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Intervista ad Alberto Ostini
di Martina Galea e YATTAAA

Sceneggiatore poliedrico di casa Bonelli, ma non solo, scopriamo il lato demenziale, quello intimista, ma anche il professore che si cela in Alberto Ostini, che si � prestato davvero con simpatia a rispondere alle nostre serrate domande!

Due parole su di te: chi � Alberto Ostini, e come sei approdato alla Sergio Bonelli Editore?

Il percorso � stato un p� tortuoso... Comincer� spiazzandovi subito dicendo che, come tutti i bravi bambini, leggevo "Topolino", "Il Giornalino", "Geppo", "Tiramolla" e "Provolino". Dopodich�, verso i dodici anni, ho smesso e... non ho mai letto un fumetto - Bonelli, Marvel o manga che sia - fino a quasi laureato! Non per snobismo, ma perch� era un mondo che non ho mai avuto occasione di conoscere. Nessuno dei miei compagni di classe leggeva fumetti. Non che io sapessi, almeno. Poi, durante l�universit�, ho conosciuto Stefano Piani che � lettore pantagruelico, eclettico ed enciclopedico (se non trovate un volume in nessuna libreria d�Italia, telefonate a Stefano... lui ce l�ha!) e lui mi ha fatto conoscere questo �universo�. Casualmente, il primo fumetto �adulto� che ho letto � stato "Il monolito nero" (NN 2) di Nathan... sar� stato una sorta di imprinting? Ad ogni modo io e Stefano (che � anche un bravissimo disegnatore) abbiamo cominciato a lavorare assieme: facevamo vignette di satira politica, ci firmavamo con lo pseudonimo di Tike e abbiamo anche collaborato un p� a "Cuore". Poi abbiamo provato a fare una specie di strip con un personaggio creato da Stefano, Pollicino. Pollicino aveva uno stile molto originale e un tono da teatro dell�assurdo, un po� alla Ionesco. Non � piaciuto a nessuno (a noi tantissimo, invece...) ed � rimasto nel cassetto! Peccato... Nel frattempo io mi sono laureato in filosofia con indirizzo in storia del cinema, con una tesi su Nanni Moretti. Ai fumetti non pensavo proprio! Io volevo fare il critico cinematografico e magari la carriera universitaria, cos� sono andato in Irlanda per un anno a fare un p� di esperienza di insegnamento. Ma prima di partire io e Stefano abbiamo conosciuto Antonio Serra che ci ha proposto di fare una prova di sceneggiatura per Nathan... e, come potete intuire, la prova � andata bene! Quella �prova� � diventata la nostra prima storia, "Bauhaus killer" (NN 54). A Stefano, che divorava fumetti fin da piccolo, � venuto quasi naturale, �istintivo�, scrivere una sceneggiatura. Per me, che conoscevo poco l�argomento e per niente il mezzo, � stato faticosissimo. Un lungo lavoro di apprendistato all�interno di un mondo del tutto sconosciuto (ero fermo a "Provolino"... come vi ho gi� detto). Ma alla fine, grazie all�aiuto e alla pazienza di Stefano e Antonio, eccoci qua! Se a un certo punto ho cominciato a camminare sulle mie gambe, o, meglio, a �scrivere con le mie dita�, lo devo soprattutto a loro due...

Curi altre attivit�, estranee al mondo del fumetto, o sei fumettista a tempo pieno?

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Ostini e Serra
a Holden Lab

In questi ultimi anni ho fatto lo sceneggiatore a tempo pieno... salvo un po' di insegnamento.
E� una cosa che mi piace moltissimo, credo di essere migliore come insegnante che come sceneggiatore. Conto prossimamente di recuperare un po' questo aspetto della mia vita, approfittando anche della meravigliosa esperienza che io e Antonio Serra portiamo avanti alla scuola Holden di Torino dove teniamo da qualche anno un seminario e per la quale stiamo preparando un corso di sceneggiatura a fumetti on-line che partir� il prossimo autunno/inverno... e a cui spero molti lettori di uBC vorranno iscriversi!

