Nippur: l'uomo, l'eroe e il mito


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Gli autori

Per quanto riguarda gli sceneggiatori, il 90% circa dell'opera di Nippur porta la firma del suo creatore, Robin Wood, ma per onor di cronaca citiamo gli altri scrittori che hanno partecipato alla saga.

Ricardo Ferrari: quello più presente dopo Wood, ma parliamo di una trentina di episodi e la metà di essi scritti in collaborazione con l'autore paraguaiano. Negli episodi in solitario si denota una certa propensione a scrivere storie con una specie di morale finale, come visto in altri suoi lavori come lo splendido Il Cappellano.

Manuel Morini (alias Gustavo Amèzaga): anche lui firma una trentina di storie nelle quali prevalgono le trame horror. Nella maggior parte delle storie tende a snaturare il personaggio.

Nestor Barron: secondo alcune interviste a questo artista si deve quasi per intero la saga di Laramar in collaborazione con Robin Wood.

Armando Fernandez: i suoi apporti sono pochi e si tratta di storie minime.

La nostra analisi invece riguarda più da vicino i vari illustratori che si sono cimentati con il barbuto guerriero di Lagash, presentati in ordine cronologico.

Luis Lucho Olivera: creatore grafico del personaggio. L'artista si basa sull'attore Charlton Heston, nel film Ben Hur, per dare fisionomia a Nippur di Lagash. Il primo episodio del personaggio è annoverato tra i peggiori illustrati della saga. Il tratto è, infatti, approssimativo e gli sfondi sono appena accennati. Il motivo può ricadere nel fatto che la storia era stata pensata come episodio singolo o dalla lunghezza della stessa, il doppio di una qualsiasi edita dalla Columba. Dalla seconda avventura si assiste ad una maggiore attenzione nella caratterizzazione dei personaggi e del contesto, motivato forse dalla promozione a serie ufficiale. Olivera resta al timone della serie per i primi sessanta episodi (con successivi sporadici interventi), e come accaduto a Wood, anche lui cresce e si evolve di pari passo con il personaggio. Resta comunque da dire che il disegnatore non raggiungerà mai in questa saga le vette viste con Gilgamesh, dove la sua maestria era all'apice. Tutti i suoi episodi sono inediti in Italia.

Charlton Heston, nel film Ben Hur, ha dato volto a Nippur di Lagash
disegni di Luis Olivera

(c) MGM / Editorial Columba

Charlton Heston, nel film Ben Hur, ha dato volto a Nippur di Lagash<br>disegni di Luis Olivera<br><i>(c) MGM / Editorial Columba</i>

Sergio Mulko: paradossalmente, è il disegnatore più odiato dai lettori e quello che ha realizzato la maggior parte degli episodi dell'errante, con l'impressionante bottino di 150 capitoli su quasi 450 realizzati.
Diventa titolare della serie con l'abbandono di Olivera a metà della saga dell'invasione degli ittiti in Egitto. Nei primi capitoli si nota chiaramente come segua lo stile del suo predecessore, e ancora oggi nessuno può dire se per propria decisione o imposizione dell'editore. Poco a poco si distacca da questa situazione e cerca di trovare la sua strada.
Dopo una cinquantina di storie viene messo da parte dall'editore, anche se il livello delle sue matite era abbastanza buono. Dodici anni dopo tornerà ad occuparsi del personaggio.
Come ammesso dallo stesso artista in alcune interviste, è un disegnatore che non ama i dettagli, e ancora meno disegnare gli sfondi, ed elabora in poco tempo le sue tavole; piene di personaggi "muscolari" e identici gli uni agli altri, con scarse differenze somatiche. Questo suo modo di lavorare, unito ai ritmi serrati delle pubblicazioni Columba, confluiscono in sei anni ininterrotti di storie che a malapena arrivano alla sufficienza.
Per i lettori italiani, questo secondo periodo coincide con gli episodi editi da Eura Editoriale.

Ricardo Villagràn: considerato forse il migliore artista che ha tratteggiato Nippur. La sua prima esperienza con l'incorruttibile avviene con il lancio della rivista dedicata esclusivamente al personaggio. Questi ventisette albetti sono considerati il periodo dorato dell'uomo di Lagash e tra i pezzi più ambiti dai collezionisti. Villagràn, dal tratto fino e elegante, regala al lettore dei personaggi molto realistici ma soprattutto dei paesaggi di rara bellezza e con una cura quasi maniacale per il dettaglio.
Tornerà ad inizio degli anni '80, quando l'editore inaugura la rivista Nippur Magnum, e non è un caso se ogni nuovo progetto di Nippur lo veda come protagonista. Poco e niente è cambiato nel suo stile e nella forza dei suoi disegni.
Non è una coincidenza che l'Eura Editoriale inizi la pubblicazione del personaggio dal suo primo episodio e presenti tutta la sua produzione al suo pubblico.

