L'amaro finale degli X-men d'Africa

della visione pessimistica del mondo di Warren Ellis
Recensione di D.Maioli |   | comics/

L'amaro finale degli X-men d'Africa
X-men

L'amaro finale degli X-men d'Africa

Recensione

Chi ha detto che le storie devono terminare con un happy ending?

Giunge al termine l'avventura africana degli X-men, imbastita dallo scrittore Warren Ellis e dal disegnatore Kaare Andrews per varare Astonishing, la nuova testata targata Marvel, la cui prima parte è stata recensita qui.

In quest'ultimo appuntamento gli autori hanno deciso di puntare sull'azione, presente in dosi maggiori rispetto ai primi episodi delle mini-serie. La battaglia finale tra gli uomini X, alleati giocoforza alle truppe di Joshua N’dingi, e le Furie provenienti da una dimensiona parallela, incaricate di eliminare James Jaspers, è un crescendo adrenalinico d'azione che non deluderà i fan del genere, in linea con quanto mostrato finora.

La cinica scena finale è un pugno nello stomaco non solo per i protagonisti della storia ma innanzitutto per noi lettori

Una battaglia aspra e violenta, condotta con maestria da Andrews attraverso un uso dinamico e sapiente della macchina da presa, che metterà a dura prova i nostri eroi. Solo azione? No, perché il talentuoso scrittore britannico, nelle cupe tavole che chiudono l’episodio, si ricollega alle premesse, di carattere storico e sociologico, da cui ha preso il via la vicenda. Pur avendo perso per strada qualche personaggio, in particolare Wolverine, il quale ha così perso l'occasione per ribadire il suo punto di vista nel confronto finale tra alcuni personaggi, e quindi tra alcune correnti di pensiero (ideologie?), la cinica scena finale è un pugno nello stomaco non solo per i protagonisti della storia ma innanzitutto per noi lettori. Una scena cupa, "pesante", la quale scorre ineluttabile e veloce nella sua gravità. Una scena che, dopo la ferocia della battaglia, non è consolante per nessuno. Una scena che conferma la visione pessimistica che l'autore ha del mondo, il cui sentore ha aleggiato minacciosamente dalla prima all'ultima tavola di quest'ottima miniserie.

Alcune immagini della cruenta battaglia tra gli X-men e le Furie

(c) 2011 Panini Comics

Alcune immagini della cruenta battaglia tra gli X-men e le Furie<br><i>(c) 2011 Panini Comics</i>

Appendice. Paese che vai, Magneto che trovi.

Questo episodio non aggiunge ne toglie nulla neppure alla carriera di Howard Chaykin

In appendice dell'albo è stato collocato un episodio one-shot avente come protagonista Magneto, realizzato interamente dal cartoonist Howard Chaykin. L'episodio, che narra del primo soggiorno americano del signore del magnetismo, non aggiunge nè toglie nulla alla biografia del personaggio. Un soggetto semplice, una storia leggera narrata con ironia attraverso la voce dello stesso Magneto. Una storia che smorza i toni cupi di "Xenogenesis". Dal punto di vista grafico, se si escludono alcuni primi piani non proprio riusciti di Magneto, il quale finisce per assomigliare a Richard Gere col mascellone di Stan, il padre di American Dad!, la storia funziona, le tavole sono molto chiare e facilmente leggibili, i personaggi recitano a dovere il loro ruolo. Eppure, a lettura ultimata, capiamo che questo episodio non aggiunge ne toglie nulla neppure alla carriera di Howard Chaykin.

Astonishing X-men (Marvel Miniserie 114), Xenogenesis, di Warren Ellis & Kaare Andrews, 48 pp., col., Marvel Italia, Panini Comics, € 3,00

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