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Esseri dotati di superpoteri e provenienti da altri mondi comandano nell'Area 51. Alieni? No, Maestri della Notte
Ai confini della fantasia
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Un ragazzo scompare nel deserto del Nevada. Un investigatore privato parte alla sua ricerca ma finisce nei guai. Harlan e compagni sospettano il coinvolgimento di Ixtlàn e intervengono. Da qui ad un epico scontro con il Maestro il passo è breve e lungo allo stesso tempo. Insomma, un effetto valanga che porta il lettore di emozione in emozione fino al sorprendente finale.
Il soggetto mette assieme con grande maestria le storie di alieni che ruotano attorno all'Area 51 e le tematiche dampyriane, fondendole in quello che rappresenta di fatto un altro passo nella formazione dell'universo di Dampyr.
Già in passato abbiamo messo in evidenza il modo ambizioso in cui Mauro Boselli rivisita la storia, anche recente, dandole un'interpretazione in chiave dampyriana. In questo caso la storia cede il passo all'attualità, all'immaginario collettivo, ma ancora una volta Boselli fa centro.
Con una trama libera da condizionamenti storici e citazioni dotte, la sceneggiatura segue un impianto abbastanza diverso dal solito. I personaggi vengono mostrati in ogni loro aspetto e sentimento,
tramite dialoghi che, a differenza di altre volte, non sembrano mai posticci ma, anche quando virano su toni ironici, rendono al meglio la drammaticità di alcune scene.
I disegni di Nicola Genzianella in questo albo sono particolarmente discontinui. Il disegnatore, che nelle prove passate si era segnalato per un tratto molto funzionale e costante, mostra in questo caso alcune differenze che potrebbero essere imputate al tentativo di cambiare stile.
Una storia che mostra ancora una volta le potenzialità di questa serie e che arriva dopo alcune prove riuscite solo a metà o decisamente deludenti, che risultano ulteriormente sminuite rispetto a questa maestosa storia doppia. Le copertina del primo albo riprende una scena dell'albo e cita il film 'Ultimatum alla terra', anche se la staticità delle figure e la colorazione troppo fredda (difetto riscontrato in quasi tutte le ultime cover di Enea Riboldi) non trasmettono sufficiente pathos. La seconda copertina mostra un Harlan abbastanza riuscito (ma leggermente strabico) ma, oltre alla raffigurazione quasi cartoonistica dei vampiri, quello che emerge è la scarsa, praticamente nulla, attinenza della cover con la trama. Ritrarre una scena dell'albo non sempre equivale a coglierne lo spirito.
Vedi anche la Scheda della storia.
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