Dylan Dog ritorna dal limbo
una storia dal sapore "antico" che non si dimenticherà facilmente
Recensione di T.Barone | | dylandog/
Dylan Dog ritorna dal limbo
Scheda IT-DD-256
- Feroce Takurr, Il
valutazione (6,6,6) 85%
In questi anni, abbiamo assistito alla trasformazione (o negazione?) di quelle coordinate narrative che facevano del personaggio unicona, anziché, banalmente, ciò che ora è diventato: una persona. Abbiamo dovuto accettare, inoltre, linanellarsi di narrazioni insipide, fiacche, mediocri, reiterate per mesi e mesi tanto da estenuare anche il più fedele dei fan.
Cè ancora qualche autore che crede nella versione iconica dellIndagatore dellIncubo e che non si è arreso di fronte allineluttabile inversione di marcia editoriale che porta allumanizzazione del personaggio? La risposta non può che essere affermativa. E diciamo subito che stiamo parlando di Michele Medda
Ma oggi più che mai urge porsi una domanda: cè ancora qualche autore che crede nella versione iconica dellIndagatore dellIncubo e che non si è arreso di fronte allineluttabile inversione di marcia editoriale che porta allumanizzazione del personaggio? La risposta non può che essere affermativa. E diciamo subito che stiamo parlando di Michele Medda. Perché proprio lui? Medda, che insieme ai suoi due amici sardi è anche creatore di Nathan Never, nelle sue incursioni nel mondo di Dylan Dog mostra di voler riprodurre ancora la vecchia formula; quella formula che ci aveva regalato ottime narrazioni e che costituiva il "canone" secondo il quale Dylan Dog si era affermato prepotentemente allattenzione dei lettori in quei lontani anni 80. Tuttavia, a questa volontà di ricreare laura antica del Dylan Dog sclaviano, Medda unisce anche una scrittura di notevole impatto che dimostra quanto egli sia in grado, nei fatti, di proporla nei suoi racconti. "Il feroce Takurr" ne è la prova più lampante, e tra le più riuscite degli ultimi tempi. Esso riassume, infatti, sia la filosofia di Dylan Dog che quella della narrativa meddiana; filosofia alquanto condivisibile e funzionale ai fini di una libera scrittura ispirata al personaggio.
La storia
Questo è lincipit dal quale prenderà il via la narrazione. A dire il vero, il giallo è soltanto il pretesto per permettersi di innervare la struttura narrativa di solare surrealismo. E non sarà importante, ai fini della riuscita del racconto, neppure scoprire chi sia lassassino: luno vale laltro. Ciò che al contrario ci preme evidenziare è non soltanto il taglio surreale cui abbiamo accennato, ma anche la forte critica di cui è intriso lalbo. Critica che sinnesta non come una rozza ideologia, ma come parte integrante del tessuto narrativo entro il quale si muove Dylan Dog. Il messaggio meddiano è rivolto ai nerd che con le loro fisime da collezionisti spesso distorcono il rapporto con la realtà. Ad esempio, è sintomatico - oltre che divertente - lepisodio del ragazzo che tenta di rubare la prima tavola originale di Rocket Boy (pag.20 ) e la discussione che ne verrà fuori con il padrone del negozio.
il giallo è soltanto il pretesto per permettersi di innervare la struttura narrativa di solare surrealismo
Dylan e i Thunderpets
disegni di Franco Saudelli, Dylan Dog n.256, pag.87
(c) 2008 Sergio Bonelli Editore
I dialoghi sono molto brillanti ed esaltano quellimpeto narrativo che trascina il lettore fino allultima pagina senza cadere nellindelicatezza di un finale prevedibile, scontato o banalizzante, come spesso accade quando non si sa come chiudere una storia degnamente. A questo proposito, è doveroso sottolineare lesilarante finale, in cui i monsterribles tornano ad essere liberi perché rubati dal ladro gentiluomo Alain Lepin (sicuramente ispirato ad Arsenio Lupin) secondo la logica che ad essere collezionati sono anche gli esseri umani.
le digressioni, i riferimenti, i messaggi, le citazioni, gli echi della memoria, fanno parte di quel modo particolare che Sclavi aveva di interpretare i tempi e di esprimere attraverso il suo fumetto i suoi umori, le sue idiosincrasie, senza che questo venisse a danno dello sviluppo della trama
Dal punto di vista della struttura narrativa, è interessante notare come la scelta di nomi o situazioni sia spesso il risultato dellassemblaggio di citazioni, distorsioni, rievocazioni, o frantumi di altro "materiale" che assumono un diverso significato nella nuova riformulazione.
Quindi, abbiamo una sceneggiatura ben strutturata, molto vicina allo Sclavi più pirotecnico, che mantiene alto il ritmo della narrazione senza momenti di calo di tensione o di interesse, abbagliando con il suo registro visionario ricco di variopinte suggestioni.
Non mancano gli omaggi alla serie stessa, rispettivamente a "Memorie dallinvisibile" (n.19) nellultima vignetta di pag.16 e a "I conigli rosa uccidono" (n.24) nelle vignette successive, soprattutto in quella dove luomo con limpermeabile mostra i guanti alla fine di pag.17. Né digressioni spontanee come quella su
Negli ultimi esempi fatti, potrebbe sembrare che Medda vada un po fuori strada. Eppure le digressioni, i riferimenti, i messaggi, le citazioni, gli echi della memoria, fanno parte di quel modo particolare che Sclavi aveva di interpretare i tempi e di esprimere attraverso il suo fumetto i suoi umori, le sue idiosincrasie, senza che questo venisse a danno dello sviluppo della trama. È quindi lecito ritenere queste caratteristiche narranti essenziali e per nulla gratuite, rammentando che Michele Medda, pur attenendosi al "canone", ha una sua soggettività da cui non può prescindere nella rappresentazione delluniverso dylandoghiano.
I disegni
il tratto cartoonesco saudelliano è in grado di valorizzare la forza immaginaria della sceneggiaturaI disegni di Franco Saudelli sono più che buoni soprattutto perché sembrano esprimere efficacemente lo spirito ludico e visionario del racconto. Infatti, il tratto cartoonesco saudelliano è in grado di valorizzare la forza immaginaria della sceneggiatura, contornando fisionomie in modo convincente e rappresentando egregiamente le espressioni dei volti. In sostanza, ci troviamo di fronte ad uno di quei rari casi in cui il disegnatore riesce ad estrapolare graficamente il quid narrativo per mezzo di una spontanea e fruttuosa simbiosi con la scrittura. Ovviamente, non tutto è perfetto: qualche incertezza nel tratteggiare un volto resta (ad es. il volto della donna a pag. 41 ultima vignetta). Niente di particolare, tuttavia, che possa influire sul giudizio globale.
Vedere anche...
Scheda IT-DD-256
- Feroce Takurr, Il
valutazione (6,6,6) 85%


