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Turisti fai da te? No Alpitour? Hai, hai...
Ritorno in Transilvania
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Confuso inizio con la coppia di turisti in difficoltà. Quando Harlan salta fuori gridando "ma adesso è arrivato il castigamatti", sembra quasi di leggere una delle storie di Colombo, che privilegia sempre le scene d'azione un pò trash. E invece c'è il suo collega ai testi, che non riesce però ad essere sciolto come l'adrenalinico Colombo, nell'azione spericolata; approfittando troppo delle coincidenze (il passaggio segreto, ecc...) nella sceneggiatura. In sostanza si tratta infatti di un albo introduttivo per la saga transilvana, dove Boselli si gioca le sue carte migliori, con il ritorno di un suggestivo Majo ai disegni negli albi successivi. Basti notare come i buoni abbiano sempre il controllo della situazione, e come sia veramente facile per Harlan e soci, burlarsi della complessa organizzazione di Vlatna. Poco importa al proposito che Draka padre intervenga per salvare il figlio: non sono un paio di tavole che cambiano la trama. Trama che risente in modo negativo della scarsa credibilità espressa dai bambini veramente (troppo) forti d'animo, e soprattutto dalla resurrezione guerriera del non morto (e pure cieco) ex-servo di Draka. Boselli si concede all'azione cercando di condirla con l'emotitività di un numeroso gruppo di bambini in pericolo, senza tacere della retorica epico-guerresca con cui Tomsa condisce tutti i suoi interventi. E lancia Harlan in un folle assalto al castello "che nemmeno i turchi hanno espugnato". Tempestivo l'intervento finale del padre, che in una scena veramente troppa breve e allegorica, risolve tutto lo scontro. Tutto sommato c'è veramente poca carne al fuoco in quest'albo, se non la necessità di stuzzicare la curiosità dei lettori con il lento avvicinarsi di Draka senior - caricato nel frattempo di una epica nazionalista insolita per la sua specie - e di far crescere la contrapposizione tra il ruolo di Dampyr e gli oscuri scopi di suo padre. Ultimo, ma non ultima, si fa notare la tenerezza di Tesla in albergo con Harlan. Una tavola quella di pag.47, che continua una schermaglia impossibile da concludersi per i due.
Disegno in lenta evoluzione quello di Piccininno: buono nelle scene d'azione (vedi ad esempio pag.88) e carente nella parte narrativa (vedi ad esempio pag.44-45).
Non convince ancora la recitazione dei volti, quando i dialoghi sono normali (come a pag.43-45), e manca la concitazione dell'azione a deformarne l'espressività. La sensazione è comunque quella di progresso lento ma continuo d'adattamento al disegno realistico.
Albo introduttivo dicevamo. E di quest'albo conserviamo ben pochi ricordi:
Tutto sommato non convince la scelta di fare di quest'albo una sorta di riempitivo. Non convince visto che l'accoppiata Transilvania-padre vampiro autorizzava diverse attese per questa saga, di cui l'albo fa parte. Scelta che diventa comprensibile solo pensando ai problemi di carico di lavoro che negli ultimi tempi si sono concentrati sui due autori. Aspettiamo e auspichiamo quindi forze fresche ai testi in un prossimo futuro.
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