Abbiamo visto che sei ti laureato con una tesi sul cinema: quanto influiscono questi tuoi studi nel creare le tue storie? Il cinema influenza il tuo modo di "fare fumetto"? ...leggila anche come la classica domanda "Dove nascono le tue idee"?

Il cinema influenza tutti gli sceneggiatori di fumetti, me compreso, sia a livello conscio perch� � un serbatoio inesauribile di situazioni gi� caratterizzate visivamente, sia a livello inconscio perch� il nostro modo di essere (e quindi di scrivere) � modellato su quell�immaginario visuale germogliato a partire da fiabe illustrate e cartoni animati... e a cui ancora oggi ciascuno aggiunge un pezzettino, un�immagine, una sensazione, un colore ogni volta che vede un film. A livello pi� razionale e consapevole, io prendo spesso ispirazione dalla letteratura contemporanea, soprattutto statunitense, in cui ritrovo psicologie e atmosfere che ben si adattano all�universo problematico, �destrutturato�, privo di un vero baricentro, in cui vivono i personaggi di Nathan.

Quanto tempo ti occorre, in genere, per scrivere una sceneggiatura?

In giro per la rete..
Sergio Bonelli Editore
il sito ufficiale della SBE

Holden Lab
Il portale della Scuola Holden

YATTAAA
Il sito della ML
Questa � una nota dolentissima...
Io sono di una pigrizia a dir poco vergognosa! Fino a poco tempo fa anche tre, quattro mesi (che � uno sproposito). Adesso mi sono velocizzato e me la cavo in un mese e mezzo, due... L�importante � che abbia l�idea e la trama ben chiara in testa.

Sei uno di quegli autori che lascia carta bianca ai disegnatori, o ami dare indicazioni ferree?

Dipende cosa intendete... Io tecnicamente capisco poco o niente di disegno, quindi � necessaria una grande collaborazione da parte del disegnatore che lascio abbastanza libero riguardo la regia e il montaggio della tavola. Anche perch� costringere un disegnatore a essere un mero esecutore significa non rendere un buon servizio alla storia. Penso sia controproducente. Sono invece un po' �nazista� sull�atmosfera delle scene e sul lavoro di caratterizzazione psicologica dei personaggi. Su questi punti le mie sceneggiature sono molto, molto dettagliate.

Complessivamente, con quali disegnatori ti sei trovato meglio? Peggio non lo chiediamo perch� non � carino... ;-)

Onestamente non ci sono disegnatori con cui mi sono trovato male. In generale, ve lo diranno tutti, � meglio lavorare con una disegnatrice, perch� le ragazze prendono pi� a cuore la storia, c�� pi� partecipazione emotiva al racconto. Fra tutti non posso non citare Patrizia Mandanici, alla quale mi lega una sincera amicizia e una profonda sintonia. Lei non solo � molto brava, ma � anche una persona di una sensibilit� superiore alla media.

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I.K.E., il robot creato da Ostini
da "Vita artificiale" (NN 139)
disegni di Patrizia Mandanici

Passiamo a parlare di Legs, un personaggio del quale tu sei uno dei migliori interpreti: qual � il tuo rapporto con lei? Come personaggio lo trovi affascinante e ti diverte scrivere le sue storie, oppure � semplicemente una gatta da pelare, pur riescendo egregiamente nel tuo compito di sceneggiatore?

Quale gatta da pelare! Scrivere Legs � uno spasso! Lei � ironica, tosta, sa essere seria senza essere melensa. E� davvero un personaggio moderno che offre molte possibilit�. Legs non ha veri limiti e confini... Il che per qualcuno rappresenta il suo principale difetto, ma per chi scrive � un grosso vantaggio...

Tu e Stefano Piani siete amici e collaborate spesso insieme, eppure scrivete storie molto diverse per Legs. Cosa ne pensi del suo genere, spesso "giallo", di scrivere?

