Vampiri a Torino
Harlan e soci tornano in Italia per indagare su templi egizi, vampiri e magnaccia sulle sponde del Po
Recensione di A.Tripodi | | dampyr/
Scheda IT-DP-72
- Dea egizia, La
valutazione 74%
C�� un filone spiccatamente orrorifico, in cui il soggettista utilizza i clich� pi� efficaci dei racconti dell�orrore per suscitare paura e inquietudine nel lettore. Di solito questi sono i numeri di Dampyr pi� riusciti. Tra questi includo Casa di Bambole , La colonna infernale, Tre vecchie signore, La maledizione di Varney , Spettri a Cambridge, La miniera di Zyarne, La foto che urla, L�ombra del male, I sogni di Lisa, L�angelo ribelle. � da notare che questi episodi, con le sole eccezioni di L�ombra del male (di Colombo), La foto che urla e La miniera di Zyarne (di Cajelli), sono tutti quanti creati e sceneggiati da Mauro Boselli. Poi vi sono quegli episodi in cui alle caratteristiche �horror� si aggiungono quelle connotazione pi� spiccatamente d�ambiente che sono offerti da una citt� come
Dopo
L�omaggio a Torino era quasi dovuto visto che l�albo � uscito con le Olimpiadi invernali che si erano appena concluse.
Altro elemento rilevante di quest�albo � che il soggetto e la sceneggiatura sono stati affidati a Pasquale Ruju, la cui mini-serie, Demian, vedr� la luce nelle edicole nei prossimi giorni. Il "vice-Sclavi" ci regala dunque una avventura gradevole che, se pure non pu� essere paragonata ai migliori episodi della serie, risulta di livello medio alto.
Torino rimane sullo sfondo e non � protagonista come meriterebbe
Certo
Di fatto il vero mostro della vicenda � il prof.
Bastet � la quarta Maestra della Notte in cui si imbatte Dampyr, dopo
La storia in ogni caso presenta alcuni punti deboli. La conclusione, soprattutto, si avvale dei soliti, visti e rivisti espedienti letterari. Dampyr peraltro viene messo di fronte a una �scelta� semplicissima dal momento che si trova a dover scegliere se uccidere un inquietante �mad doctor� o una creatura che nella vicenda non ha fatto male a un mosca. E per concludere, inevitabile �deus ex machina�, arriva l�alluvione che spazza il tempio di Iside e conclude la storia. Carenza pi� evidente della sceneggiatura � il fatto che il finale il povero lettore lo apprenda dalle chiacchiere tra Harlan, Kurjak e Tesla, che commentano la vicenda nei corridoi di un ospedale.
Fabrizio Russo apre l�albo con delle stupende tavole a chiaroscuro. Quindi passa al pi� tradizionale e preciso tratto a china. Il disegnatore ha un tratto molto dettagliato che pure, a volte, riesce a realizzare suggestive vignette come nella sequenza iniziale e come nella rappresentazione della storia d�amore tra Abremelin e Bastet (p. 72-73). Ma in alcuni casi il disegno non riesce ad essere efficace, in particolare nel tratteggio dei volti che a volte risultano delineati con approssimazione. Si veda come esempio il viso di Kurjak a pagina 81.
La copertina di Enea Riboldi presenta un efficace uso delle luci e dei contrasti. Il tema non � sicuramente originale (il vampiro che si solleva dal sarcofago) ma il tutto offre complessivamente un bell�effetto.
"La dea egizia", Dampyr 72, Sergio Bonelli Editore, 94 pag. b/n, brossurato, marzo 2006, �2,5
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