I 2006 albi di uBC!


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La fine dei Grey

La fine dei Grey è stata pubblicata su "Gli incredibili X-Men 196" della Panini Comics. Testi di Christopher Claremont, disegni di Chris Bachalo - 17x26, 80 pp, colore - 3 €, in edicola e fumetteria - ottobre 2006. Inutile negarlo. Quest'anno gli X-Men mi hanno scosso come non mi succedeva da ben quindici anni. Christopher Claremont è risorto come la sua pupilla, Jean Grey/Fenice, e lo ha fatto colpendo al cuore gli appassionati dei tempi passati, gli amanti della Saga di Fenice Nera o della storia in cui Wolverine viene crocefisso dai Reavers, in Australia. L'autore lo fa con una storia appassionata che si è fatta leggere con l'apprensione di chi sa cosa può succedere e si augura che non succeda. E, paradossalmente, chi legge non può che rimanere attonito di fronte alla reazione più normale che una persona possa avere dopo aver vista uccidere tutta la sua famiglia: rabbia e senso di vendetta.
Una storia memorabile in cui Rachel Grey (figlia di Jean, potente come la madre) esce dall'anonimato per coprire il ruolo che le spetta: è la nuova Fenice. Con tutte le implicazioni del caso. In questa storia in cui il bene e il male continuano a rincorrersi per poi fondersi in questa giovane e sfortunatissima ragazza tutti i dettagli sono calibrati in modo perfetto.
Ad inizio storia Rachel è una ragazzina che ha voglia di dimenticare il suo orribile passato e nell'ultima pagina è un essere pervaso da rabbia sorda e potenza quasi infinita. In mezzo c'è tutta l'arte di Claremont e tutto quanto ha reso gli X-Men il fumetto più popolare del mondo.
"La fine dei Grey" è un tassello fondamentale per la saga degli X-Men. Una storia in tutte le accezioni possibili del termine, che svolge totalmente il proprio compito: intrattenimento si ma in grado di generare il desiderio di leggere oltre, di leggerne ancora. Claudio Crimi Trigona

La fine dei Grey
disegni di Chris Bachalo

(c) aventi diritto

La fine dei Grey<br>disegni di Chris Bachalo<br><i>(c) aventi diritto</i>

Bleach!

Bleach! è in corso di pubblicazione da parte dei tipi di Planet Manga - Panini Comics. Al momento, in Italia la serie è arrivata al n.10 - 192 pagine, 3,50 €. Per quanto mi riguarda, in un 2006 decisamente appagante (anche grazie ad una Lucca Comics d'eccezione) la principale e più gradita sorpresa è stato Bleach!, scanzonato manga d'azione di Tite Kubo.
Negli 8 numeri usciti nel corso dell'anno le premesse date con il numero di esordio sono state sostanzialmente mantenute: il lettore può contare su un sano manga d'azione, ben disegnato, dinamico e carismatico. Potenziato, cosa che non guasta mai, da una carica di umorismo demenziale che rende il tutto maggiormente scorrevole e leggero senza, però, cadere nel macchiettismo.
Non stiamo certo parlando di una lettura impegnativa né, è bene dirlo, esente da difetti: nel suo dinamismo, infatti, Bleach! tende a lasciarsi sfuggire qualche incoerenza, a volte vere e proprie contraddizioni, ma complessivamente il lettore si sente di perdonare questi peccatucci.

Ritengo poi di poter menzionare, tenendo lo sguardo sullo scorso anno, anche il "decorativo" Fuguruma Memories di Key Tome ed il bizzarro Leviathan della coppia Kinutani-Ohtsuka, un volume autoconclusivo ed una serie ancora agli esordi (al momento è disponibile il secondo volume) che merita andare a recuperare per salutare degnamente l'anno trascorso ed iniziare quello nuovo. Luca Cerutti

