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Darkwood Monitor
Anno III, Annual
Aprile 2000
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Recensioni
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di Alex Principato
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Fratelli di sangue
Di Mauro Boselli e Carlo Marcello
Zenith Gigante nn.462-465
(Zagor Gigante nn.411-414)
Ottobre 1999 - Gennaio 2000
376 tavole
Giudizio: ***** (Ottimo)
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Un anno fa, sul "Giornale di Sergio Bonelli", nello spazio riservato a Zagor si comunicava ai lettori che, eccezion fatta per lo Zagor Special di argomento fantasy firmato da Boselli e Torricelli, l'annata zagoriana
sarebbe stata all'insegna del western. E la storia più
rappresentativa del periodo in questione sarebbe stata
l'avventura che segnava il ritorno ai pennelli di
Marcello su testi di Boselli: storia di una lunghezza
degna dei bei tempi nolittiani (quattro albi) e ricca di
tante tematiche che abbiamo imparato ad apprezzare
e a condividere negli anni proprio grazie a Zagor e,
nattiralmente, a Tex. Questo capolavoro annunciato è
però veramente tale? Non tutti hanno apprezzato
questa storia (come si può leggere nei gruppi di
discussione su Internet [cfr. la recensione su uBC, ndr]), forse complice un disinteresse
ormai assoluto verso il genere western da parte dei
più giovani. A nostro avviso, invece, l'avventura è
ottima. Quello che conta sono la storia, i personaggi,
il pathos e i disegni. Boselli ci presenta una narrazione
simile a quella adottata nell'ultimo Zagor Special e,
soprattutto, a quella che contraddistingue la storia-
fiume di Tiziano Sciavi sul ritorno di Hellingen, con
Molti Occhi, lo stralunato stregone dei Mohicani,
che racconta una storta dello Spirito con la Scure
come se fosse una favola. Nel ritornare a Darkwood
dopo avere salutato Bob il guercio (Zagor Giganie nn.
409-410), Zagor e Cico attraversano il Texas, uno
Stato che ha subito alcuni mutamenti dall'ultima
volta in cui i due amici vi hanno messo piede (Zagor
Gigante nn. 362-364): i texani, infatti, sono riusciti a
scacciare i messicani e a rendere il Texas indipendente.
Boselli (coadiuvato dall'eccezionale Carlo
Marcello) ci mostra una carrellata di personaggi
perfettamente caratterizzati e destinati a rimanere
impressi nella memoria. Juan, il patriota deciso a
riconquistare il Texas (per poi perdere la vita per
mano di un "fratello" messicano), il capitano Manley,
ottuso e razzista (tanto da piegare alle sue idee anche
la figlia Rose, promessa sposa di Adam), Orso Nero,
il colonnello Austin, ecc. Su tutti, ovviamente, svetta
Lupo Grigio (il cui nickname è inadatto, sarebbe stato
perfetto per un anziano), diviso tra l'amicizia col suo
fratello di sangue Adam e l'odio verso gli altri bianchi.
Zagor appare, nelle mani di Boselli, più "saggio"
che non in passato. Spesso l'eroe di Darkwood rinuncia
a quegli accessi d'ira cui andava incontro nelle storie nolittiane per tentare un approccio più "raffinato"
al problema (come quando riesce ad evitare un linciaggio nella cittadina di Bandera semplicemente
attraverso il dialogo). Boselli, inoltre, risolve un'evidente contraddizione dello Zagor di Sclavi, a cui pure
si ispira parecchio: secondo Sclavi Zagor si è sempre
proposto come "mediatore" tra pellerossa e bianchi,
senza mai schierarsi. Questo non è possibile, fin dal
principio Zagor non ha mai esitato a schierarsi contro
i bianchi, perché ha sempre saputo che la ragione è
soprattutto dalla parte degli indiani. E Boselli sembra
rimarcare proprio questo con uno Zagor fiero che
afferma: "io ho scelto già da tempo da quale parte
voglio stare". Accanto allo Spirito con la Scure, Cico
si ritaglia il suo spazio esibendosi in simpatici siparietti (come il balletto già visto nell'albo "Texas
Rangers") e in un assurda canzoncina al palo della
tortura. Crazie a Zagor, Lupo Grigio non viene sconfitto (per ora), anche se inizialmente Boselli vuole
farci credere il contrario. I Comanches vincono la
loro battaglia. Adam Crane invece finisce con lo sposare Fiore Nascente, abbandonando così il mondo dei
bianchi. Passando alla parte grafica, Carlo Marcello
propone una nuova entusiasmante performance che,
sommata all'incredibile velocità di esecuzione (come
Ferri, Marcello disegna circa quaranta tavole al
mese!), può dare un'idea del suo talento. Peccato davvero che non sia prevista una sua prossima incursione
zagoriana, ma, chissà, nel caso di una terza apparizione di Lupo Grigio e Adam Crane...
Nota: Sulla rivista, si trovano anche le recensioni di "Lampo mortale", "I mercenari", "Cico giornalista", "La vendetta di Mortimer" e "Gli sterminatori".
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