65 di questi Classici
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Classici o 'classici'?
Cosa pu� definirsi 'classico' in un medium relativamente cos� giovane come il fumetto? Lo status di classico � qualcosa che deriva dall'anzianit�, dal numero di copie vendute o dal riscontro avuto su altri media? Probabilmente da nessuno di questi elementi. Se ci si basasse solo sull'anzianit�, non ci sarebbe stato posto per Persepolis, basandosi sul numero di copie vendute verrebbe meno Ken Parker, mentre l'ultima discriminante eliminerebbe la stragrande maggioranza dei titoli. La dicitura 'classici del fumetto' va quindi interpretata n� pi� ne meno come un'etichetta utile a dare risalto alla collana, come si conviene ad una valida iniziativa di marketing. Non si tratta di un'etichetta filologica, e non c'� quindi da stupirsi per l'assenza di Yellow Kid o Little Nemo e per la presenza di Dampyr o Magico Vento. D'altronde, come detto, questa seconda serie si � presentata come una collana pi� popolare e se nella prima serie erano presenti Pogo, Dick Tracy e Andy Capp, la Serie Oro ha puntato su titoli di richiamo pi� immediato, sia per notoriet� acquisita al cinema o in televisione, sia per presenza assidua nelle edicole o in libreria.
Ci� non toglie che Repubblica e Panini abbiano cercato un equilibrio tra i vari generi e tipologie nel tentativo di bilanciare i titoli da acquistare 'perch� si conoscono' e quelli da acquistare 'per curiosit�', e per questo sono state selezionate anche opere di grande importanza ma di difficile reperibilit�.
Molto meritoria la pubblicazione di un classico come Mort Cinder al fianco di Watchmen.
E' il caso, su tutti, di Watchmen. Il capolavoro di Alan Moore e Dave Gibbons, prima di questa edizione, risultava esaurito da anni, e le poche copie in circolazione erano al centro di grosse speculazioni nel mercato fumettistico. Un discorso simile si pu� fare per Mort Cinder, e in questo caso la pubblicazione nella Serie Oro risulta ancora pi� meritoria. Se infatti Watchmen gode di fama e ammirazione universale ed � noto anche a chi non l'ha mai letto, l'opera di Hector Oesterheld non ha raggiunto la stessa fama soprattutto tra le nuove generazioni di lettori e spesso ci si dimentica di annoverarlo tra i capolavori del fumetto. Presentarlo in una collana popolare ed economica, anche se in un formato che non ha reso giustizia agli splendidi disegni di Alberto Breccia, � stato segno di grande sensibilit�, cos� come la pubblicazione di un fumetto profondamente 'd'autore' come Persepolis, un vero 'classico moderno'.
Si pu� quindi dire che la collana abbia raggiunto un equilibrio verso quello che era, presumibilmente, il suo scopo primario: una selezione della storia del fumetto all'interno di una collana da edicola rivolta, quindi, ad un pubblico molto vasto e poco specializzato. Ecco il perch� della massiccia presenza di titoli di richiamo come Star Wars e i Puffi (indipendentemente dalla loro qualit�: i fumetti di SW ripropongono pedissequamente i fotogrammi dei film, i fumetti dei Puffi sono invece un gioiellino di narrativa per ragazzi), che servono da richiamo per chi non compra abitualmente fumetti, ma che ha permesso ad alcuni titoli di essere apprezzati da un pubblico che altrimenti non avrebbe mai raggiunto.
I grandi assenti
In una selezione con un numero limitato di uscite, � fatale che manchi all'appello qualche nome...
In una selezione della storia del fumetto che si basi sui suddetti presupposti, e che abbia a disposizione un numero relativamente limitato di uscite, � fatale che manchi all'appello qualche nome.
L'assenza di Will Eisner � stata forse quella pi� evidente, anche per la morte del maestro statunitense, avvenuta nel gennaio del 2005. Un altro grande assente � Jack Kirby: se � vero che molte sue creature hanno trovato spazio nella collana, � altrettanto vero che sono state scelte le versioni Ultimates e non gli originali. Spostandoci al
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