Nippur: l'uomo, l'eroe e il mito
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- Le edizioni di Nippur
le differenze tra l’edizione originale e quella italiana
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La fine del cammino
La serie Nippur di Lagash chiude i battenti nel maggio del 1996 con l'episodio n.445, dopo 29 anni di presenza nelle edicole argentine.Le vicende del personaggio, comunque, non sono finite.
Quest'ultimo episodio, infatti, è uno come tanti e potrebbe collocarsi cronologicamente in qualsiasi periodo della vita di Nippur; la saga non ha, dunque, un vero finale, come molte altre opere di Wood.
Dopo la magra gestione di Mulko, l'editore notò il calo di lettori e decise di affidare il personaggio a Muller, ma anche se il disegnatore portò nuovamente le storie ad un livello artistico elevato, l'assoluta monotonia delle trame e la mancanza di personaggi secondari di rilevanza, conosciuti o nuovi, fanno sì che Nippur si trascini stancamente verso il suo declino.
Con l'arrivo del nuovo penciller, il personaggio smette di essere sedentario e abbandona Lagash, tornando ad essere l'errante, in una sorta di ritorno alle origini. Purtroppo, la vena artistica dello sceneggiatore sembra essere ormai quasi prosciugata e le storie sono molto simili tra loro, e ad altre viste in passato, con Nippur che arriva e porta giustizia dove essa manchi. Tutti i personaggi di contorno spariscono, a volte si cita qualcuno di loro, e i nuovi arrivati non hanno il carisma di quelli conosciuti in precedenza. L'unico spunto interessante è la comparsa del Cercatore, un criminale che ingaggia un duello personale con Nippur. La prematura chiusura della serie lascia in sospeso questa piccola trama, anche se è scontato il risultato.
Due anni dopo, per festeggiare il trentennale del personaggio, la casa editrice mette in cantiere tre iniziative per omaggiare Nippur:
- Il volume "30 anni di Nippur di Lagash".
- La ripresa della serie con episodi inediti.
- Un prequel dal titolo "Il giovane Nippur".
L'albo del trentennale presenta solo quattro episodi, di cui 3 ristampe e un inedito disegnato da Walther Taborda. L'assurdità di questa rivista risiede nel ristampare l'episodio dove Nippur perde l'occhio, dimenticandosi di pubblicare la sequenza della frecciata...
Inoltre, la storia disegnata da Taborda presenta un Nippur al limite della ipertrofia muscolare. Il disegnatore ha dichiarato in un'intervista che voleva disegnarlo nello stile di Leopardi, ma che lo stesso Wood gli chiese di "gonfiarlo".
Lo stesso disegnatore doveva essere l'incaricato di continuare le avventure del personaggio, ma rinunciò per i molteplici impegni. Allora si decise di ripartire dal n.1 e varare una seconda serie di Nippur con Sergio Ibañez come illustratore, della quale furono pubblicati solo tre episodi e poi venne abbandonata.
Stessa sorte toccò a "Il giovane Nippur", dove videro la luce solo due capitoli. I disegni sono opera di un giovane Gabriel Rearte e lo stile delle sue illustrazioni riprende quello dei supereroi.
Osservando questi tre ultimi lavori si denota come un personaggio di culto diviene "commerciale", come si dice in gergo. Robin Wood abbandona il suo vecchio stile narrativo, molto introspettivo e realistico, per storie votate all'azione pura. Le didascalie sono ridotte all'osso, abbandonando quella prosa e poeticità che accompagnò Nippur per tutta la sua vita. Egli stesso scelse anche di abbandonare disegnatori più "classici", per giovani dal tratto più dinamico e sulla falsa riga dei comics americani.
Questa tendenza è totalmente accentuata nell'ultimo lavoro legato all'uomo di Lagash. Parliamo della serie "Hiras, figlio di Nippur". In questa nuova avventura editoriale sembra di assistere ad una totale inversione di tendenza da parte di Robin Wood nel suo stile di fare fumetti. Partendo dai disegni, il primo ciclo di storie è affidato a Ruben Meriggi, disegnatore tra i più "muscolari" del panorama argentino, e in seguito Wood sceglie il connazionale Roberto Goiriz. La nuova saga è improntata in puro stile fantasy e le trame diventano di una semplicità allarmante. Anche la caratterizzazione dei personaggi è quasi elementare; non troviamo più quei personaggi "umani" e "reali" che condivano le pagine di Nippur, ora esistono due categorie: i "buoni" e "villain" cattivissimi e stereotipati, dai tratti quasi grotteschi e caricaturali. Anche il filo di erotismo presentato nell'ultimo ciclo dell'incorruttibile qui è esagerato e si trasforma in scene di sesso decisamente esplicite e fini a se stesse nella maggior parte dei casi.
Si segnala anche l'ultima apparizione di Nippur fino al giorno d'oggi, nella seconda avventura di Hiras, ma la sua presenza è puramente formale, dato che il nostro eroe fa poco più di un cameo.
Molte volte è stato chiesto a Robin Wood se la serie avrà un finale. Lui dice che ha in mente di scrivere, prima o poi, una "Ballata di Nippur", per dare un degna conclusione al personaggio che lo lanciò nel mondo dei fumetti. Ma anche l'assenza di essa non danneggia certo l'immagine di un personaggio che è definito l'errante. È nella natura di Nippur inseguire l'orizzonte, che non potrà mai raggiungere, e solcare il "cammino dei sumeri" che lo porterà alla sua prossima avventura
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