Bleach!
la cover del n.8

(c) Planet Manga

Bleach!<br>la cover del n.8<br><i>(c) Planet Manga</i>

Insonnia fatale

"L'Insonne extra - collana thriller n. 15" Insonnia fatale, settembre 2005, Free Books, € 2.70. Reperibile in tutte le fumetterie. Assegno la palma del 2006 a Insonnia fatale, lo speciale di Desdy Metus. I motivi che mi hanno indotto a questa scelta esulano dal valore intrinseco dell'albo, (che pure è molto alto), e si riferiscono anche ad altri aspetti che, in un giudizio complessivo, credo debbano essere tenuti nella giusta considerazione. In altri termini, la mia segnalazione non si rivolge solamente alla storia in sé, ma, come in un premio alla carriera, alla qualità complessiva della testata, dell'autore e infine, anche, della casa editrice che la pubblica. Giuseppe Di Bernardo ha saputo realizzare un personaggio, infatti, estremamente coerente con la realtà italiana, nella quale si muove con realismo e verosimiglianza, seppure in contesti ad alto tasso di fantasia e di irrazionalità. Il fatto che sia riuscito a portare al successo un fumetto realizzato nel 1994 (assieme ad Andrea J. Polidori), chiuso dopo pochi numeri e dalla vita tormentata, in un momento critico per le nuvole parlanti in Italia, non fa che accrescere il valore dell'operazione creativa. Merito dunque anche alla Free Books che ha avuto l'intelligenza di recuperare un personaggio cui le politiche editoriali non concedevano spazio.
La storia narrata merita in ogni caso il riconoscimento perché è un autentico e sincero inno alla pace, che riporta alla memoria, con i toni della tragedia senza catarsi, gli orrori del conflitto nella ex Jugoslavia e di tutte le guerre. Antonio Tripodi

Insonnia fatale
la copertina dell'albo extra de L'Insonne

(c) Free Books

Insonnia fatale<br>la copertina dell'albo extra de L'Insonne<br><i>(c) Free Books</i>

Rat-Man 56 - La storia finita

La storia finita è stata pubblicata su Rat-Man Collection 56, bimestrale della Panini Comics, ed è uscita nel settembre 2006 al prezzo di 2,20€. "La storia finita" è una profonda riflessione su Rat-Man e sul suo autore, è una commovente metafora sulla narrazione e sull'amore per le storie, è una struggente poesia ed è un divertentissimo albo di Rat-Man.
Tutto questo senza che un aspetto vada a sminuire gli altri. Come è possibile? E' possibile quando una materia così complessa (e ambiziosa) esce dalle mani di un Leo Ortolani in stato di grazia. La storia finita merita per me la palma di migliore albo del 2006 per il coraggio con cui una testata "comica", con diversi anni di pubblicazione alle spalle, riesce a portare nelle edicole una proposta di così alta qualità, dimostrando fiducia nel pubblico 'generalista' e dimostrando soprattutto che anche gli albi da edicola a più alta diffusione possono ergersi al di sopra della banalità imperante e della pedissequa ripetizione degli stessi schemi.
La storia, che ha il suo filo conduttore in una citazione de Il vecchio e il mare, è pervasa dalla malinconia dell'autore che si spinge nel mare aperto della narrazione e decide di andare ogni volta più in là, nell'inesplorato, consapevole che ogni volta la "pesca" diventa più difficile, che ogni volta la trama (della rete da pesca) deve essere più fitta per trattenere la storia, e che il personaggio che ha creato rischia di essere inadeguato, ma va salvaguardato lo stesso, perché a dispetto delle apparenze il personaggio non è così dissimile dall'autore. E l'autore è consapevole soprattutto che questo spingersi sempre più in là sarà visto da alcuni come un segno di crisi. Ma proprio un albo come La storia finita indica esattamente il contrario, e pazienza se qualcuno continuerà a rimpiangere "quelle storie semplici e divertenti di un tempo". Guido Del Duca

