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Grande Fumetto � un'idea di G.Gentili & L.Ferrini - disegni L.Ferrini - (c) 2000 uBC Fumetti




I commenti degli amici rimasti in studio...

Martin, il logorroico

uBC Fumetti: Professore pu� tradurre i grugniti del suo assistente Java
in un idioma pi� comprensibile al pubblico? Ci � parso che intendesse minacciare di rappresaglie i lettori nel caso in cui dovessero votare la sua esclusione dalla striscia...

Martin: Ah! Ah! Guardi, siete completamente fuori strada! Il mio assistente si esprime in una lingua gutturale che pochi eletti sono in grado di comprendere, e si aiuta con il linguaggio dei gesti, l'Amerslan. Ricordo che inizialmente i grugniti di Java furono anche per me di difficile comprensione, ma adesso sono perfettamente padrone del suo linguaggio e sono in grado di capire benissimo ci� che ha detto all'interno del confessionale del Grande Fumetto. Un po' come accade a Snoopy, che � perfettamente in grado di comprendere il linguaggio dell'uccello Woodstock, e sfruttando un abile artificio narrativo riesce a comunicare il senso dei discorsi del pennuto ai lettori, cos� anch'io sono spesso costretto a fare lo stesso con i discorsi di Java. Devo confessare che Java sa talvolta essere persino pi� logorroico del sottoscritto. Ricordo un simpatico aneddoto del mio passato che vi divertir� senza dubbio: eravamo alla mia casa di Washington Mews, a New York, zona che si trova pi� o meno dalle parti del Greenwich Village, luogo dove spesso si possono incontrare artisti di ogni risma intenti nelle loro esibizioni, come per esempio i giocolieri, oppure semplici pittori intenti a ritrarre la stupenda bellezza che sanno regalare solo alcuni piccoli scorci della Grande Mela, cos� chiamata, dicono le malelingue, solo perch� in essa si annidano grandi vermi, il che tra l'altro � abbastanza esatto, visto che pi� di una volta mi sono trovato a scendere negli abissi sottostanti la mia citt� e in essi ho trovato cose indescrivibili, un po' come la brutta copia di quando mi sono addentrato nelle viscere stesse del mondo (assieme proprio a quel Dylan che adesso � rinchiuso nelle pagine del Grande Fumetto, e con il quale vissi una avventura nei meandri di una stazione della metropolitana di Londra, citt� che io amo e alla quale, immaginando di trovarmi nel secolo scorso, una volta scrissi persino una poesia, che vi leggo perch� molto graziosa: "Dai nebbiosi riflessi del Tamigi / dove si specchian mille tetti bigi / s'odono suoni come di piccozze / quando, al passar delle carrozze / trainate or da un cavallo ora da un mulo / maremma majala adesso mi viene solo la rima con 'culo' e mi si � sciupata tutta la poesia"...

 
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