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Sog. e
Sce. Claudio Chiaverotti
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Idea valida ma un pò forzata quella di questo albo. L'"usuraio temporale" è una
figura di grande effetto, come del resto interessante è l'espediente del
prestito temporale.
Quello che non convince è la spiegazione poco ambigua
delle (esagerate) capacità ipnotiche di Mastro Hora. Il potere che esercita
sulle proprie vittime è troppo infallibile per risultare veritiero.
L'albo è disseminato di varie citazioni che hanno per oggetto il tempo, dal
nome Mastro Hora che è il nome del guardiano del tempo nel romanzo "Momo"
di Ende alla raffigurazione del quadro "Persistenza dellla memoria" di Dalì.
La sceneggiatura è senza infamia e senza lode con qualche sbavatura:
perplessità sulla facilità con cui Dylan finisce in potere di Mastro Hora e sulla scena
finale dell'albo con la tempestività troppo tempestiva di Dylan ad intervenire in salvataggio
di Rosalind e con il sucidio abbastanza ingiustificato del "cattivo".
  

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Ugolino Cossu
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Mai visti Dylan, Groucho & Bloch disegnati peggio.
Il viso di Dylan è irriconoscibile per quanto si discosta dalla fisionomia
classica che ha nella serie. Il viso allungato in modo grottesco e il taglio di
capelli improbabile ne fanno quasi una caricatura di sè stesso. Groucho
invece sembra un cartone animato, mentre Bloch un famoso comico barese...
A parte queste interpretazioni libere dei personaggi principali della
serie, i secondari sono discretamente disegnati, ognuno con una identità
abbastanza riconoscibile. Anche il tratto usato per Mastro Hora
sembra esageratamente caricato così da farne uscire un viso quasi grottesco.
Anche dinamicamente i disegni lasciano molto a desiderare...
Peccato, perchè alcune tavole (pag.33 e pag.98) sono davvero dei piccoli
capolavori, ma si perdono nel marasma generale dell'albo...
  
Bella copertina, anche se la posa di Dylan è più da "sbragato su di una
panchina" che da ferito a morte. E poi la ferita è decisamente troppo
vicina al cuore...
L'albo è probabilmente penalizzato oltremodo dai disegni non all'altezza che
spesso indispettiscono il lettore distogliendo la sua attenzione dalla storia.
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