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uBC INTERVISTA



In un momento di fermento per il fumetto elettronico italiano, uBC ha fatto due chiacchiere con il consulente creativo Mediacomics, che ci ha parlato di Armadel e degli Iperfumetti...

Intervista a Giovanni Gualdoni
di Giovanni Gentili

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n.1 "Il respiro delle stelle"
(tavola 3) - disegni di Piana
(c)2001 Mediacomics/Corriere.it

Chi � Giovanni Gualdoni?

Fondamentalmente un buffo omino con molta fantasia da spendere ma con sempre poco tempo per fare acquisti. Uno a cui piace immaginare mondi e storie e che si sfoga scrivendo e costringendo degli ottimi e pazienti disegnatori, a farne dei fumetti che un giorno un numero di lettori pi� numerosi delle stelle nel cielo possa leggere e criticare.

Giovanni Gualdoni � pi� o meno questo, il tutto condito da una lunga serie di esperienza lavorative ed hobbystiche in vari campi dell�immaginario e del fantastico. Avventure che hanno avuto il pregio di arricchirlo di professionalit�, praticit�, senso critico, ma soprattutto, della considerevole capacit� di mentire spudoratamente durante le interviste e di dire poche cose usando molte parole! :-)

Dimenticavo: Sono conculente creativo per l�editrice Mediacomics e soggettista sulla serie Armadel.

Come e quando nasce Mediacomics ed Armadel?

Mediacomics, costituita nel febbraio 2001, nasce come obiettivi gi� nel dicembre del �99 da un�idea di Lorenzo Chiappini e Alberto Clima.

L�idea � quella di creare un�editrice �specializzata� in Iperfumetti (un termine che si riferisce alle due principali caratteristiche di questo prodotto, ovvero il formato �Browser� e la presenza di una �griglia interattiva� fatta di approfondimenti, grafici e testuali, interni alla storia).

Il prodotto con cui si decide di debuttare � quello di un supereroe della rete il cui primo nome � Webman, ma che con il tempo sarebbe maturato nell�attuale Armadel.

La direzione artistica di Mediacomics venne affidata a Gabriele Clima che cre� un primo gruppo di lavoro e che semin� le prime idee di storia. Non mi dilungo troppo dato che una dettagliata storia di famiglia � gi� presente proprio sul sito di Armadel, all�interno della sezione �Cosa � Armadel�, che ovviamente invito i lettori a cercare, poich� ricca di immagini inedite e di molti simpatici aneddoti che hanno condotto il progetto a ci� che � ora.

Da che esperienze professionali viene lo staff?

Gli autori che lavorono in Armadel sono tutti professionisti dell�editoria cartacea con alle spalle esperienze per note case editrici italiane ed estere.

Nel creare la redazione si � data molta cura nel voler trovare non tanto artisti dal segno amalgamabile a quello di una linea guida, quanto pi� un team di talenti, che, ognuno a suo modo, fossero attrattive grafiche per il lettore ed incentivi ad un reciproco migliorarsi. Artisti che mostrassero da subito un vivo interesse per l�iniziativa, riversandovi, oltre che la giusta dose di professionalit�, anche l�entusiasmo che crediamo si possa oggi cogliere nei loro lavori.

I primi risultati sono sotto gli occhi di tutti, visibili nelle tavole di Matteo Piana, Alfio Buscaglia e Davide Gianfelice (i tre episodi attualmente online), e molto altro attende quanti continueranno a seguirci, a partire dal debutto, i primi di gennaio, di un�episodio disegnato da Alberto Ponticelli.

Quanto tempo ha richiesto il progetto Armadel?

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n.1 "Il respiro delle stelle"
(tavola 14) - disegni di Piana
(c)2001 Mediacomics/Corriere.it

Circa diciotto mesi di lavoro per costituire la redazione, per trovare la veste grafica, per studiare la griglia interattiva e per scrivere l�ambientazione e le motivazioni della serie.

Circa sei mesi per la realizzazione delle prime centoventi tavole, (trenta tavole per ognuno dei quattro artisti impegnati sulla prima storia). In totale un paio d�anni di gestazione.

Quali le maggiori difficolt� incontrate durante lo sviluppo?

Non molte, la maggiore forse quella relativa al lavoro di creazione dell�universo, reale, storico e virtuale, che fa da scenario alle vicende del fumetto. Un lavoro notevole che partiva dalla necessit� di dover pianificare un�ambientazione a tratti reale ed a tratti immaginaria, ma sempre coerente con se stessa, e che ci permettesse, in ogni momento, di attingere spunti per storie e per approfondimenti.

