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| Avventura in Cornovaglia!
L'uomo
nero, brrrr. . . che paura!
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Terzo appuntamento dampyresco e cominciamo ad intravedere nuovi scenari. Abbiamo lasciato le terre balcaniche intrise di sangue per approdare sulle nebbiose coste della Cornovaglia, accompagnando Dampyr in cerca delle sue origini, alla ricerca del padre Draka.
Com’è buon’abitudine di Boselli, si tratta di una storia corale, anche se Harlan non agisce con i due “pards” abituali. I vari personaggi non vengono tutti approfonditi, eccezion fatta del tenente Poldarke e della bella vampira Amber (che non mi meraviglierei di rivedere spesso); il numero delle pagine non permetteva di certo di più. I dialoghi scorrono via in maniera molto lineare, ben ritmati, mai noiosi o monotoni. Pur avendo scelto di seguire un’unica linea temporale, numerosi sono i cambi di scena, facendo sì che l’attenzione non si concentri su di un unico scenario.
Il punto debole di questa storia, è l’uso (monotono) delle proprietà dampyresche di Harlan. Finché combatterà arcivampiri, al momento opportuno sarà sempre una “trasfusione” a risolvere la situazione? Forse è presto per avere una risposta a questa domanda, resta il fatto che a tutt’oggi si è trattato di una questione ridondante. Concludo sollevando un piccolo dubbio (o un’incongruenza). Dampyr viveva d’espedienti, alla giornata. Si guadagnava da vivere turlupinando poveri contadini superstiziosi e creduloni, liberando loro e le loro terre da malocchi, presunti vampiri o altro ancora. Ora ha intrapreso un viaggio sulle tracce del padre, ritrovandosi a combattere il male. Ma dove trova il denaro per viaggiare o solo per sopravvivere?
Sorpresa davvero positiva i disegni di Luca Rossi. Più stili grafici sono racchiusi in sole 94 pagine, e tutti ben amalgamati, vedasi ad esempio lo stile "milleriano" di Sin City (pag 60, quinta vignetta, l'omino sul palco); oppure troviamo personaggi, come Jennie (da pag.67 a pag. 69) che sembrano usciti da un albo di Spirit di Will Eisner. Addirittura le scene finali con l'Uomo Nero, mi ricordano un po' lo stile disneyano. Il tutto ingabbiato in tavole in perfetto stile bonelliano.
I vari personaggi sono molto espressivi, per tutti Amber (pag. 31, 32, 34 53 ,73....); i vari personaggi di contorno godono dello stessa attenzione grafica. Ben raffigurati sono i diversi stati d'animo: angosce, rabbia, paura.... Persino l'Uomo Nero (una macchia nera in mezzo ai chiaroscuri delle varie tavole) possiede una sua varietà dinamica. I luoghi sono altrettanto ben raffigurati, in certi frangenti si ha l'impressione di esserci in Cornovaglia. Molto suggestiva è la scena dell'ingresso in paese di Harlan. Atmosfere veramente d'effetto. Nonostante le numerose alternanze tra esseri mostruosi e personaggi (e lughi), non perde mai la bussola. Ottima padronanza di tutto e di tutti. Continua il trend positivo delle avventure di Dampyr. In attesa che si aprano nuove trame, con nuovi antagonisti, oltre ai già soliti arcivampiri, abbiamo avuto l'oppportunità di goderci un'altra buona storia. Testi a buoni livelli, disegni eccellenti. E per il futuro le premesse sono allettanti.. Niente di eccezionale la cover di Riboldi, si lascia preferire
di gran lunga prossima (intravista sia nel giornale di SBE che nel promo
al prossimo numero). La rubrica di pagina 4 è la solita rubrica
della posta, niente di eccezionale. |
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