Il Rosso e il Verde


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Flash

"Cinc ghei pussè, ma russ", si dice a Milano: fatemelo anche pagare cinque lire in più, ma lo voglio rosso. Fascino di un colore vincente. E Flash già inizia bene, con quel suo costume scarlatto. Poi c’è il lampo, un logo chiaro, riconoscibile, molto iconico. E a esercitare un innegabile fascino, sul piccolo lettore degli anni Settanta, quando i Supereroi della Williams giunsero in Italia, vi era il fatto che Flash nascondeva il suo costume in un anello: schiacciava un tastino e il costume si decomprimeva e schizzava fuori. Particolare deliziosamente e ingenuamente naif. La cosa che gradivamo poco, noi piccoli lettori, era il fatto che questo supereroe aveva una moglie. Cosa se ne fa un supereroe di una moglie? Senza saperlo, precorrevamo tempi e moduli narrativi: perché è vero che anche Superman si è poi sposato, ma l’Uomo Ragno ci ha già spiegato come andrà a finire: lei, o muore, o divorziano... (e comunque zia May è sempre zia May. Bleah).
Ecco, Flash no. Flash il contrario. Muore lui. Alla DC a volte sono anche più folli che alla Marvel. Alla Casa delle Idee, quando fanno morire qualcuno, solitamente, è un Capitan Marvel qualunque. O un clone. Insomma, personaggi anche molto amati, ma non icone. Unica eccezione, recentissima, Capitan America. Sulla sponda DC, invece, è proprio l’eroe degli eroi che decede, nel più tragico degli eventi fumettistici, già dal nome: "Crisis on Infinite Earths". L’eroe diviene capro, si sacrifica per tutti, ma soprattutto per la chiarezza di idee del lettore: la DC appronta la sua saga definitiva per mettere un po’ d’ordine in decenni di continuity bistrattata. A farne le spese è Flash.

Flash!
più veloce della luce elettrica...

(c) DC Comics

Flash!<br>più veloce della luce elettrica...<br><i>(c) DC Comics</i>

Il lettore non pare neanche apprezzare granché. La morte di Barry Allen ha un indice di gradimento bassissimo, e pare che alla DC siano costretti a tenerne conto quando decidono di "svecchiare" pure Lanterna Verde: Hal Jordan non è più Lanterna Verde, ma se non altro non muore. Almeno, non come si intende di solito... Insomma, non possiamo raccontarvi tutto: qualcosa bisogna che leggiate. Tra le altre cose, al momento (ma non si può mai dire), la morte di Barry Allen è l’unica morte di Supereroe con i caratteri del definitivo (anche Superman è risorto...). Curiosamente, la reintroduzione delle terre infinite, o del multiverso, segnerà la morte di un altro Flash. Nessuno impara mai le lezioni...
Del resto, in casa DC comics i velocisti sono comuni: Barry Allen non è il primo Flash, neanche l’ultimo, dunque, cinicamente, morto un Flash se ne fa un altro... Il fatto è che i velocisti di questo universo fumettistico fanno della velocità una cosa seria: non è semplicemente "correre più veloci degli altri". È stupendo scoprire, leggendo Flash, quante cose si possono fare con la velocità... Quello che sembra il potere più semplice di tutti in realtà si moltiplica in maniera sicuramente ingenua, a volte addirittura proprio incredibile, ma sempre molto originale: Flash, bisogna scriverlo col guizzo... La vibrazione ultra veloce delle molecole del suo corpo gli permette di attraversare i muri; alla velocità della luce può viaggiare nel tempo; può trasmettere la sua stessa velocità in forma di calore; può correre sull’aria o sull’acqua; insomma, di tutto, di più. Innegabilmente, alla DC valorizzano i loro velocisti infinitamente meglio che alla Marvel. Alla Marvel, Quicksilver è solo il figlio di Magneto, diciamolo. Mentre il Flash che ci diede Mark Waid è di quelli da conservare incelofanati. Consigli per gli acquisti: UNIVERSO DC: FLASH N. 01, 464 pp., 24 €.