65 di questi Classici


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Colore e tagli

Buona parte dei volumi sono stati pubblicati a colori, anche se originariamente pensati e disegnati per il bianco e nero: � il caso, in particolar modo, dei bonelliani. E se per le avventure di Tex, Zagor e (in parte) Martin Mystere sono state utilizzate colorazioni d'epoca (affascinanti per il valore 'storico' ma tecnicamente ormai superate), negli altri casi si � proceduto con colorazioni ad hoc, con alterni risultati. La colorazione di Mister No e, soprattutto, di Magico Vento � stata pi� che soddisfacente ed ha rispettato il valore originario dei disegni, mentre lo stesso non si pu� dire per il volume di Dampyr. Un tratto come quello di Majo nasce e si sviluppa con il bianco e nero e ogni forma di colorazione, per quanto accurata, non fa altro che appiattirne i disegni e togliere loro il fascino originario.

Colori a confronto: Magico Vento
"La Grande Visione" a colori.

(c) SBE

Colori a confronto: Magico Vento<br>"La Grande Visione" a colori. <br><i>(c) SBE</i>

Colori a confronto: Dampyr
"Il segreto delle sette citt�" a colori.

(c) SBE

Colori a confronto: Dampyr<br>"Il segreto delle sette città" a colori. <br><i>(c) SBE</i>

Inspiegabili i tagli subiti dalle opere di Magnus & Bunker...
Altra cosa che ha fatto storcere il naso a pi� di un lettore sono stati i tagli di cui sono state vittima le opere della premiata ditta Bunker & Magnus (peraltro, il nome di Raviola non � presente sulle cover dei volumi a lui dedicati, ma questo non si pu� imputare a Repubblica - Panini). Nel volume dedicato a MaxMagnus (nonostante la dicitura 'edizione integrale') mancano infatti tre storie fra quelle disegnate originariamente dal Maestro, ma le cose vanno peggio per Satanik e Kriminal. In entrambi i volumi si verificano pesanti tagli che appaiono perlopi� ingiustificati. Oltre alle splash-page recanti il riassunto della storia, sono state eliminate decine di pagine che, se non incidono sulla comprensibilit� complessiva delle storie, sicuramente ne danneggiano la scorrevolezza e fanno pensare ad uno scarso rispetto verso l'opera e il fumetto in generale.

Satanik: Il ritorno di Wurdalak
Una tavola non presente nel Classico di Repubblica

(c) Max Bunker Press

Satanik: Il ritorno di Wurdalak<br>Una tavola non presente nel Classico di Repubblica<br><i>(c) Max Bunker Press</i>

In conclusione

La "Serie Oro" ha portato al fumetto una visibilit� a cui non era pi� abituato...
Pi� di un anno di pubblicazioni (quasi tre se si considera anche la prima serie), milioni di copie vendute, pubblicit� su giornali, radio e riviste, posti privilegiati nelle edicole. Insomma, dei risultati a cui il fumetto in Italia non era abituato. Da pi� parti si � notato che alla diffusione dei volumi di Repubblica non � corrisposto un aumento di vendite di fumetti, specialmente dei bonelliani ampiamente rappresentati nella collana. Questo pu� voler dire che la Serie Oro � riuscita nel suo intento di diventare una garanzia di qualit� anche perch� gli allegati dei quotidiani vendono bene sempre e comunque, o che forse i fumetti classici da edicola non hanno saputo sfruttare a dovere la scia, o entrambe le cose. Resta il fatto che l'iniziativa di Repubblica � riuscita nel non facile intento di dimostrare che il fumetto non � solo e necessariamente un prodotto di nicchia, come dimostrano anche analoghe iniziative da edicola: "Gli eroi del fumetto di Panorama", la "Topolino Story" del Corriere della Sera, "La Grande Letteratura a fumetti" del Giornalino e, ultima in ordine di tempo, la ristampa integrale di Corto Maltese con l'Espresso. E a quanto pare altre iniziative sono gi� in programma, e sar� interessante vedere quali scelte verranno effettuate e quale direzione verr� intrapresa, se quella di volumi antologici suddivisi per autore, o selezioni scelte, sull'onda delle due serie di Repubblica, o su collane monografiche dedicate ad un solo genere o a un solo personaggio, sulla scia delle proposte del Corriere e dell'Espresso