La storia finita
la copertina dell'albo

(c) aventi diritto

La storia finita<br>la copertina dell'albo<br><i>(c) aventi diritto</i>

Pazienza e Mort Cinder

L'Espresso, in collaborazione con Panini Comics, ha pubblicato, nel corso del 2006, quattro volumi cartonati a colori dedicati ad Andrea Pazienza: Zanardi, Tormenta, Pertini e Pompeo. La Imago Libri, invece, ha ristampato la serie integrale di Mort Cinder: Un dono per il faraone, Occhi di piombo, Torre di Babele e Sacrificio alla luna. Il mio "2006 fumettistico" non è stato certamente all'insegna delle novità visto che, a parte l'acquisto degli albi di Martin Mystere e delle serie Eura, ho letto solo fumetti usciti negli anni passati (anche molto passati...).
Ci sono stati due prodotti, però, che mi hanno colpito e incuriosito anche per la bizzarra (si tratta di opere di autori diversi per età, nazionalità e sensibilità) similitudine che ho rilevato nelle loro caratteristiche.
Sto parlando dei quattro volumi dedicati da l'Espresso ad Andrea Pazienza ed i quattro volumi dell'integrale di Mort Cinder della Imago Libri.
Entrambe, infatti, sono intrise di disperazione, tristezza, grandezza, miseria, eroismo, vigliaccheria e di molte peculiarità assolutamente umane, tanto da risultare più delle biografie (di personaggi di fantasia, certo) che semplici racconti fumetti.
E c'è, dentro, talmente tanto degli autori, delle loro vite, delle loro storie, da trasformare dei semplici albi a fumetti in documenti autobiografici di vita vissuta. Marco Spitella

Pompeo e Mort Cinder
le copertine di due dei volumi citati

(c) aventi diritto

Pompeo e Mort Cinder<br>le copertine di due dei volumi citati<br><i>(c) aventi diritto</i>

Ultra

Ultra, di Jonathan e Joshua Luna, è stata pubblicata dalla Free Books - 17 x 26 cm, brossurato a colori, 10,40 € - serie conclusa (2 volumi da 128 pagine). Il mio 2006 è trascorso tra letture seriali e scoperte di classici già pubblicati negli anni precedenti, però c'è stata una lettura che mi ha davvero colpito, per freschezza di contenuti, per brillantezza di narrazione, per godibilità dei disegni: "Ultra".
Due volumi a colori, una serie breve e ironica, destinata ad un target giovane, divertito, amante dei serial televisivi (ai quali "Ultra" deve molto in termini di sceneggiatura) ma soprattutto una serie che ha cercato di innovare il panorama dei comics. Un'innovazione minima, legata principalmente al packaging del prodotto, pensato come rivista autoreferenziale che parodia i vari Comospolitan, Vogue e Vanity Fair. Tuttavia un'innovazione che conquista, per chi ama, come me, tutta la confezione del prodotto, la cura dei dettagli, la passione per le citazioni e la sardonica presa in giro dello status quo.
"Ultra" è quindi la mia lettura del 2006: non impegnativa ma comunque fonte di riflessioni. Alla mano, come le sue protagoniste. Breve e snella, da assaporare dopo una giornata di lavoro. Ma non in modo riduttivo, una letturina e via, anzi, ben altro: da assaporare in relax come un buon vino, piacevole e caldo, col quale distendersi e coccolarsi un po'. Martina Galea

Ultra - sette giorni, vol.1
disegni di J. e J. Luna

(c) Image

Ultra - sette giorni, vol.1<br>disegni di J. e J. Luna<br><i>(c) Image</i>

Rocky

Rocky è stato pubblicato da Edizioni BD in bianco e nero: 15 €, in libreria. Pubblicato sul quotidiano free-press di Stoccolma, Rocky è una striscia umoristica che nel giro di pochi anni è diventata oggetto di culto della cultura giovanile svedese. Non è difficile comprenderne le ragioni: il mondo di animali antropomorfi, ideato dall'autore Martin Kellerman, è ad alto tasso di empatia. Impossibile per un giovane non identificarsi in uno dei personaggi di questo spaccato di venticinquenni svedesi, le cui vacue occupazioni - ubriacarsi, tirare a tardi, lavorare il meno possibile, fare sesso - sottendono in realtà la tipica inquietudine esistenziale di chi, terminati gli studi, deve decidersi a "diventare grande".
L'umorismo irriverente, greve, spesso persino sboccato di Kellerman diventa strumento di una profonda analisi generazionale, che nasce come diario di personali e sventurate vicissitudini, ma è capace di offrire una visione prospettica sui problemi che molti giovani si trovano prima o poi ad affrontare.
Notevole anche l'apporto puramente ludico del volume, che raccoglie i primi due anni di pubblicazione della striscia: Rocky è prima di tutto un fumetto umoristico e, bisogna dirlo, svolge questa funzione in modo egregio. Il linguaggio diretto e becero, il contrasto tra la bassezza delle situazioni e la lettura che ne viene fornita, rendono la lettura tremendamente divertente. Lasciatemi dunque ripensare a questo 2006 con un sorriso (anche se a denti stretti)... Riccardo Panichi