Stefano � un giallofilo fino al midollo, credo che sia per questo che scrive storie di quel tipo. Poi dovete considerare che lui ha retto quasi per intero il �palinsesto� della serie per parecchio tempo. Lo schema del giallo - ma sarebbe meglio dire dell�indagine investigativa � � quello che meglio si adatta a una situazione del genere. Per me che scrivo solo un paio di storie l�anno � pi� facile andare in cerca di �qualcosa di diverso�. Ma � possibile solo perch� altri tengono aperta la testata con le loro storie!!

In genere, il lettore medio apprezza moltissimo la tua capacit� di saperlo coinvolgere nelle storie emotivamente pi� intense: tu quanto ti senti coinvolto? C'� un'empatia di fondo con il carattere di Legs e il suo modo di sentire vita e amore?

Il mio carattere e il mio modo di essere sono pi� o meno l�opposto di quelli di Legs (a cui invidio soprattutto il decisionismo), eppure il coinvolgimento emotivo � totale e assoluto. Questo perch� ci sono situazioni e sentimenti che valgono per me, per Legs e per ciascun lettore. La frustrazione, la rivalit�, la gelosia, la compassione, la solidariet�, l�amicizia sono sentimenti molto �basici� e universali. Vengono prima di Legs, di Tarantino, di Scorsese, di Shakespeare, di Dante e di Sofocle. Vengono da dentro di noi in quanto esseri umani, dalla nostra parte �viscerale�, animalesca e istintiva. E il nostro coinvolgimento, sia come scrittori che come lettori, non pu� che essere assoluto. Del resto, come diceva anche Chaplin: �La conoscenza dell�essere umano � la base di ogni successo�. Io non amo molto le storie raffinate ma cerebrali o puramente avventurose: ho bisogno, da lettore/spettatore, di �appiccicarmi� emotivamente ai personaggi... e scrivo di conseguenza!

Su Legs hai scritto una delle migliori storie umoristiche ("Legs alle Olimpiadi" LW 63) e quelle pi� "drammatiche" e sentimentali: quale anima del personaggio ti ha dato pi� piacere descrivere?

Sono due tipi di �piacere� molto diversi... In effetti, accanto alla parte seria e �sentimentale�, credo di possedere una vena demenziale, un po� alla� mah? forse in stile Gialappa�s band e che in ambito bonelliano non pu� ovviamente essere spinta troppo in l�. Dovrei trovare un terreno narrativo in cui sperimentarlo! Gente, se avete bisogno un buffone di corte fatevi avanti! Inutile dire che nel filone malinconico-nathaneveriano ci sguazzo a meraviglia, come un salmone in un torrente canadese!

Firmerai tu il prossimo Speciale di Legs? Ci puoi anticipare qualcosa?

Marte, un amore infelice lungo una vita intera e degli entomologi sconsiderati al servizio di quei cattivoni del servizio segreto militare! Shakerate bene (speriamo) e passatelo a un Francesco Rizzato evocativo come non mai! Et voil�... 160 pagine da bere tutto d�un fiato! (Che dite? Posso scrivere degli spot pubblicitari da grande?)

Quale storia vorresti scrivere per Legs o Nathan e quale ti auguri di non dover scrivere mai?

Antonio � un �capo� eccezionale, non ti obbliga mai a scrivere qualcosa controvoglia. Naturalmente non vorrei mai scrivere l�ultima storia di Nathan, perch� mi auguro che il �musone� abbia una lunga e felice vita editoriale. Di Nathan vorrei scrivere un gigante... anche se al momento attuale non ho un�idea abbastanza forte per un impegno cos� importante. Su Legs mi sono gi� tolto parecchie soddisfazioni... Pu� bastare...

Tocchiamo un tasto dolente, la prossima chiusura di Legs. Secondo te, a cosa potrebbe essere dovuta? E' solo una questione di calo delle vendite, o c'� stata una sorta di disaffezione verso il personaggio? Cosa si � sbagliato con lei, secondo te?

