I 2009 albi di uBC!
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Patagonia
Il Tex Gigante n.23 Patagonia di Mauro Boselli (testi) e Pasquale Frisenda (disegni) è stato pubblicato da Sergio Bonelli Editore nel luglio 2009.
Il Texone "Patagonia è stato indubbiamente l'evento bonelliano del 2009. Tra il popolo di Tex, alcuni l'hanno apprezzato e lodato, la gran parte ha gridato al capolavoro, qualcuno l'ha amato e venerato come un piccolo miracolo; ciascuno a proprio modo e in base al proprio sentire texiano, alla maggiore o minor passione e al grado di affezione al personaggio e alla saga.
Al festante popolo di Tex si sono uniti tanti altri - non texiani dichiarati, lettori occasionali di fumetti e persino non amanti del western e neofiti indotti alla lettura dal passaparola - a formare un coro di unanime consenso.
Le ragioni di una tale comunanza di giudizi? In "Patagonia" c'è tutto il meglio di sessant'anni di storie di Tex: quel nostro paradiso dell'avventura, lasciato inaridire e in parte avvelenato, e ad un passo dall'essere perduto, ci viene restituito integro, se non addirittura potenziato e rifiorito, con in sé la promessa di un nuovo futuro. Per coloro che sono cresciuti con Tex o per i quali Tex rappresenta qualcosa di più di un appuntamento mensile, si tratta di un dono che non ha prezzo e che in parte ci risarcisce per la pazienza dimostrata - spesso degna di quel sant'uomo di Giobbe - in tanti anni di estenuante attesa di una simile prova di eccellenza texiana.
La storia di Boselli e Frisenda non è solo stilisticamente perfetta, epica ed avvincente oltre ogni dire, ma ha il pregio di affermare/riaffermare impetuosamente, pagina dopo pagina, gli elementi che hanno fatto di Tex un mito, facendone risaltare la statuaria figura di eroe, condottiero, galantuomo, uomo e padre.
Personalmente, mi sono lasciata risucchiare in questo vortice di emozioni per ritrovarmi in un luogo tanto famigliare quanto poco frequentato, da ormai lungo tempo; anch'io, come Kit nella vignetta conclusiva, ero tornata "Finalmente a casa!". Michela Feltrin
Perché ho ucciso Pierre
Perché ho ucciso Pierre, di Olivier Ka e Alfred - Tunué, 2009 - Collana «Prosperos Books», cm. 17 x 24; 120 pag a colori, euro 14,90Perché ho ucciso Pierre è già stato oggetto di una recensione di Sabrina Mancosu. Esamineremo quindi il lavoro con riferimento esplicito alla recente testimonianaza del disegnatore dell'opera, Alfred, al Treviso Comics Festival 2009.
Innanzitutto grazie a Olivier, per averci fatto partecipe della sua storia vera, personale, narrata oramai senza turbamenti senza imbarazzi, ma con l'amara consapevolezza che le piaghe delle ferite non potranno mai essere rimarginate.
Ma in questa recensione il nostro occhio critico, grato, si rivolge particolarmente ad Alfred che ha avuto il coraggio di prendere nelle sue dita quelle ferite insanabili.
In due mesi, al ritmo spietato di due tavole al giorno, Alfred ha trasferito su carta quella che era la vicenda, piantata pesante come un macigno, nell'animo dell'amico e coautore.
Il motivo di una produzione tanto frenetica stava nel fatto che Alfred si era imposto che la storia si trasferisse nel più breve tempo possibile dal cuore alle dita, alla carta, senza che venisse filtrata dalla sua ragione e dalla sua mente.
A tal punto Alfred si era immedesimato nella sua opera che dipingeva di notte le scene notturne, di giorno le scene di vita e brillo le scene in cui il protagonista era ubriaco. Andate a pagina 86 e 87 dell'opera: vedrete colori irrealistici e inquadrature sghembe. Il motivo - lo ha confessato il disegnatore stesso - è che sono state realizzate sotto l'effetto di un paio di litri di vino.
Attraverso questo lavoro Alfred è riuscito a liberare l'amico/collega dal peso dei suoi ricordi, però - ha confessato - non è riuscito a liberare sé stesso.
Il peso di quella vicenda, transitando attraverso il suo animo, gli è rimasto in parte dentro il cuore, con il carico di angosce conseguenti. Forse anche perché, per sua ammissione, Alfred aveva vissuto esperienze simili a quelle dell'amico e non vi era affondato solo per un gioco del caso.
Accanto alla bravura degli autori bisogna annotare l'ottimo lavoro della "Tunué, editori dell'immaginario" che hanno il coraggio di proporre autori sconosciuti in Italia come Paco Roca (Rughe e l'ultimo Le strade di sabbia) e, appunto, questi straordinari Olivier Ka e Alfred.
C'è futuro nel fumetto.
Antonio Tripodi
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