Gli X-men e gli orrori dell'Africa
Astonishing, la nuova collana Marvel
Recensione di D.Maioli | | comics/
Gli X-men e gli orrori dell'Africa
Recensione
- L'amaro finale degli X-men d'Africa
della visione pessimistica del mondo di Warren Ellis
Primo appuntamento con la nuova collana targata Marvel, intitolata Astonishing. In questa nuova linea editoriale sono presentati i più noti personaggi della casa delle idee, interpretati dai più prestigiosi autori del fumetto d'oltreoceano. Le storie sono ambientate nell'universo Marvel tradizionale ma slegate dalla continuity. I personaggi sono trattati in modo più maturo, rispetto allo standard delle varie testate, e il taglio delle sceneggiature e dei disegni è molto curato, caratterizzato da dialoghi brillanti e inquadrature che molto devono allo stile cinematografico oggi in voga.
A prova di ciò è questo primo appuntamento, dedicato agli X-men (ma lo stesso discorso vale per Astonishing Thor, cui il primo episodio è stato recentemente pubblicato per tenere a battesimo la nuova testata dedicata ai Vendicatori, ovvero Vendicatori: la leggenda), la cui serie fu la prima, in casa Marvel, ad avere laggettivo astonishing a fianco del nome della collana. La mini in cinque episodi, pubblicata in Italia da Panini Comics nei numeri 112-114 della collana Marvel Miniserie, intitolata Xenogenesis, è stata realizzata da Warren Ellis ai testi, e da Kaare Andrews per i disegni, coadiuvati dai colori di Frank d'Armata.
Sinopsi
Nel Mbangwi, una piccola, immaginaria, nazione africana, nascono dei bambini dotati di poteri molto simili a quelli dei mutanti. Ben presto scopriamo che qualcuno sta brutalmente uccidendo tutti i neonati che manifestano questi presunti poteri mutanti.
Preceduto dallorganizzazione mondiale umanitaria denominata Mutantes sans frontieres, parte per l'Africa un gruppo di X-men formato, oltre che dai già citati Ciclope e Tempesta, da
...lo sceneggiatore britannico ha privilegiato le parti dialogate su quelle d'azione, in modo da porre subito in evidenza lo scottante tema che gli premeva trattare: le condizioni disumane e gli orrori cui sono costrette le popolazioni di molti, troppi, stati africani...
Analisi dei contenuti e sistema dei personaggi
Nei primi due episodi, pubblicati in Italia nel primo volume, lo sceneggiatore britannico ha privilegiato le parti dialogate su quelle d'azione, in modo da porre subito in evidenza lo scottante tema che gli premeva trattare: le condizioni disumane e gli orrori cui sono costrette le popolazioni di molti, troppi, stati africani, vittime dei sistemi totalizzanti, di matrice nazifascista, ancora vigenti sul suolo africano, e dellindifferenza del mondo occidentale che, salvo qualche sterile intervento, lascia che le cose restino come sono, anche per salvaguardare i propri interessi personali.
Portavoce del pensiero dell'autore è Wolverine, nell'insolita veste del vate erudito, il quale, davanti al suo uditorio, ovvero la piccola Hisako (Corazza), spara a zero non solo su alcuni dittatori africani ma persino su Nelson Mandela. Logan in questo caso, non solo serve a Ellis per esprimere il suo punto di vista, ma funge anche da "maestro" per Hisako: il "vecchio" Logan (per citare il titolo di uno story arc di qualche anno fa) rappresenta anche il rivoluzionario dei bei tempi andati, il sessantottino inglobato e reso cinico, il quale prova ad istruire le nuove leve, che qui nella figura di Hisako appaiono apatiche e disinteressate delle questioni politiche globali, sperando che riprendano la lotta contro tutte le forme repressive di potere.
Purtroppo per lui, e per Ellis, le pagine a disposizione per trattare un argomento così vasto e complesso sono poche, finendo col risultare pressapochista e, in accezione negativa, anche un po' demagogo e populista. Una trattazione più approfondita non avrebbe guastato ma avrebbe, probabilmente, esulato dalle competenze di un prodotto principalmente d'intrattenimento. Per par condicio, comunque, Ellis introduce una voce di dissenso e opposizione, seppur tenue e poco convinta essa stessa delle proprie argomentazioni. Non si tratta però di Tempesta, come molti potrebbero pensare, la quale è pienamente d'accordo con Logan, bensì di Ciclope, veramente a disagio nel trattare argomenti così scottanti. Le argomentazioni messe in campo da Ciclope appaiono banali e perbeniste, introdotte nel discorso più per impedire che in Hisako (e quindi nelle nuove generazioni) si accenda la fiamma rivoluzionaria, e anche per salvare la faccia davanti a Ororo (la quale, come già detto, è daccordo con Wolverine, basendo Cyke), solo perché di colore, anche se newyorkese, e quindi americana doc.