Voci sulla chiusura di Legs circolano con insistenza, anche se, a quanto ne so io, una decisione definitiva e irreversibile non � stata ancora presa. Inutile negare, comunque, che le difficolt� esistono. Tuttavia il problema di Legs non va esaminato in s�, ma credo vada inscritto nel quadro molto pi� ampio della crisi generale del fumetto e soprattutto del rapporto tra fumetto e lettori di oggi, un argomento che occuperebbe quindici pagine di testo e non � il caso! Per rimanere nello specifico di Legs, forse avremmo dovuto cercare uno stile narrativo un po' meno variegato, oppure una maggiore continuity. Non vorrei per� che si dimenticasse che Legs ha felicemente passato i cento numeri che non � poi un traguardo cos� irrilevante. Dovremmo tutti abituarci al fatto che, all�interno della societ� e del mercato contemporaneo, una vita editoriale di oltre cento episodi equivale a un grande successo, non a una �sconfitta�. Testate con vent�anni di permanenza in edicola devono essere considerate, oggi come oggi, una straordinaria eccezione, non una regola.

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Legs e Alberto Ostini
da "I mille volti di Legs" (LW 50)
disegni di Giancarlo Olivares

Tu sei stato l'unico a trattare l'omosessualit� di Legs in maniera approfondita, in un albo delicato e atipico come "Gli amori difficili" (LW 51). Questo � stato un argomento quasi bistrattato sulla sua testata, tant'� che l'unico bacio tra lei e May � finito su Nathan Never (in "Fenice" NN 76): secondo te perch� un lato cos� peculiare di Legs � stato prima inserito (all'inizio, su Nathan) e poi spesso trascurato (su Legs)?

Credo che dipenda solo dal fatto che ciascuno esplora dei personaggi l�aspetto che pi� lo affascina: chi pi� quello dinamico avventuroso, chi pi� quello �intimista�. In generale io considero basilare l�aspetto sentimentale dei personaggi: sia per renderli pi� veri, pi� umani, meno monodimensionali, sia perch� so che i lettori ci tengono � giustamente! � che venga esplorata questa dimensione dei personaggi, che sono dei veri e propri conoscenti, se non addirittura �amici�. Quindi per me � stato del tutto naturale affrontare la cosa su Legs. Naturalmente Legs � una testata di avventura, anche un po� scanzonata, quindi non si pu� fare sistematicamente. �Gli amori difficili� viene ricordato proprio perch� atipico... Poi, personalmente, sono d�accordo nel dare pi� spazio alla vita privata dei personaggi, indipendentemente dai loro orientamenti sentimentali: trovo che li renda pi� moderni. Per dirla tutta... La dico? Ma s� che la dico! Io vorrei leggere (per non dire scrivere...) una mini-serie basata quasi esclusivamente sui rapporti interpersonali dei personaggi, in cui l�azione sta in nettissimo secondo piano... Naturalmente questo � un terreno assai poco bonelliano...

Puoi anticiparci qualcosa di questi mesi di vita che rimangono a Legs? O almeno dirci se e quante storie scritte da te ci sono in programma?

Credo che la sorpresa pi� grande l�abbiate gi� scoperta (con il numero in edicola a luglio). Io far� solo lo speciale.

Ad alcuni di noi � sorto il dubbio che, per cos� dire "salvare capra e cavoli", la testata di Legs chiuder�, ma, per mantenere il personaggio, la nostra eroina rimarr� presente nella testata di Nathan, dato che tra le due pubblicazioni verr� a crearsi uno scarto temporale di qualche anno: quanto c'� di vero in questa ipotesi?

...mmm... se ho capito bene la domanda, direi niente!

Passiamo a Nathan: come ti sei trovato a nel creare le sue storie, e a definire il personaggio?

Ehm� a essere sinceri il personaggio l�hanno definito Serra, Medda e Vigna... Magari avessi contribuito a creare Nathan! Per quanto riguarda le storie, nessun problema... Caratterialmente mi sento molto vicino a lui: l�atmosfera �piovoso-malinconica� alla "Blade Runner" per me � perfetta, mi ci trovo benissimo. L�uso delle didascalie come voce interiore dei personaggi mi consente di sfogare anche quell�istinto un po' letterario che nei dialoghi stona e che invece con le didascalie funziona perfettamente. Nathan ha un ottimo bilanciamento tra azione e riflessione, tra attenzione all�interiorit� dei personaggi e avventura. E� una figura assolutamente moderna con ancora delle potenzialit� enormi... In poche parole, lo adoro.

