Le vieux Barks
Pagina 1
Pagina 2 *
Pagina 3
Pag.2/3 :: Torna a pagina precedente
Ultimi sfavillii
Ora, però, accantoniamo le Giovani Marmotte e spostiamoci verso un ulteriore polo del discorso, sempre nell'ottica di inquadrare la produzione barksiana seriore come fase dattività continua e vivace - si consideri ancora che, a partire dagli anni Settanta e con qualche occasionale precedente, il Nostro si dedica febbrilmente per circa un quindicennio alla pittura, producendo una gran messe di acquerelli e oli a tema disneyano e non.Nel 1968 il Maestro dellOregon, sollecitato dal direttore editoriale Carsten Jacobsen, produce il primo soggetto per la casa editrice Gutenberghus (attualmente Egmont), ma di fatto la trama di Go Slowly, Sands of Time! - questo il titolo - va perduta; nel 1981 Barks stesso ne cura una versione in forma di racconto corredato di dodici tavole a colori per il prestigioso volume Uncle Scrooge McDuck - His Life and Times, edito dalla Celestial Arts e indicativo del consolidarsi della fama internazione dellartista.
È opportuno inquadrare al meglio la produzione barksiana seriore come fase dattività continua e vivace.Qualche anno dopo, nel 1984, vedrà la luce anche una versione a fumetti, proprio per i tipi della Gutenberghus, sceneggiata da Tom Anderson e illustrata dal cileno Vicar, che fa onore alla funzione di "supplente del Maestro" già denunziata dal nome darte. Come spesso gli accade, Barks trae lo spunto da un articolo del National Geographic Magazine dedicato agli ultracentenari abitanti della valle di Hunza (a nord del Pakistan e a oltre 2.400 km di altitudine), la cui longevità veniva attribuita a unacqua ricca di alcuni minerali rilasciati dai ghiacciai. Da qui si dipanano un bellapologo sulla forza rivitalizzante del lavoro come passione e, al contempo, un emblematico testamento spirituale. Con limpida chiarezza lautore ne parlerà in questi termini:
«una sorta di storia spirituale di Paperone, che gli consente di vivere allinfinito, dimodoché non si debba credere che giunga al capolinea e muoia allimprovviso. Egli continuerà a esistere per leternità. I ragazzi che leggeranno di lui tra centanni potranno considerarlo ancora vivo. Nel suo denaro ha trovato la fonte delleterna giovinezza».
Lo Zione perde colpi...
da "Go Slowly, Sands of Time!", sceneggiatura di Tom Anderson e disegni di Vicar
(c) Disney
Alla veneranda età di novantatré anni il Comic Book King regala inaspettatamente una nuova sceneggiatura a distanza di ventanni dallultima pubblicata.Con ancor più decisione ci proietta a ritroso nel tempo, verso le grandi avventure degli anni Cinquanta, la successiva creazione del Nostro: grossomodo in coincidenza col trionfale tour barksiano in Europa, alla veneranda età di novantatré anni il Comic Book King regala inaspettatamente una nuova sceneggiatura a distanza di ventanni dallultima pubblicata. Horsing Around with History (10/1994) - questo il suggestivo titolo, tutto giocato tra la locuzione idiomatica horse around, «fare il pagliaccio», e il sostantivo horse - guarda al mito per antonomasia, quello del cavallo di Troia, ponendolo al solito in unaffascinante dialettica con il presente: interessante in tal senso, nota Alberto Becattini, «la contrapposizione, nelle prime due vignette, tra la scena in cui i Troiani portano il gigantesco cavallo dentro le mura di Troia e il Deposito di Zio Paperone, che rischia di subire un destino simile a quello dellantica città». Né manca una certa autoconsapevolezza ironica nelluso di certe convenzioni narrative tipiche del fumetto Disney, barksiano e non. Efficace la resa grafica di William Van Horn, pure lui uno dei migliori epigoni del Nostro.
Nel terzo volume di Tesori, edito della Disney Italia nel novembre del 2000, figurerà invece - postuma e in duplice versione inglese e italiana - la sua ultima fatica, dopo che lormai Egmont aveva rinunciato. Si tratta di un soggetto scritto nel 1996 durante un viaggio verso Orlando, sceneggiato da John Lustig e visualizzato graficamente da un "mimetico" Pat Block, il quale completa i disegni nel 1997 e li mostra allUomo dei Paperi, supervisore delle varie fasi del disegno e suggeritore di diverse gag.
Prima versione di vignetta con commento di Barks
da "Somewhere in Nowhere", sceneggiatura di J. Lustig e disegni di P. Block
(c) Disney e http://www.cbarks.dk
Rileva Block:
«Era ancora un mago nel concentrarsi esattamente su quello che bisognava raccontare, e nel togliere quello che era superfluo»e gli fa eco Lustig:
«Mentre scrivo mi rendo conto appieno, per la prima volta, della realtà delle cose. Quanti geni possono avere uscite così lucidamente folli alla bella età di quasi cento anni? Io ne conosco solamente uno: Carl Barks»Alla novità, rappresentata dalle Giovani Marmotte, dall'assunzione del ruolo esclusivo di soggettista/sceneggiatore e dall'attività pittorica, l'Uomo dei Paperi affianca dunque la costante fedeltà a stilemi e tematiche prediletti: le sue ultime fatiche si sostanziano di fatto in un magnifico focus sulla personalità della sua più importante creatura, in una frizzante tenpages. in un'ariosa avventura della famiglia dei Paperi al completo e in un'altra di Donald in solitaria, che rinverdiscono e arricchiscono i fasti del passato.
(citazioni tratte da Zio Paperone n.138 del marzo 2001)
Le parole di Lustig e Block possono ben chiudere questo abbozzo di ricostruzione del melodioso canto del cigno di un artista a tutto tondo, capace di coltivare fino allultimo con amore, dedizione e il valido supporto di chi lo ha affiancato le sue tematiche predilette e sempre attuali.
Pag.2/3 :: Continua nella pagina successiva