Il risultato � stato alla fine, al di sopra di ogni aspettativa, a tal punto che resta il dispiacere di poter mostrare solo una minima parte ad ogni nuova avventura.

E quali le soddisfazioni?

dinamica coppia (8k) disegni di Turconi
(c)2001 Studio Settemondi

A parte i complimenti dei lettori pi� accaniti che ci hanno scritto via mail, credo che la maggiore soddisfazione possa essere stata l�applauso conclusivo alla conferenza organizzata per Lucca Comics. Un gesto semplice oltre il quale credo di aver letto un sincero stupore per l�enorme mole e qualit� di lavoro che, anche la rapida navigazione che avevamo organizzato, era riuscita comunque a mettere in luce.

C'�, secondo te, uno spazio di mercato per il fumetto elettronico?

A mio avviso, molto di pi� di quanto si sia riuscito a raggiungere a causa di un�errato modo di proporsi. Il web inizia ora ad accorgersi dell�inadeguatezza dei propri contenuti e con sempre maggiore interesse guarda alle nuove idee di entertainment, cercando qui valide alternative.

Il fumetto elettronico, spogliato per un�istante dalla sua �artisticit�� (a cui io per primo credo fortemente), ha in se tutte le potenzialit� per essere un ottimo prodotto di contenuto: e� graficamente attraente, comunica, crea un marchio, veicola delle immagini e delle idee.

E se la nostra visione del fumetto elettronico si ferma per ora a quello su internet � solo per incapacit� di guardare poco oltre e cio� alla diffusione ormai prossima, di nuove piattaforme, quali gli e-Book, e gli apparecchi mobili GPRS e UMTS che apriranno nuove strade di comunicazione ed, inevitabilmente, nuovi bacini in cui riversare creativit�.

Armadel, avr� uno sfruttamento "multicanale", ovvero sar� pubblicato anche su carta al termine dello sfruttamento online?

Vi sono varie ipotesi per una stampa cartacea del prodotto, atta soprattutto ad accontentare e rassicurare i lettori tradizionali sul fatto che �Fumetto Elettronico� non significa affatto un�abbandono della carta. Le trattative sono ancora a venire, quindi � prematuro parlane ora, per� di idee nell�aria a Mediacomics ve ne sono molte.

A quali altri progetti stai lavorando?

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disegni di Turconi
(c)2001 Studio Settemondi

E� un periodo molto fortunato questo, st� infatti lavorando a diverse cose, sia come autore che come consulente. Alcuni progetti si inseriscono all�interno di un�etichetta denominata �Studio Settemondi� che in pratica non � altro che un gruppo di autori ed amici, per lo pi� provenienti dall�esperienza in Mediacomics, che lavora insieme alla realizzazione e promozione delle proprie idee, una sorta di gruppo creativo, ma con l�ambizione di diveneri riferimento per la fornitura di contenuti a fumetti per il web. E� plausibile che per questi il primo interlocutore possa essere la stessa Mediacomics.

Per quanto mi riguarda ho in cantiere cinque nuove serie di Iperfumetto, e per l�esattezza:

  • "Fantaghenna" (disegni di Stefano Turconi)
      vedere l'anteprima
  • "L'Anello dei Sette Mondi" (disegni di Matteo Piana)
  • "God is Dead" (disegni di Andrea Giovinazzo)
  • "Storia di una Carmilla" (disegni di Alessio Lapo)
  • "Tecnogeo" (disegni di Gianfranco Enrietto)

Tutte cose che spero ci sar� l�occasione di presentare pi� approfonditamente.

La conferenza di presentazione a Lucca Comics ha riscosso una buona presenza di pubblico: pensi che un fumetto elettronico come Armadel si rivolga ad un pubblico che gi� legge altri fumetti?

E� una domanda questa a cui non � facile rispondere. Io sono dell�idea che non esista un unico lettore medio di Armadel, ma che il fumetto possa essere seguito da una variegata tipologia di utenti.

Traggo queste mie conclusioni in parte dalle mail che ci sono giunte e dai commenti di amici ed addetti ai lavori, ed in parte dalla consapevolezza di aver partecipato a creare un prodotto che fosse, per fantasia, approfondimenti e gioco, in grado di attirare l�attenzione di pi� categorie di lettori.

Non solo gli appassionati fumetti, che sono comunque numerosi, ma anche i navigatori di internet in cerca di novit�, i lettori di fantascienza, i giocatori di ruolo, e, pi� in generale, le molte espressioni della sete di avventura e di meraviglia.

