I 2008 albi di uBC!


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Fallen Son

Morte di un Eroe di Jeph Loeb è stato pubblicato in Italia da Panini Comics in tre volumetti mensili che raccolgono l'intera miniserie. Per fortuna, la morte di Capitan America non si è rivelata (per ora) un mero espediente commerciale, bensì una storia ben congegnata da Ed Brubaker e piena di momenti interessanti. Eppure, una delle pubblicazioni migliori legate a questo evento non viene dalla penna dell'autore sopracitato, bensì da quella di Jeph Loeb, da poco tornato all'ovile Marvel dopo una lunga permanenza alla DC.
"Morte di un Eroe" (in originale "Fallen Son") è una miniserie in 5 numeri che narra gli eventi precedenti al funerale di stato del Patriota a fumetti per eccellenza e lo fa con un espediente efficace: usare i "Cinque Stadi del Dolore", associandoli a cinque personaggi che potrebbero provare proprio quel sentimento in relazione alla scomparsa di Cap:

  • Negazione-Wolverine
  • Rabbia-I Vendicatori
  • Negoziazione-Occhio di Falco
  • Depressione-L'Uomo Ragno
  • Accettazione-Iron Man
L'uso di disegnatori diversi per ogni capitolo (menzione d'onore a David Finch e John Cassaday, meravigliosi) permette di accentuare l'unicità di ogni singolo capitolo e la diversità dei diversi stadi, lavorando su una vasta gamma di emozioni.
Un'appendice di lusso, insomma, e degno epitaffio (probabilmente temporaneo, si sa come vanno le cose alla Marvel) per Capitan America. Roberto Gallaurese

Morte di un Eroe - Fallen Son
disegni di John Cassaday

(c) Panini Comics

Morte di un Eroe - Fallen Son<br>disegni di John Cassaday<br><i>(c) Panini Comics</i>

Laika

Laika di Nick Abadzisdi è pubblicato da Magic Press, in edizione brossurata a colori, a 15,50 euro.

Kudryavka, "ricciolina" dalla forma della coda, questo il suo vero nome russo. Laika, "quella che abbaia", stando alla narrazione dell'autore, l'inglese Nick Abadzis, le fu imposto dal capoprogetto Sergej Pavlovic Korolëv nel momento in cui la scelse per quel "volo speciale" sullo Sputnik II. Ed è appunto con questo nome che la Storia la ricorda.
E' il 4 ottobre 1957 e l'URSS lascia senza fiato il mondo inviando nello spazio il primo satellite artificiale, lo Sputnik I. A un mese dai festeggiamenti per il quarantesimo anniversario della Rivoluzione d'Ottobre, Nikita Krusciov chiede e ottiene l'impensabile: un secondo lancio. "Come possiamo diversificare il secondo Sputnik dal primo?" gli fa chiedere Nick Abadzis. La risposta ufficiale data il 3 novembre 1957 quando viene lanciata in orbita una capsula con dentro un organismo biologico: Laika. La prova di forza è schiacciante. Gli Stati Uniti riusciranno a replicare solo nel 1958 con l'Explorer 1.
Storia tutta da indagare quella che vide contrapposti i blocchi sovietico e americano, più che mai ora che con il crollo del regime comunista gli archivi sovietici sono stati aperti. Che è quanto ha fatto Nick Abadzis, con rigore minuzioso scomponendola nelle tante storie più piccole di chi quegli anni e, in particolare, quegli eventi hanno vissuti. Ed è proprio nel passaggio alla dimensione personale e quotidiana, nel suo essere somma di sentimenti, emozioni ma anche di vincoli dati dal contesto storico - politico - sociale, che le personalità degli uomini, i cui destini e le cui scelte hanno dato una prima dimensione concreta al nostro proiettarci verso lo spazio, riacquistano tutta la loro contraddittoria umanità. Così per il progettista e ingegnere Korolëv, ingiustamente accusato e recluso per anni in un gulag e solo nel 1957 riabilitato. Così per Oleg Georgievic Gazenko, responsabile del programma di addestramento di Laika e che nel 1998 ammise l'inutilità scientifica del sacrificio della cagnolina. E così per i personaggi di fantasia che realisticamente integrano e completano la narrazione. Su tutti la materna Tatiana e sua figlia Liliana, la prima famiglia adottiva di Kudryavka. E ovviamente la bella assistente di Gazenko, Yelena, figura intensissima alla quale Abadzis affida il doloroso compito di "tradire" la fiducia della cagnolina di cui si era amorevolmente presa cura inserendola all'interno della capsula.
Cagnolina, Kudryavka, che domina la narrazione con il suo semplice esserci e fiducioso affidarsi, sorta di catalizzatore emotivo dei personaggi con i quali viene a contatto, e al di là della dimensione onirica che l'autore le regala. Dono dal sapore amaro, quest'ultimo, per il lettore perché nel suo gioioso scorrazzare per i cieli vi è una purezza che rende ancora più feroce il "tradimento finale". Kudryavka sopravviverà non più di cinque ore; le fonti ufficiali accrediteranno quattro giorni. Sabrina Mancosu

Laika
la copertina dell'albo

(c) 2008 Magic Press

Laika<br>la copertina dell'albo<br><i>(c) 2008 Magic Press</i>

Promethea Vol.5

Il quinto volume di "Promethea", di Alan Moore e J.H. Williams, 208 pp. a colori, brossurato, è pubblicato da Magic Press a 15,50 euro. Si conclude con il quinto volume della casa editrice Magic Press, la serie Promethea, creata da Alan Moore e J.H. Williams nel 1999, per l'etichetta America's Best Comics, e terminata negli Stati Uniti dopo 32 numeri nel 2005. La serie narra le avventure di Promethea, supereroina "metafittizia" dai poteri magici, cui Moore costruisce un passato che ripercorre la storia del fumetto, e del suo alter ego, la studentessa

In giro per la rete

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Sophie Bangs, alle prese con un vero e proprio viaggio iniziatico, tra una New York contemporanea ipertecnologica e il regno dell'Immateria, la dimensione in cui risiedono tutta la mitologia e l'immaginazione umana. Nel volume finale, che vede la partecipazione anche di altri personaggi dell'America's Best Comics, come Tom Strong, troviamo una Sophie Bangs ormai cresciuta che si ricongiunge con Promethea per mettere in scena un'Apocalisse, molto differente dalle rappresentazioni abituali.

L'intera serie è sceneggiata da Moore magistralmente, combinando la storia della magia a teorie metafisiche e spiritualistiche, con i classici elementi supererostici. Sorprende sempre la capacità del autore inglese di presentare argomenti e concetti di non comune diffusione e spesso di difficile interpretazione, con testi coinvolgenti e emozionanti.

Straordinario il lavoro del disegnatore J.H. Williams che illustra tutte le storie unendo alla sua consueta abilità stilistica, un'inaspettata capacità di sperimentazione grafica, utilizzando vari stili, anche pittorici e fotografici, e avvalendosi di una colorazione eccezionalmente efficace.

Un volume che conclude in maniera adeguata una serie che, probabilmente, non ha avuto la risonanza che l'impegno di autori di tale livello meritava. Massimo Cappelli

Promethea, volume 5
copertina di J.H. Williams

(c) 2008 Magic Press

Promethea, volume 5<br>copertina di J.H. Williams<br><i>(c) 2008 Magic Press</i>


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