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| La posta di uBC/1 |
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Questo mese, pur di riuscire ad ospitare tutti i messaggi ricevuti dai lettori, la posta di uBC si estende (in via del tutto eccezionale) per ben tre pagine. Ringraziando tutti quanti per l'appassionata collaborazione ricordo ancora che potete partecipare al dopolavoro sia utilizzando l'apposito form, sia scrivendo direttamente al sottoscritto, curatore della rubrica. E anche per questo mese, buona lettura.
Prima di tutto un personale rammarico, verso il lettore Gallerani, a cui evidentemente non � piaciuto il mio volume ["Il demone nell'anima", ndc], ma che lascia trapelare una poca affezione verso i miei disegni, ed anche di questo mi spiace. Per� la mia curiosit� � volta a quei numerini a pi� di "servizio". Ovvero, che significa 5/7? Il minimo � 0 ed il massimo � 7 o viceversa? Non riesco ad avere punti di riferimento. Comunque, al di l� di tutto, grazie per l'attenzione riservata al mio lavoro.
Un saluto a tutto lo staff di uBC,
Caro Stefano, Un 70% che indica un sostanziale gradimento dell'opera, malgrado nella purtroppo breve recensione vengano evidenziati soprattutto quelli che, ovviamente secondo il mio giudizio (ed � inutile precisarlo) sono i punti deboli che ne compromettono l'efficacia narrativa. D'altra parte, in una sede stringata come quella concepita per queste brevi segnalazioni (nella rubrica uBC Monitor sono abitualmente ospitati soltanto veloci flash sulle produzioni extra bonelliane) sarebbe improponibile fare altrimenti, a meno di non inaugurare un apposito sito parallelo. Penso tuttavia sia il caso di aggiungere in questa sede almeno una piccola considerazione finale al mio commento: indipendentemente dal gradimento dell'albo, sono convinto che questo tipo di iniziative non possa che essere accolto favorevolmente dai lettori; ormai sono infatti molto rare le occasioni per ammirare gli autori italiani fuori dagli schemi della rassicurante produzione bonelliana, e quindi risulta ancora pi� apprezzabile il tentativo, di chi, come Stefano, cerca di produrre qualcosa al di fuori di questa struttura, investendoci tempo e idee con la stessa professionalit� che contraddistingue la sua produzione pi� conosciuta. Ovviamente i saluti sono ricambiati, da parte mia e dell'intero staff.
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Gentili redattori di UBC, vi scrivo per comunicarvi il mio dissenso dalla vostra entusiastica recensione per Magico Vento n.34 "I cancelli dell'inferno". Premetto che sono tra i tanti che hanno iniziato a leggere MV con diffidenza, l'ho interrotto pi� volte ma alla fine mi ha conquistato, non solo per l'evoluzione dei personaggi (ciclo di Hogan e passato di Ned) ma anche per il modo in cui � presentata la cultura indiana (come nello splendido recente "Il ladro di bisonti"). Secondo me la vostra recensione � troppo entusiastica. Questo albo � per me il peggiore che si vede dai tempi dell'orrido "L'uomo dei gatti ", e cerco di spiegarvene il perch�. Dalle prime vignette mi sono accorto della differenza di sceneggiatura tra Manfredi e Segura: dialoghi molto pi� "legnosi" e meramente essenziali, e soprattutto un modo di sceneggiare che sarebbe stato pi� adatto a Tex che a MV. MV ha atmosfere sue proprie diverse da quelle di altri western, ma in questo numero non le si avvertono minimamente. Nella vostra recensione ho letto le vostre interpretazioni sui vari personaggi (Hunger, Jeremia, Duke), e siete andati troppo oltre quello che si vede nella storia nel commentarli. Hunger � un fanatico senza mezzi termini e stop, solo bianco o nero. Viene taciuto il suo passaggio dal bene al male, che per me sarebbe stata la parte pi� interessante della storia, le parole di sua moglie mi sembrano insufficienti. Anche Duke � un personaggio poco definito. Jeremia � molto patetico e prevedibile. Le vostre previsioni sul futuro della prostituta sopravvissuta sono puramente gratuite. Non c'� un personaggio originale del carisma di, per esempio, Coleman (n.19), Carr (nn. 24, 25, 32). Sono solo mezze macchiette. Ricordo altre vostre recensioni in cui siete stati spietati con personaggi cos� monodimensionali. Sono d'accordo con voi, invece, quando dite che 94 pagine per questo soggetto erano poche. In breve, ho trovato la vostra critica troppo esaltata, questo albo non � pessimo ma neanche da porre tra i migliori in assoluto di MV, proprio perch� di MV ha ben poco. Come ho detto mi sembrava pi� di leggere una storia di Tex (eccetto per il tema dei bordelli e delle prostitute). Confesso che nell'ultimo anno MV mi ha esaltato (culminato con gli splendidi nn. 31, 32, 33) ma mi sembra giusto mantenere una certa obiettivit� e non farsi andare a facili entusiasmi che facciano sembrare ogni storia un capolavoro. Spero che questa mia mail non vi abbia offeso per il modo in cui vi ho comunicato il mio dissenso, perch� sono un vostro fedele lettore e trovo le vostre critiche sempre estremamente obiettive, acute ed interessanti (sicuramente io non sono un lettore acuto come voi, vi ho detto che in questa storia non ho trovato le atmosfere solite di MV, ma non saprei neanche definirle). E' solo che questa volta ero in netto disaccordo con voi. Continuate a lavorare cos�, il vostro sito � tra i miei preferiti.
Caro Cristian, Con tutto questo, una recensione resta comunque un'opinione, compresa della voglia del recensore di giocare ad immaginare la vita futura dei personaggi. Grazie comunque per i complimenti che ci rivolgi.
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Sui voti e sulle recensioni . . .
Pur con un 73% di giudizio, Daniele Alfonso nella sua recensione a Dampyr 1, sottolinea piu' i difetti che i pregi. Non sono d'accordo: questo e', a mio giudizio, il migliore n�1 della Bonelli degli ultimi anni. Nonostante effettivamente ci sia una certa disomogeneita' nei disegni, a me sono piaciuti moltissimo; come pure il soggetto, che ho trovato quantomai originale.
Secondo me, l'unico vero difetto di questa testata (e di molte altre, purtroppo) sono le 98 pagine. Troppo poche per sviluppare come si deve i tanti personaggi di una narrazione ricca di comprimari, soprattutto laddove non si voglioni costruire storie dove i buoni sono "I Buoni" e i cattivi "I Cattivi" (chissa' perche' di questa pecca non risontono praticamente mai le storie di Julia...)
Cari uBC, I voti molto bassi da me attribuiti sono dovuti alle ragioni cos� ben spiegate nella vostra recensione: e allora, come mai i vostri sono alti? Sudditanza verso il pur bravo Boselli? Tra parentesi in questo primo numero ci vedo molto Colombo e poco Boselli. Mah!
Il metodo canonico di scrivere una recensione consiste nell'assegnare i voti e poi giustificarli nel dettaglio, portando alla luce i pregi delle storie belle, e denunciando i difetti di quelle brutte. Per� se tutte le recensioni fossero fatte cos�, noi ci annoieremmo a scriverle e -credo- voi vi annoiereste a leggerle. Poich� ognuno di noi lavora su uBC soprattutto per divertimento, la noia non � affatto nei nostri obiettivi, e quindi ogni tanto cerchiamo di sbizzarrirci scrivendo delle recensioni un po' inusuali. Possiamo permettercelo proprio perch� esistono i voti numerici che, da soli, sono sufficienti per qualificare una storia come "bella" o "brutta", e quindi non mi pare obbligatorio che nel testo della recensione si approfondisca al massimo ci� che � gi� reso evidente dalla valutazione numerica. Un altro metodo di scrivere una recensione, diverso da quello canonico se non proprio diametralmente opposto, � quello di concentrarsi maggiormente sui difetti di una storia bella, o sui pregi di una meno bella. Il che � esattamente quello che ho fatto per "Il figlio del diavolo", sottolineando tutte quelle pecche senza le quali una storia gi� di per s� buona sarebbe potuta diventare un vero capolavoro.
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Ciao a tutti, non ho che da ringraziarvi per la semplice presenza degli albi Orione tra le novita' di uBC.
Un grazie a nome di tutto lo staff.
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