Rocky
una copertina dell'opera di Kellerman

(c) aventi diritto

Rocky<br>una copertina dell'opera di Kellerman<br><i>(c) aventi diritto</i>

Due

Due di Silvia Ziche, Lizard edizioni, € 12.50, 120 pp. b/n. Reperibile in tutte le fumetterie e librerie. Prima c'era solo Lucrezia, perennemente ossessionata dalla ricerca del Principe Azzurro, in un continuo avvicendamento di compagni e possibili fidanzati, tutti rivelati alfine "casi umani" in un caleidoscopio dalle più diverse e sfaccettate tipologie di uomini.
Ora ci sono Lucrezia e Luca, la coppia ormai venuta a formarsi, la realizzazione finale -forse ;-)- del di lei desiderio.
Con Due, volume proposto a fine anno e presentato dall'autrice a Lucca Comics & Games 2006 per i tipi della Lizard Edizioni, Silvia Ziche riprende ed evolve il personaggio di Lucrezia, l'allora 35enne single sognatrice conosciuta in Amore mio ed ora riproposta in veste di partner in una coppia fissa.
Ma se il titolo del volume simboleggia proprio quel numero distintivo della coppia, perché la copertina lo associa a quella carta jellata in amore che è il due di picche? Ce lo spiega l'autrice, proponendo scene di vita di coppia tra il reale e il surreale ma, in fondo, con una qualche morale e pillola di saggezza.
Cos'è veramente la coppia e a cosa si va incontro in un rapporto sentimentale? E' quell'eterno dilemma che angoscia i 30enni dei nostri tempi che, come illustrato, giungono a compromessi, incapaci di continuare a vivere in maniera solitaria ma, al tempo stesso, incapaci di rinunciare ai propri spazi e ad adattarsi all'altro da sé temendo anche di rimanere feriti e costruendosi attorno una fortezza. Anzi, vestendo proprio una corazza come fanno proprio Lucrezia e Luca. Come Diogene, in continua ricerca di una qualche verità, non è per nulla scontato che la riconoscano quando se la trovano davanti.
L'autrice -in quel ruolo che ormai cotraddistingue molti disegnatori vignettisti- si trasforma nuovamente in geniale analista e opinionista della società, non solo dell'animo femminile -per il quale il punto di vista è privilegiato- ma anche di quello maschile (l'eterno Peter Pan), fornendogli, ad uso e consumo, spunti di riflessione.
Ormai con la perfetta padronanza che compete a chi è maestro di questa arte (inutile ricordare la lunga carriera coronata di successi come autrice comica e come disegnatrice Disney), il mezzo usato dalla Ziche è quello familiare delle vignette autoconclusive e di quelle che trovano efficacia e sviluppo in poche pagine, in una sequenza perfetta e dai tempi giusti, capaci di creare la battuta, evidenziando i (tanti) vizi e le (poche) virtù, i drammi e le fantasie e facendo sorridere il lettore. Un esempio memorabile è il carosello di posizioni che i due assumono a letto durante il sonno: le più esilaranti (e caste) che si siano mai viste!
Per chi non li ha scordati nel precedente volume, tornano la coppia dei genitore di lei (esempio della passata generazione), la nonna, gli amici, i confidenti e Oliver, il fedele cane di Lucrezia, osservatore presente suo malgrado delle vicende della sua padrona, l'unico maschio che fa le feste quando vede il guinzaglio.
Chi è capace di intrattenere piacevolmente il pubblico e di farlo divertire non può che meritare amplio plauso. Se credete che la vita debba essere simile a quelle delle telenovelas sudamericane, un solo monito: ricordate che viviamo dall'altra parte dello schermo! ;-) Pierfilippo Dionisio

Due
copertina di Silvia Ziche

(c) aventi diritto

Due<br>copertina di Silvia Ziche<br><i>(c) aventi diritto</i>


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