Cacciatori di licantropi, I
Harlan affronta il lobizòn, ma non è lui il nemico più temibile
Scheda di G.Del Duca | | dampyr/
IT-DP-68
IT-DP-68Cacciatori di licantropi, I
- Trama
Il lobizòn è la versione argentina del licantropo, e c'è chi prende molto sul serio questa leggenda. Harlan dovrà districarsi tra romantiche superstizioni e sanguinosi delitti per scoprire la verità.
data pubblicazione Nov 2005
testi (soggetto e sceneg.) di
Stefano Pianidisegni (matite e chine) di
Fabio Bartolinicopertine
Annotazioni
Note e incongruenze
- Prosegue la saga legata al Maestro della Notte detto 'il Condor', che si nasconde in Sudamerica. Dopo essersi occupato (in
Spagna ) della dittatura argentina,Harlan si reca aBuenos Aires dove, tra tango e citazioni di Borges, affronta un mostro del folklore locale. - Esordio ai testi di Dampyr per Stefano Piani, prolifico sceneggiatore di Nathan Never e delle defunte testate Nick Raider e Legs Weaver nonchè, come viene ricordato nella pagina della posta, di fiction televisive come "Elisa di Rivombrosa".
- Il lobizòn, la figura alla base di questo episodio, è una sorta di lupo mannaro. Secondo la leggenda, il settimo figlio maschio, se nato di venerdì, può diventare un uomo-lupo. Questa superstizione era talmente radicata da costringere Peron, come viene ricordato nell'albo, a stanziare un sostegno economico per i settimi nati, per evitare che venissero uccisi.
- Harlan fa la conoscenza di
Oberdan Rosas , un cacciatore di lobizòn che chiede al Dampyr di allearsi con lui. La figura di Rosas non viene però approfondita a dovere, la grande villa-fortezza in cui vive, i fantasmi di bambini che lo assediano, il figlio inetto, sono elementi minimi di caratterizzazione che non bastano a rendere notevole questa figura di 'cattivo'. - La storia procede su un doppio registro tonale: quello legato al folklore,
rappresentato da
Uriarte , che vive nel rimorso di aver ucciso il fratello e nella speranza di salvareAntonio Peltzer , che crede nel lato romantico delle superstizioni e che accompagna Harlan ad ascoltare la recita dei versi di Borges, e quello invece legato all'indagine poliziesca e all'azione, rappresentato da Rosas e dai suoi scagnozzi, nonché dai delitti del lobizòn. La mancanza di amalgama tra i due registri tonali è il maggior difetto di questo episodio. - L'atteggiamento di Harlan nei confronti del soprannaturale è quanto meno incongruente. In un primo momento (a pag.37) crede senza batter ciglio alle strampalate teorie di Uriarte sugli avatar poi, a conclusione della vicenda, cerca una spiegazione razionale alla trasformazione in lupo di Antonio Peltzer, cercando di convincere Uriarte che la sua teoria è inverosimile. Infine, nell'epilogo, si comporta da giustiziere lasciando Rosas in balìa dei fantasmi che circondano la sua villa (comportamento, peraltro, piuttosto gratuito e poco in linea con il personaggio).


