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Per la prima volta in Italia, i nostri eroi cercano di scoprire quanta verità può nascondersi dietro ad una finzione letteraria.
Vedi Napoli e poi. . .trovi un vampiro
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E se...e se fosse stato Draka ad ispirare 'Frankenstein'? E se Lord Byron fosse morto a causa della frequentazione con il padre del Dampyr? E se i Maestri della Notte attraversando i secoli avessero influenzato le vicende umane?
In fondo sappiamo già da avventure precedenti, come il n. 27 'I lupi mannari' o il recente n. 46 'Il Castello di Barbablù', che Draka ha partecipato ad eventi storici, ma fino a che punto può averli influenzati?
Più pittoresca è invece la descrizione della città partenopea nella prima metà dell'ottocento. Questo albo doppio, in cui molte sottotrame vanno ad intersecarsi e a completarsi a vicenda, è impreziosita da una sceneggiatura particolarmente riuscita, che alterna momenti di azione, di commedia ma anche di romanticismo (come nel primo incontro tra Almerinda e il Monacello), la cui prima parte è più prettamente descrittiva, mentre la seconda è più dinamica e di fantasia. Molto efficace la caratterizzazione dei personaggi, concepita come un gioco di specchi: il rapporto tra Varney e Draka è il corrispondente di quello tra Lord Byron e Polidori, e in entrambi i casi c'è un rapporto di amore/odio che finirà per essere distruttivo.
Seconda prova ai pennelli della serie per Stefano Andreucci, una prova decisamente più riuscita ed incisiva della precedente, il n. 13 'L'isola della strega'. In questa storia doppia, il disegnatore romano dimostra di aver preso confidenza con i personaggi e con le ambientazioni: il viso del protagonista è più omogeneo e rispondente alle altre interpretazioni, e lo stesso si può dire di Draka. Ottime le scene notturne, in particolar modo quelle di ambientazione svizzera, e le scene d'azione. Da segnalare per bellezza e dinamicità le vignette raffiguranti la lotta dei cacciatori di vampiri con Draka, a pag. 67 e 71 del n. 52. Nel secondo albo, e soprattutto nelle ultime pagine, il tratto si fa a volte più frettoloso, i particolari meno incisivi, come la cappella del Principe di San Severo a pag. 46, raffigurata in maniera meno accurata rispetto al resto, che resta comunque di ottima fattura.
Una storia doppia in pieno stile boselliano, con decine di personaggi e di sottotrame che rubano spazio al titolare della testata, ma questa è ormai una caratteristica consolidata di questa serie, chi cerca un protagonista che sia onnipresente in ogni pagina e in ogni avventura ha sbagliato indirizzo. Delle due copertine di Enea Riboldi, la migliore è la seconda, con un bel primo piano del protagonista e Draka sullo sfondo. La copertina del n.52 presenta invece un Varney troppo differente dalla versione presente nell'albo (e questo è purtroppo un difetto ricorrente nelle cover), e una luminosità forse eccessiva. Da notare come entrambe le copertine raffigurino scene immaginarie del tutto assenti nella vicenda.
Vedi anche la Scheda della storia.
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