I 2008 albi di uBC!


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Batman: la leggenda

L'intenso ciclo "Aftershock" è stato ospitato nel nono volume ("Fuoco e Ghiaccio") e nel decimo ("Città morta") della serie "Batman: la leggenda", edita da Planeta DeAgostini ed uscita settimanalmente in allegato a Panorama. Solo parzialmente inedita, "Batman: la leggenda" è la serie che più mi ha conquistato e sorpreso nel 2008. Questa edizione in eleganti volumi cartonati, pur con alcune ingenue sviste redazionali, ha avuto il merito di dare organicità e spolvero a notevoli saghe dell'ultimo decennio di un personaggio dalla travagliata vita editoriale in Italia. Storie dalla sceneggiatura brillante, curate nella psicologia dei personaggi e nei risvolti interpersonali, che trasmettono una visione a tutto tondo del Cavaliere Oscuro, più ampia di quella offerta dalle pur esaltanti versioni cinematografiche di Christopher Nolan.

Se, da adulto, di Batman conoscevo ed amavo solo pochi indispensabili racconti ("Il ritorno del Cavaliere Oscuro" di Frank Miller o "The Killing Joke" di Alan Moore) o apprezzavo i film in cui agisce in solitario, questa collana mi ha fatto superare l'avversione per figure come quella di Robin. Ho inoltre potuto apprezzare la coralità ed il peso di altri comprimari - nuovi per me - negli equilibri narrativi e psicologici dell’universo del Cavaliere Oscuro, in costume (dall’ex-pupillo Dick Grayson, il primo Robin, ora adulto ed autonomo nei panni di Nightwing, alla rabbiosa Cacciatrice) e non (da Barbara Gordon alias Oracolo ad alcuni poliziotti del dipartimento di Gotham City).

In particolare, qui voglio segnalare "Aftershock", una serie di racconti (scritti da Chuck Dixon, Doung Moench e Alan Grant) che ha seguito la frenetica saga "Cataclisma", nella quale un potentissimo terremoto ha devastato Gotham. Sono storie intense, in cui si esplorano le drammatiche conseguenze della catastrofe naturale, in una città in rovina dove la sopravvivenza è il primo problema da risolvere. Si elabora il lutto della perdita, emergono le cicatrici invisibili dell’anima e c’è spazio per riflettere sulla vita, sulla morte e sulla speranza. I cittadini comuni, con le loro storie, sono spesso i veri protagonisti di questi racconti. Batman assorbe in sé l’enorme dolore della sua città morente, da cui folle oceaniche stanno scappando, e cerca nei pochi amici fidati (come il maggiordomo Alfred) la forza per andare avanti la sera successiva. Ne emerge per quello che è: un uomo profondamente tormentato ed ossessionato dal giuramento di proteggere Gotham fatto ai suoi genitori assassinati, esigente con se stesso e con i suoi collaboratori fino all’esasperazione, che non sa perdonarsi per le persone che non ha potuto salvare. Un uomo che alla sua missione ha sacrificato tutto: metà della sua vita è una finzione, la sua vera maschera. Se Spider-Man è l’estensione di Peter Parker, questo non è vero per Batman con Bruce Wayne, perché il mantello ha prevalso ed è diventato un nascondiglio. Batman è Bruce, non è Bruce ad essere Batman. Ma non ha pentimenti, rifarebbe il sacrificio senza esitazione. Cristian Di Clemente

Batman - La leggenda
la copertina del nono volume

(c) 1998 DC Comics - (c) 2008 Editorial Planeta DeAgostini

Batman - La leggenda<br>la copertina del nono volume<br><i>(c) 1998 DC Comics - (c) 2008 Editorial Planeta DeAgostini</i>

Nostra signora delle api

Nostra signora delle api è il terzo numero della serie Jan Dix edita da Sergio Bonelli Editore. L'albo è uscito nel settembre 2008 ed è stato realizzato da Carlo Ambrosini (testi e copertina) e Paolo Bacilieri (disegni).