Il risultato è che Scott, che qui rappresenta il pensiero perbenista, e ipocrita, della società occidentale, la quale finge dinteressarsi ai problemi dell'Africa (e non solo di quelli) per poi voltarle le spalle nei momenti di vero bisogno, perde effettivamente la faccia, e con lui un po' tutti noi. È molto interessante, a questo punto, il confronto che hanno con Crocodile, il dittatore e primo antagonista della vicenda (anche se poi i nostri eroi si dovranno giocoforza alleare con lui per fermare un minaccia ben più grande). Il personaggio, portatore distanze reazionarie, incarna il tipico dittatore assoluto che ripone nelluso dellesercito per imporre la sua volontà. Maschera lo sterminio che sta perpetrando adducendo come scusa il bene superiore, e collettivo, della propria nazione (rinviando a dittature, e stermini, ahinoi realmente esistiti). Questo personaggio è tanto più inquietante perché, oltre a ricordarci come certe dittature esistano ancora ai giorni nostri e trovino dei ferventi estimatori, sembra essere il rovescio della medaglia di Logan, e quindi del rivoluzionario: entrambi hanno commesso omicidi per giungere al conseguimento dei propri scopi, entrambi combattono il fuoco con il fuoco. Nonostante ciò, il personaggio non attira minimamente la nostra simpatia, nè ottiene la nostra indulgenza o comprensione, grazie alla catarsi che sovviene dal punto di vista scelto dal narratore.
X-Force, Deadpool, Punitore (linea Max)
La X-Force post Messiah Complex è una task force segreta voluta da Ciclope e capitanata da Wolverine. Compito di questo gruppo è eliminare definitivamente chiunque ponga a rischio la sopravvivenza del genere mutante.
La forma
Conclusa la parte politica, nel terzo e quarto episodio, pubblicati in Italia nel secondo volume, le scene dazione, adrenaliniche e molto sanguinolente, abbondano, e i dialoghi, sempre ben imbastiti e molto frizzanti, assumono, talvolta, toni maggiormente ironici, nella giusta dose, e ogni personaggio occupa il giusto spazio all'interno della trama. Andrews, dal canto suo, fa recitare molto bene tutti i characters, dando a ognuno espressioni convincenti e personali.
Ogni personaggio ha un carattere ben delineato, a volte molto diverso da quello che normalmente assume nella serie regolare, e il bel lavoro svolto dal disegnatore americano sulla mimica facciale, e sulla composizione dei corpi, concorre alla riuscita stilistica della saga. Tempesta appare come una fiera amazzone moderna, sempre pronta alla battaglia; Hank come un lucido pensatore, uno scienziato capace di sporcarsi le mani, quando serve; Logan è il duro, lo spaccone, un tizio che è meglio non fissare troppo negli occhi, per non incorrere nelle sue ire (oltre a quanto precedentemente detto); Ciclope è il freddo, carismatico, calcolatore, leader degli X-men; Emma è una donna viziata, a volte capricciosa, infantile, abituata al comando e al ruolo di donna del capo, a mio avviso il personaggio su cui più Andrews si è concentrato nella realizzazione di espressioni e gesti. Al contrario, Hichiko è forse il personaggio meno caratterizzato, una ragazzina persa in un gioco dadulti.
Tutti i personaggi sono stati realizzati con una stazza notevole, la quale, a volte, rasenta il grottesco, anche se ciò sembra voluto. In qualche occasione, però, questa eccessiva caratterizzazione non ha dato i frutti previsti, valga per esempio il fondoschiena fuori forma di Emma Frost, decisamente esagerato! Per quanto concerne le inquadrature, sono ben studiate e tengono il lettore sempre al centro dell'azione, a ridosso dei personaggi, con tagli e angolazioni di tipo cinematografico. La griglia scelta dai due autori predilige infatti quattro, cinque inquadrature in media, orizzontali, esaltando i dettagli e conferendo un ritmo lento alla narrazione, favorendo la lettura dei dialoghi, senza che la macchina da presa risulti statica, anzi essa è mossa molto sapientemente intorno ai personaggi, cogliendo ogni particolare, ogni espressione, ogni gesto, costruendo un ambiente narrativo convincente. La narrazione accelera nelle scene dazione, dove la griglia cambia e limpostazione delle inquadrature si fa più varia e dinamica. Da segnalare luso delle numerose splash page e doppie splash page nei momenti di maggior climax narrativo.
Il prodotto è nel complesso convincente e interessante, adatto sia al pubblico che solitamente segue le imprese dei mutanti sia ai neofiti...
In conclusione...
Aspettando il mese prossimo per tirare le somme su questa miniserie, è giunto comunque il momento di qualche riflessione, essendo già giunti a due terzi dellopera. Il prodotto è nel complesso convincente e interessante, adatto sia al pubblico che solitamente segue le imprese dei mutanti sia ai neofiti, essendo la storia comprensibile da tutti, perché fuori continuity, e narrata secondo standard non consueti alle testate supereroistiche marvel (nemmeno di X-force o di Deadpool, forse più simile al Punitore della linea Max), nellintento di raggiungere il più ampio numero di lettori possibili.
Astonishing X-men (Marvel Miniserie 112-113), Xenogenesis 1 e 2 (di 3), di Warren Ellis & Kaare Andrews, 48 pp., col., Marvel Italia, Panini Comics, 3,00 cad.Vedere anche...
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