Vampiri a Torino

Harlan e soci tornano in Italia per indagare su templi egizi, vampiri e magnaccia sulle sponde del Po
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Vampiri a Torino
Dampyr 72 "Dea egizia, La"

Scheda IT-DP-72

Volendo condurre una analisi generale del fumetto Dampyr, potremmo prendere, come campione pi� che significativo, gli ultimi trenta numeri, individuando cos� alcuni filoni abbastanza distinti.
C�� un filone spiccatamente orrorifico, in cui il soggettista utilizza i clich� pi� efficaci dei racconti dell�orrore per suscitare paura e inquietudine nel lettore. Di solito questi sono i numeri di Dampyr pi� riusciti. Tra questi includo Casa di Bambole , La colonna infernale, Tre vecchie signore, La maledizione di Varney , Spettri a Cambridge, La miniera di Zyarne, La foto che urla, L�ombra del male, I sogni di Lisa, L�angelo ribelle. � da notare che questi episodi, con le sole eccezioni di L�ombra del male (di Colombo), La foto che urla e La miniera di Zyarne (di Cajelli), sono tutti quanti creati e sceneggiati da Mauro Boselli. Poi vi sono quegli episodi in cui alle caratteristiche �horror� si aggiungono quelle connotazione pi� spiccatamente d�ambiente che sono offerti da una citt� come Praga. E tra questi inserisco tre episodi, tutti e tre opera di Boselli: Il dottor Cinderella, Il teatro dei passi perduti, I dannati di Praga. Negli altri numeri generalmente troviamo Dampyr in varie parti del mondo, impegnato in lotte esasperate contro i Maestri della Notte. In queste situazioni spesso l�elemento �azione� prevale sulle atmosfere. Alcune di queste avventure si svolgono tuttavia in citt� definite e ben caratterizzate. La rappresentazione ben dettagliata dello scenario in cui si svolge l�avventura � una caratteristica spiccata di quelle storie che si svolgono in Italia.

Dopo Napoli (n.52-53), la Sardegna (n.59), la Bassa Padana (n.66) � dunque il turno di Torino ospitare Harlan nella sua quarta visita in Italia.

Torino by night
Dampyr 72

(c) 2006 SBE

Torino by night<br>Dampyr 72<br><i>(c) 2006 SBE</i>

L�omaggio a Torino era quasi dovuto visto che l�albo � uscito con le Olimpiadi invernali che si erano appena concluse.
Altro elemento rilevante di quest�albo � che il soggetto e la sceneggiatura sono stati affidati a Pasquale Ruju, la cui mini-serie, Demian, vedr� la luce nelle edicole nei prossimi giorni. Il "vice-Sclavi" ci regala dunque una avventura gradevole che, se pure non pu� essere paragonata ai migliori episodi della serie, risulta di livello medio alto.
Torino rimane sullo sfondo e non � protagonista come meriterebbe

Certo Torino rimane un po� sullo sfondo. Lo sceneggiatore non riesce a rendere la citt� protagonista come meriterebbe e come, peraltro, le prime didascalie ci avevano fatto intendere e sperare. Mancano inoltre alcuni elementi tipici urbani di Torino come i murazzi, il lungofiume che avrebbe potuto fornire un ben valido scenario a una storia che parla (anche) di immigrazione e di emarginazione. Insomma, a parte qualche riuscita frase ad effetto (vedi la scheda dell'albo), pare che l�autore sardo non sia riuscito a trasferire nella storia lo spirito della citt�. La vicenda immagina che Eridano (il nome latino del fiume Po) sia stata una figura storica, un principe egiziano in esilio, che fece edificare un tempio dedicato ad Iside sulla riva del Po. Il tempio sarebbe stato per secoli il rifugio di Bastet, figlia di Iside e di Osiride, la dea Gatto, gi� conosciuta con il nome di Sekhmet, dea guerriera e sanguinaria. In effetti Sekhmet altro non era che una Maestra della Notte, la quale, con il passare dei secoli era riuscita a controllare il desiderio smodato di sangue e quindi a convertirsi nella pi� moderata Bastet.
Di fatto il vero mostro della vicenda � il prof. Calderbech che intende utilizzare il sangue delle servitrici di Bastet, e anche quello di Dampyr, per realizzare il filtro della lunga vita. Dagli omicidi compiuti dalla marmaglia complice di Calderbech partono le indagini di Harlan, Kurjak e Tesla.
Bastet � la quarta Maestra della Notte in cui si imbatte Dampyr, dopo Amber (nei n.3 e nei n.43-44), Lamiah (n.9) e Araxe (n.10 e n.48). A questo punto ci si chiede: � mai possibile che i Maestri della Notte (maschi) siano tutti dei mostri di pervicace efferatezza e invece le Maestre delle fedeli alleate di Dampyr? Insomma sarebbe il caso, forse, di fornire delle pari opportunit� anche ai colleghi maschi.

La storia in ogni caso presenta alcuni punti deboli. La conclusione, soprattutto, si avvale dei soliti, visti e rivisti espedienti letterari. Dampyr peraltro viene messo di fronte a una �scelta� semplicissima dal momento che si trova a dover scegliere se uccidere un inquietante �mad doctor� o una creatura che nella vicenda non ha fatto male a un mosca. E per concludere, inevitabile �deus ex machina�, arriva l�alluvione che spazza il tempio di Iside e conclude la storia. Carenza pi� evidente della sceneggiatura � il fatto che il finale il povero lettore lo apprenda dalle chiacchiere tra Harlan, Kurjak e Tesla, che commentano la vicenda nei corridoi di un ospedale.


Il museo Egizio
Dampyr 72

(c) 2006 SBE

Il museo Egizio<br>Dampyr 72<br><i>(c) 2006 SBE</i>

Fabrizio Russo apre l�albo con delle stupende tavole a chiaroscuro. Quindi passa al pi� tradizionale e preciso tratto a china. Il disegnatore ha un tratto molto dettagliato che pure, a volte, riesce a realizzare suggestive vignette come nella sequenza iniziale e come nella rappresentazione della storia d�amore tra Abremelin e Bastet (p. 72-73). Ma in alcuni casi il disegno non riesce ad essere efficace, in particolare nel tratteggio dei volti che a volte risultano delineati con approssimazione. Si veda come esempio il viso di Kurjak a pagina 81.

La copertina di Enea Riboldi presenta un efficace uso delle luci e dei contrasti. Il tema non � sicuramente originale (il vampiro che si solleva dal sarcofago) ma il tutto offre complessivamente un bell�effetto. "La dea egizia", Dampyr 72, Sergio Bonelli Editore, 94 pag. b/n, brossurato, marzo 2006, �2,5

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