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conferenza di Armadel a Lucca Comics 2001
(c)2001 uBC

Posso chiedere che tipo di attenzione avete avuto dagli addetti ai lavori del tradizionale mondo fumettistico, autori o critici?

Senza fare nomi per questioni di correttezza, posso dire che l�interesse che Armadel ha suscitato nell�ambiente degli addetti al lavoro � stato notevole. Personalmente ho avuto contatti con diversi autori di fumetti, nomi noti e legati ad importanti case editrici, che, sullo sprono di Armadel, si sono convinti ad imboccare la via della pubblicazione sull�web.

Per quanto riguarda la critica abbiamo avuto molte ottime recensioni. Vorrei dire anche qualcuna negativa, ma mentirei.

Puoi anticiparci qualche dato in merito agli accessi?

I dati precisi a mia disposizione sono quelli che abbiamo diffuso in conferenza, e che credo si commentino con la cifra delle 200.000 pagine viste nella sola prima settimana. In generale comunque l�affluenza � stata elevata anche a seguire e sempre al di sopra delle nostre aspettative.

Quanto pensi sia importante la parte "ipertestuale" di un fumetto elettronico come Armadel?

La parte ipertestuale � a mio avviso la vera e propria anima di Armadel, e pi� in generale dell�idea di Iperfumetto. Un prodotto che fosse un semplice albo sfogliabile online, ma anche la porta di ingresso per un viaggio all�interno dell�universo che fa da scenario alla storia.

Il tutto ricavato tramite l�utilizzo di ci� che in definitiva � la lingua parlata sull�web: l�ipertesto.

Il fermarsi ad approfondire seguendo un link, non distoglie dal seguire la narrazione?

Assolutamente no. Armadel si presta ad una lettura tradizionale, ed una lettura ipertestuale. Il nostro consiglio � quello di provarle entrambe, anche se sono in molti a non resistere al gioco di esplorare le tavole durante la lettura. Finora comunque nessuno ci ha lamentato una perdita d�attenzione sul filo conduttore della storia.

Cosa pensi degli esperimenti che con animazioni Flash e musica: qual'� la soglia oltre la quale un "fumetto elettronico" non � pi� un fumetto?

Per me un fumetto non � null�altro che una storia narrata per immagini disegnate, e quindi un cartone animato non � altro che un fumetto che ha superato il limite di velocit�. Per me fare distinzioni e classificazioni e davvero riduttivo, ci� che ha davvero un�importanza, almeno in questo momento, � capire la strada migliore su cui indirizzare l�evoluzione digitale del fumetto.

L�uso di animazioni in flash e di musica � a mio avviso un modo di portare forse pi� l�animazione sul web, che il fumetto tradizionale che siamo stati abituati, da oltre un secolo, a conoscere ed amare.

L�idea di Armadel � quella, ammetto di esprimere un giudizio di parte, quella che mantiene inalterati i maggiori lineamenti del fumetto classico e crea, con semplicit� qualcosa non tanto di diverso, ma semplicemente, di pi� approfondito.

Preciso che con ci� non ritengo le altre iniziative, come delle strade sbagliate, ma credo solo che occorrerebbe percorrerle con maggiore attenzione chiedendosi non tanto quanto lontano si vada, ma quanto ci si lasci alle spalle.

Per finire, una domanda da un milione di dollari: come vedi il fumetto tradizionale e il fumetto elettronico tra dieci anni?

Se ti devo rispondere come appassionato di fumetti, quello che posso dirti � che lo vorrei vedere come era dieci anni fa, ovvero al massimo della sua forma, sia come idee che come espansione commerciale.

Se per� ti devo rispondere come consulente creativo, quello che vedo � un fumetto, abbastanza diverso da ora, a partire dall�inevitabile ridimensionamento dello spazio attualmente ricoperto dal fumetto popolare (Bonelli e Disney), che inevitabilmente dovranno cedere agli esorbitanti costi della stampa ed alla concorrenza dei nuovi media.

Prevedo per contro un�espansione ed un raffinarsi della stampa a fumetti da Libreria (fenomeno in reat� gi� largamente in crescita), e la diffusione di nuovi supporti di fruizione, quali appunto gli e-Book (in questo caso e-Comics), e GPRS/UMTS.

La cosa pi� probabile, come � successo per la musica, � che i fumetti non scompariranno, ma semplicemente mutino la loro sede. Se la musica � passata dal disco alla cassetta e dalla cassetta al CD, non vedo motivo per il quale il fumetto non possa passare dalla carta al monitor.
 

 


 
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