Che non fu solo un frate.
Oscar Tamburis
I Giovani Vendicatori
La saga de I Giovani Vendicatori è stata pubblicata a puntate su MARVEL MIX, dal n.61 al n.64 - febbraio-novembre 2006.
Non lasciatevi fuorviare dal titolo: non siamo di fronte ad un adattamento "Teen" dei Più Potenti Eroi della Terra. Il nome "Giovani Vendicatori", infatti, è coniato dalla giornalista del Daily Bugle Kat Farrell, desiderosa di dare un'identità al gruppetto di adolescenti in costume che inizia a farsi notare per le strade di New York dopo lo scioglimento dei Vendicatori originali (e prima della loro riunione).
Saranno
L'inferno è un buco nel cuore
L'inferno è un buco nel cuore (Detective Dante n°8) è stato pubblicato nel gennaio 2006. Testi di Bartoli e Recchioni, disegni di Casalanguida
Prendi un uomo, lo racconti con cura e precisione, lo fai amare, odiare, disprezzare, commiserare e alla fine diventa uno di casa, che conosci e dal quale sai cosa aspettarti, anche colpi bassi, sotto la cintura; ma questo non cambia le cose, quando i colpi arrivano fanno male uguale, son ben assestati.
Ma quest'albo è diverso, questo colpo è tremendo e fa male, eccome se fa male, ed è incredibile come, anche se eravamo preparati, ci ha buttati a terra. Ce ne vorrà per riprenderle così! Pasquale Laricchia
S.
S. di Gipi è pubblicato da Coconino Press, nella collana Coconino Cult - 112 pagine, 15,00 .
La mia segnalazione è per "
Gipi torna infatti a mettere in scena in maniera estremamente diretta se stesso, il proprio vissuto, i propri monologhi interiori, i propri più intimi segreti, andando ben oltre la messa a nudo del proprio cuore (per dirla con Baudelaire) già attuata nei lavori precedenti; al tempo stesso, però, in "
Ritroviamo questa ambivalenza anche nel peculiare stile di Gipi, che, prendendo il via da una sorta di "spontaneismo" espressionista, in nome dell'urgenza del dire (la cui traccia più evidente sono le cancellature e gli "errori" ortografici e grammaticali presenti nelle didascalie narrative), riesce comunque a far sì che ogni singola componente del testo - dalla vignetta alla tavola al più complesso intreccio fra le sequenze - risulti perfetta tanto in se stessa che come parte di un insieme (così come si addice ai capolavori, tali perché in essi, per dirla nella lingua del paese dove maggiore è il successo di Gipi, tout se tient).
Francesco Manetti
L'ospite sgradito
In un 2006 che ha visto accentuarsi il diradamento delle pubblicazioni bonelliane in edicola e l'invasione di ristampe allegate a quotidiani e riviste, la mia preferenza assoluta per gli inediti va ad una storia di Dylan Dog. Non al "truffaldino" ventennale o all'atteso ritorno di Sclavi, ma a "L'ospite sgradito", di Michele Medda e Angelo Stano.
"L'ospite sgradito" ha un duplice livello di lettura in cui, grattando sotto la superficie di quello più "banale" o evidente (la lotta tra Dylan ed un topo che si è intrufolato nella sua casa, sullo sfondo di un mondo che va a rotoli), si cela una storia dallo straordinario e travolgente impatto nelle esperienze più intime e personali di ogni lettore, in cui chiunque si può riconoscere. E' uno di quegli episodi in cui Dylan ritorna, in maniera esemplare, al suo ruolo originario, quello di tramite delle nostre ansie, paure e malesseri, facendosi specchio dei tempi.
Le vicende assurde o surreali che capitano a Dylan sono la metafora di un viaggio interiore (il mondo in rovina è la percezione soggettiva del nostro mondo interiore), con messaggi universali destabilizzanti (il caso che governa le vite e le scelte di ciascuno di noi e la precarietà degli
equilibri) che però sono un tutt'uno con il loro, rassicurante, rovescio della medaglia (la possibilità di tanti mondi differenti, e quindi di modificare la propria situazione) purché non ci si disconnetta dalla realtà e si cambi la prospettiva di osservazione.
L'ospite sgradito, Dylan Dog 233, di Michele Medda e Angelo Stano, è uscito in edicola a fine gennaio 2006.
E l'ospite sgradito non è, quindi, un intruso ma un nostro riflesso, qualcuno che non ci fa assopire.
E di questi tempi bui e difficili, in cui il mondo può sembrare impazzito e fare paura, è bello trovare storie a fumetti che, oltre ad intrattenere il lettore, gli parlino direttamente, in chiave simbolica e senza leziosità. Cristian Di Clemente
Pag.1/2 :: Continua nella pagina successiva