Copertina della rivista Nippur Magnum

(c) Editorial Columba

Copertina della rivista Nippur Magnum<br><i>(c) Editorial Columba</i>

Jorge Zaffino: altro grande talento che è sorto nello staff della serie. Allievo dei fratelli Villagràn, come si può osservare nei suoi primi lavori, dopo poco tempo elabora uno stile tutto suo che lo proietta nell'Olimpo degli artisti di Nippur... e non solo. Sarà notato dalla Marvel americana e lavorerà nella serie "Savage sword of Conan".
Purtroppo poco e niente del suo lavoro è stato pubblicato in Italia.

Il Nippur di Jorge Zaffino

(c) Editorial Columba

Il Nippur di Jorge Zaffino<br><i>(c) Editorial Columba</i>

Carlos Leopardi: parlare di questo particolare artista è difficile, perché "o lo si ama o lo si odia". Ancora oggi, critica e fan sono divisi sul qualificare la sua opera. In Italia, girando sul web, sembra che sia poco amato, quasi alla pari di Mulko, mentre in patria nutre una sua schiera di ammiratori.
Anche lui è costretto all'inizio a seguire le orme di Olivera, ma ben presto imporrà il suo stile alla narrazione. Molti lo ricordano solo perché ha illustrato la quasi-morte di Nippur, ma è stato uno dei pochi ad uscire dalla fisionomia classica del personaggio. Il suo protagonista ora porta i capelli lunghi, la barba raramente curata e veste miseramente; come a dimostrare la precarietà di quell'uomo che fa la vita dell'errante. Inoltre i suoi paesaggi aridi e rocciosi sono unici in tutta la serie ed i suoi personaggi sembrano scolpiti nella stessa pietra e fragili come la sabbia del deserto, in stretta unione con la vita che li circonda.
Robin Wood ha ammesso che quando ha visto la tavola dove Nippur riceve la frecciata è rimasto folgorato e ancora oggi assicura che nessun altro artista avrebbe potuto immortalare quel momento come fece Carlos Leopardi.

Enrique Villagràn: fratello minore di Ricardo a cui è stato imposto uno pseudonimo dall'editore per non avere nomi ripetuti tra i suoi artisti. Lui scelse quello di Gòmez Sierra, ripreso dal cognome materno. La qualità media dei suoi lavori è buona, anche se non ama molto il dettaglio, ed il suo tratto si avvicina molto a quello essenziale dei cartoni animati. Si vocifera che sotto il suo nome artistico siano annoverati vari dei suoi allievi con i quali collaborava, e che questi lo abbiano sostituito in più di un'occasione. Sembra esserci un fondo di verità in queste voci di corridoio, perché molti episodi che portano la sua firma sono di una qualità imbarazzante e in altre occasioni vengono, addirittura, copiate, o meglio "ricalcate", vignette di altre sue storie di Nippur.
La sua opera è stata presentata per intero in Italia.

Eduardo Barreto: illustratore uruguaiano che ha disegnato un solo episodio (di contorno) di Nippur. Basti pensare che durante un intervista fatta a Robin Wood dove doveva dare un suo giudizio sugli artisti della serie, quando gli hanno nominato Barreto lui rimase sorpreso all'apprendere che aveva collaborato con il suo personaggio.

Daniel Muller: questo artista ha disegnato il personaggio durante la conclusione della serie. Il suo tratto elegante e gradevole al pubblico risolleva la serie dal grigiore degli ultimi anni. Insieme ai testi di Wood, danno un pizzico di erotismo e sensualità alla serie, cosa appena accennata in passato. Purtroppo, mentre in Italia gli episodi sono pubblicati in forma integrale, la politica interna che ha sempre retto la Editorial Columba presenta al pubblico argentino queste storie rivisitate e "coperte" dalla censura.

Team-up e Crossover

L'Errante è stato il protagonista del primo team-up in seno all'Editorial Columba. Lucho Olivera è infatti il creatore di Gilgamesh e, come ciliegina sulla torta, nel primo episodio dell'Immortale inserisce anche Nippur, il suo personaggio più famoso. I lettori vengono così a conoscenza della grande amicizia che unisce le due leggende sumeriche. Successivamente, ci saranno molteplici incontri, camei e citazioni in entrambe le serie.
Robin Wood farà comparire sporadicamente l'Errante anche nelle sue saghe comiche, quella della spia "Pepe Sanchez" e l'autobiografica "Lei e io".

Primo incontro tra Nippur di Lagash e Gilgamesh l’immortale
disegni di Luis Olivera

(c) Editorial Columba

Primo incontro tra Nippur di Lagash e Gilgamesh l’immortale<br>disegni di Luis Olivera<br><i>(c) Editorial Columba</i>

Nippur è stato anche il primo personaggio Columba a cimentarsi in un "intercompany crossover" (nel gergo fumettistico si tratta dell'incrocio tra personaggi di diverse case editrice) comparendo nella serie di Cazador, famoso personaggio dei comic argentini pubblicato dall'Editorial La Urraca.


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