Io premio "Nostra signora delle api", il terzo numero di Jan Dix. Forse non sarà proprio stato il miglior fumetto del 2008 ma spicca fra tanti per la cupezza e assieme la dolce tristezza della storia, enfatizzata dai disegni di un Bacilieri che non cessa mai di incantare.
In ogni caso si vuole celebrare l'ennesimo felice incontro fra Ambrosini e Bacilieri. Paolo Bacilieri si è fatto apprezzare per il suo tratto naif ed istintivo sin dagli esordi. I volti dei suoi personaggi, quegli sguardi, avevano la capacità di lacerare la carta e di puntare diritto verso il lettore. I disegni di Bacilieri, per la sua studiata ingenuità, ricordano i teli dipinti dei cantastorie, oppure i quadretti degli ex voto. Eppure per tanti anni questo artista autenticamente popolare è stato considerato troppo eccentrico per il fumetto seriale.
L'apprezzamento va dunque a Bonelli Editore e ad Ambrosini che, sin dal 1999 (Napoleone n.9, "La lucertola e il serpente"), hanno avuto il coraggio di spezzare il veto e di iniziare una proficua collaborazione che è proseguita sino a questo Nostra signora delle api.
Il terzo numero di Jan Dix narra la storia di un amore impalpabile, appena sfiorato, che si scontra con la realtà e viene brutalizzato dalla insensibile crudeltà di un uomo. Ombre tetre e inquiete percorrono tutto il racconto. La dolcezza, la sensibilità, che pure dovevano appartenere a quell'amore accennato, qui non compaiono, sono lasciate alla sola immaginazione del lettore. L'amore attiene all'arte, la bramosia di possesso al collezionista: in questa semplice dicotomia può essere sintetizzata tutta la vicenda. Kaspar Edverding è l'artista che ha il coraggio di amare. Gabriel Salinas è il cupo conservatore, accecato dal possesso. Chi possiede non ama e chi ama non può possedere. Al centro, oggetto conteso fra l'Artista e il Collezionista, sta la bella Eleonore, amputata, prima, e conservata poi per sempre.
La brutalità maschile finalizzata al possesso del corpo della donna si attua tramite l'orribile mutilazione, quella delle braccia. L'amputazione impedisce alla donna di essere soggetto attivo (non può toccare, afferrare, abbracciare) e quindi solo oggetto per il piacere del Collezionista. Il disegno perverso di possesso eterno si perpetra poi attraverso la conservazione del corpo inanimato nella formalina. L'impossibile desiderio dell'antiquario Gabriel Salinas di rivivere all'infinito il suo amore, che invece ne è negazione in quanto brama di possesso assoluto, si rinnova con la perpetrazione di omicidi che non avrebbero mai fine, senza l'intervento di Jan Dix.
In questa storia, che è una storia che parla dell'amore e della sua negazione, risalta l'incapacità del protagonista della collana di saper vivere i propri sentimenti. In questa storia dell'amore amputato anche Jan Dix ci appare mutilato nei suoi sentimenti, sospesi fra un affetto concreto (Annika) e il desiderio di un amore immaginato e fantasticato (rappresentato dalla De Clerk). Ma il protagonista non è lui che ci colpisce. Rimane sullo sfondo, anche quando agisce e si tuffa nell'azione, grigio e sciatto non possiede né carisma né grazia. È questa, ahimè, una grave, imperdonabile, carenza della serie.

La bellezza non si conserva, si crea. (Eleonore)
Però Ambrosini si tuffa bene nell'immaginario psicanalitico, regalandoci torbide simbologie che Bacilieri rende al meglio. Il tratto naif dell'artista evoca fantasmi che paiono ricomparire da un passato appena trascorso, eppure lontano. Oppure, più semplicemente, Bacilieri, ce li recupera dalle pieghe più recondite del nostro stesso animo: fantasmi che credevamo di aver soffocato e che invece riappaiono. Inquietanti. Antonio Tripodi

Nostra signora delle api
la copertina dell'albo

(c) 2008 Sergio Bonelli Editore

Nostra signora delle api<br>la copertina dell'albo<br><i>(c) 2008 Sergio Bonelli Editore</i>

Air Gear e Lo Scontro Quotidiano

Air Gear di Oh! Great! è edito dalla Planet Manga. Lo Scontro Quotidiano di Manu Larcenet è pubblicato da Coconino Press.

Anche il 2008, per quanto mi riguarda, è stato un anno soddisfacente.
Nel campo della produzione manga si è particolarmente distinto "Air Gear" di Oh! Great! edito dalla Planet Manga.
Iniziato negli ultimi mesi dell'anno precedente, questo fumetto d'azione iperdinamico è entrato nel vivo nel corso del 2008 con una costante accelerazione tanto negli effetti speciali quanto nella crescita, per certi versi inattesa, dei personaggi. Proprio con il dicembre 2008 la pubblicazione italiana ha concluso quello che potremmo definire il "primo ciclo" di questo manga, allineandosi quasi con la produzione giapponese e passando dalla mensilità alla bimestralità.
Altra grande sorpresa è, invece, arrivata dall'Europa e, per la precisione, dai nostri cugini d'Oltralpe: si tratta de "Lo Scontro Quotidiano" di Manu Larcenet, volume pubblicato da Coconino Press che in realtà raccoglie due opere di Larcenet "Le Combat Ordinaire" e "Les quantités negligeables". In questo fumetto l'autore francese riesce a raccogliere, con una mirabile assenza di retorica, quelle che sono ansie, incertezze, infantilità e dilemmi morali dei trentenni di oggi: di una generazione che ha avuto il privilegio e la maledizione di non essere veramente obbligata a divenire matura.
Per quanto possa apparire paradossale, questi due fumetti così lontani, sono legati dal loro essere anche un sentito omaggio a donne molto più mature, passionali e pazienti delle loro controparti maschili. Sarà un caso che entrambi gli autori (per non parlare del recensore) sono trentenni? Luca Cerutti

Lo scontro quotidiano
copertina di Manu Larcenet

(c) 2008 Coconino Press

Lo scontro quotidiano<br>copertina di Manu Larcenet<br><i>(c) 2008 Coconino Press</i>


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