Hai progetti futuri per Nathan Never?

S�. Scrivere delle belle storie! Scherzi a parte... ho finito gi� tre o quattro sceneggiature su cui sono al lavoro Paolo Di Clemente, Andrea Bormida e Antonella Platano. Quella di Andrea � una storia doppia su cui, con Antonio, abbiamo provato a costruire dei personaggi un po' �diversi�, pi� caratterizzati sia fisicamente che, soprattutto �linguisticamente�. Mentre Antonella � al lavoro sul ritorno di Asjia che abbiamo gi� incontrato in "Il volto del lupo� (NN 153). In pi� c�� una storia breve che ha per protagonista Janine. Non sapevo cosa ne sarebbe uscito, ma devo dire che sono rimasto stupito anch�io nello scoprire come ogni personaggio di Nathan abbia dentro di s� cos� tanto da raccontare... Come ho detto vorrei misurarmi con una dimensione molto corposa, tipo un gigante, ma questo fa un po' a pugni con il mio punto debole: la costruzione di trame �forti�, soprattutto per quanto riguardo la parte di avventura.

Passiamo proprio ad Asjia: com'� nato il personaggio? Non ti sembra che caratterialmente sia troppo simile a Legs?

Come molti altri, sono rimasto folgorato da "Once were warriors", un film �culto�. Mi sembrava molto efficace e attuale l�idea di riproporre nel mondo di Nathan quello stesso sentimento di frustrazione, di emarginazione, di esilio e di rottura del rapporto uomo-natura che c�era nel film. Senza contare che i Maori hanno un impatto visivo impareggiabile. Allo stesso tempo avevo bisogno di una guida, di un Virgilio che facesse da tramite tra Nathan e questo mondo a lui sconosciuto. Ecco quindi Asjia e l�idea che, con un po� di pazienza, tra individui di culture e razze cos� differenti si possono trovare sintonia, dialogo e persino �amore�. Il che mi pare qualcosa da ribadire con sempre pi� forza, soprattutto oggi, visto che molti cercano di alzare steccati razziali, culturali o religiosi, blaterando a vanvera di presunte �culture superiori� rispetto ad altre. Per quanto riguarda la sua somiglianza con Legs, direi proprio di no. Ci sono dei tratti caratteriali in comune, ma Asjia � un personaggio molto �spirituale�, direi quasi �animista�. Asjia vuole essere la portatrice di un punto di vista diverso rispetto a una cieca fede positivista o �tecnicista�. Qualcuno che pu� saldare la profonda frattura, tutta contemporanea, tra modernit� e radici, tra scienza e natura. Detto questo neanch�io conosco Asjia cos� bene... Non so dove e come si muover� rispetto a Nathan. Certo non � tipo da farsi imbrigliare, quindi lo lascer� decidere a lei...

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Nathan e Asjia
visti da Patrizia Mandanici

Visto che sei il piu' "sentimentale" (nel senso che dai risalto ai sentimenti) tra gli sceneggiatori dello staff, te la sentiresti di raccontare gli "anni perduti" della permanenza di Ann Never con Ned Mace?

Oddio! Una sfida da far tremare le vene dei polsi anche a sceneggiatori pi� bravi ed esperti! Per� certo si tratta di un argomento davvero molto stimolante... Chiss�, pu� essere un buon suggerimento!

Parliamo di Napoleone: la tua � stata un'esperienza una tantum o diventer� una collaborazione ricorrente?

Napoleone � una testata molto personale, molto legata al suo creatore oltre che molto raffinata e complessa da scrivere. La mia esperienza � dipesa pi� dalla collaborazione con Paolo Bacilieri, che non dalla testata in s�, che pure, dopo Nathan, rimane la mia preferita tra quelle bonelliane. Spero che si ripeta nel senso che spero che io e Paolo faremo di nuovo qualcosa assieme... anche se a dire il vero non credo che lui abbia granch� bisogno di uno sceneggiatore: se la cava benissimo da solo!

