I 2010 albi di uBC!


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Senza Sangue

Senza Sangue - testi di Alessandro Baricco e Tito Faraci, disegni di Francesco Ripoli - Edizioni BD - 17x24 cm, 96 pp, b/n, cartonato - 18,00 euro

Nel mio pur pigro incedere al di fuori del mio usuale parco di titoli in materia di fumetti, il 2010 appena trascorso mi ha regalato un piacevole colpo di coda, che consiste nella lettura della graphic novel "Senza sangue", trasposizione in carne, ossa e vignette dell'omonima opera di Alessandro Baricco, per i testi dell'ubiquo Tito Faraci ed i disegni di Francesco Ripoli (tra le cui opere vale la pena ricordare: "Ilaria Alpi. Il prezzo della libertà" ed "Empatia").

Riprendendo la prefazione di Dario Voltolini, "Senza sangue" è la storia di un'ellissi, intesa come artificio narrativo che suggerisce lo svolgersi di una vicenda solo attraverso richiami indiretti, senza mai raccontarla in maniera esplicita, come un ponte la cui campata diviene intuibile osservando i soli piloni atti a sostenerla.

La piccola Nina, presumibilmente nell'Argentina della prima metà del secolo scorso (come alcuni indizi lasciano supporre) sopravvive al brutale assassinio del fratello e del padre, quest'ultimo un medico accusato di avere condotto esperimenti su cavie umane. Il guscio fatto di buio, innocenza e filastrocche che la avvolge in mezzo al tuonare delle pallottole la salverà anche dall'incendio della sua casa, e la guiderà passo dopo passo, giorno dopo giorno, alla ricerca dei suoi aguzzini, i quali troveranno l'uno dopo l'altro la morte (anch'essa solamente rievocata), fino al confronto-chiave con l'ultimo rimasto, nei riguardi del quale lei sceglierà di rivivere (e far rivivere) l'oramai lontana tragedia attraverso l'offerta di un amplesso apparentemente privo di significazione, ma in realtà contrappasso definitivo, espiazione carnale, senza sangue appunto, di un evento da quel momento meritevole di essere lasciato dietro le spalle.

La penna di Faraci cala il lettore in una narrazione assolutamente scarna e compatta, continuamente in bilico tra il detto ed il non detto, giocata sul linguaggio dei corpi e dei piccoli gesti che, messi insieme, incedono anamorficamente verso quel tessuto impalpabile che prende il nome di "atmosfera" (in maniera non dissimile, pur tenendo conto della diversità del tema e del contesto, da quanto accade nel suo "Infierno!", completamente privo di parole).

La versatilità posta in essere da Faraci non può ovviamente prescindere dalle matite e dai carboncini di Ripoli, capace di trasmettere con garbata crudezza il senso di "sporco" legato ai momenti della vita di Nina, prima con la sua dolcezza di fanciulla rannicchiata sotto gli occhi di un innocente criminale, e dopo nella sua eleganza di donna matura, tanto enigmatica quanto a suo modo sensuale, sotto quegli stessi occhi ormai illanguiditi sotto il peso degli anni e di una coscienza anch'essa violata dal male inferto.

Una lettura che ne richiede una seconda, ma non subito, e soprattutto sfrondata da qualsivoglia pretestuosità da autocoscienza: "Senza sangue" è "solo" il racconto di una vita perpetrato attraverso una trama di segmenti incompiuti di esistenza, perché ..non si può seminare senza prima arare. Prima si deve spaccare la terra. Oscar Tamburis

Senza Sangue
la copertina dell'albo

(c) 2010 Edizioni BD

Senza Sangue<br>la copertina dell'albo<br><i>(c) 2010 Edizioni BD</i>

Indemoniato

Indemoniato di Stefano Disegni - B.C. Dalai Editore - 134 pp, colori - 24,00 euro

"Indemoniato" è la raccolta delle più pungenti ed efficaci strisce di Stefano Disegni, arguto autore che spazia dalla satira politica (sulla rivista "Cuore") alla parodia cinematografica (sul mensile "Ciak").

Ogni striscia è una fedele riproposizione di un qualche italico evento contemporaneo, dai molti conflitti politici tra destra e sinistra alla presenza della Chiesa nel nostro quotidiano, dagli scioperi in fabbrica alla televisione generalista. E non mancano neppure alcune strip dedicate all'uomo qualunque, al cittadino medio che è il vero rappresentante dell'Italia degli anni 2000.

Il risultato è un albo crudelmente reale, che dipinge molte delle verità che ci circondano addolcendole solo in apparenza con uno strumento più "leggero" come il fumetto. Chi ama la satira non può di certo lasciarselo sfuggire! Martina Galea

Indemoniato
la copertina dell'albo

(c) 2010 B.C. Dalai Editore

Indemoniato<br>la copertina dell'albo<br><i>(c) 2010 B.C. Dalai Editore</i>

Macanudo

Macanudo, striscia di Liniers pubblicata in Argentina sul quotidiano "La Nación", raccolta in volumi e portata in Italia da Double Shot.

In giro per la rete

Sergio Bonelli Editore
Panini Comics
B.C. Dalai Editore
Double Shot
Comma 22
Black Velvet
Ronin Manga
AureaComix
Edizioni BD
001 Edizioni
Metropoli d'Asia

La mia lettura preferita del 2010 è quella di "Macanudo", l'omonima striscia di Liniers, pubblicata in Argentina sul quotidiano "La Nación", raccolta in volumi e portata in Italia da Double Shot. Nel 2010 siamo arrivati al terzo volume, ma altri ne seguiranno. "Macanudo" in Argentina significa fantastico, con entrambi i significati che la parola conserva anche in italiano: quello di eccezionale e quello di legato alla fantasia.

E di fantasia in particolare Liniers ne ha da vendere: rielabora in modo personalissimo contaminazioni fumettistiche (Schultz, Quino, McCay), cinematografiche (Fellini, Chaplin) e artistiche (dada, surrealismo) con un risultato assolutamente adorabile e straniante. Sebbene nella striscia siano presenti alcuni personaggi fissi ricorrenti, lo spazio di manovra è vastissimo e praticamente senza limiti. L'uso del colore, la rottura della gabbia (cosa che in una striscia non è facile!), la disposizione del testo sono tutti al servizio del racconto di storie, di piccoli drammi personali e universali, conditi da una carica surreale e di nonsense che li rende se possibile ancora più drammatici e universali.

Tutto questo nella massima levità e delicatezza, e senza mai cadere nella volgarità: ogni striscia evoca un diverso stato d'animo, un diverso sentimento, e lascia attoniti nella contemplazione della vastità dell'animo umano. Luigi Ferrini

Macanudo
la copertina del n.3

(c) 2010 Double Shot

Macanudo<br>la copertina del n.3<br><i>(c) 2010 Double Shot</i>



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