Nel complesso, quindi, come � stato collaborare con un autore poco canonico come Bacilieri?

Lavorare con Paolo � stato prima di tutto stimolante e anche un grande onore. Paolo ha un talento purissimo ed � un vero creativo, ma non solo dal punto di vista visivo. Che stilisticamente sia di un altro pianeta, questo lo sanno tutti, ma posso assicurarvi che quello che mi ha impressionato di pi� � stata la qualit� di alcune intuizioni narrative, di sceneggiatura. Oltre a una �dedizione� assoluta alla storia a cui sta lavorando: Paolo � un perfezionista, mi sembra che viva in simbiosi con quello che racconta esplorando tutte le potenziali pieghe narrative in ogni loro pi� piccolo aspetto e rimanendo aperto a ogni possibile modifica. Per me � un po� diverso: quando imbocco una linea narrativa la percorro dritta fino in fondo, forse per paura che una sosta o una deviazione possa portare a perdermi. Paolo � molto pi� coraggioso! Non si accontenta mai della soluzione pi� ovvia, ma va sempre in cerca di quel quid in pi�, sia visivo (basti pensare alle sue scelte di montaggio e impaginazione, oltre che al lavoro sulla caratterizzazione dei personaggi) sia narrativo. Trovo che questa sia una grande lezione, anche e soprattutto di etica lavorativa.

cliccare per ingrandire
(cliccare 71k)

Un'intensa tavola
di Paolo Bacilieri (da NP39)

Sia nella storia di Dampyr che in quella di Napoleone hai parlato di Irlanda del Nord e di separatismo: � un tema che ti interessa particolarmente?

No, il separatismo in s� non � un aspetto che mi affascina. Io sono anzi per l�abolizione di ogni forma di localismo o campanilismo sia pure nel rispetto delle reciproche identit�. Quello che mi appassiona molto � l�Irlanda. Come ho detto ci ho abitato per un anno e mi ha fatto lo stesso effetto che fa a molti di quelli che la visitano� L�irlanda non � una nazione: � una folgorazione, un sentimento, uno stato d�animo, qualcosa che ti prende e non ti abbandona neanche quando te ne vai. E poi... i cieli d�Irlanda! �Che vve lo dico affare�, come direbbe Al Pacino!

Hai curato la sceneggiatura di albi anche per Gregory Hunter, oltre che di Dampyr, Nathan Never, Legs Weaver e Napoleone, e hai persino scritto un libro su Dylan Dog: pare insomma che molti degli eroi Bonelli ti abbiano in qualche modo coinvolto. Dei tanti personaggi che ti sei trovato a gestire, a chi sei piu affezionato?

Precisiamo che del libro su Dylan sono stato il curatore ma che ho scritto solo uno dei molti saggi che lo compongono. Per quanto riguarda l�universo bonelliano, il personaggio cui sono pi� legato � senz�altro Nathan, credo che si sia capito!!

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disegno di R.De Angelis
(courtesy of S.Piani)

(c)1996 EuresisEdizioni - Bonelli

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Dylan Dog - Indocili sentimenti,
arcane paure

(c)1998 EuresisEdizioni

Avresti voglia di cimentarti con qualche altra testata Bonelli?

Mi piacerebbe riuscire a scrivere almeno un Dylan Dog, ma � una testata molto difficile, non credo di esserci troppo portato. O comunque non ho mai avuto un�idea abbastanza buona da farla diventare un soggetto degno di essere proposto...

Hai progetti, sempre nel mondo del fumetto, che esulano dalla Bonelli?

Direi di s�... Ho scritto una sceneggiatura di tono puramente intimista, assolutamente non bonelliana su cui sto riflettendo insieme a Lola Airaghi e che spero trover� un piccolo ma amorevole editore per essere pubblicata. Poi, per uscire dall�ambito fumettistico, aggiungo che ho scritto anche un romanzo (s�, anch�io, come ogni altro italiano!) e il manoscritto, tenero orfanello, sta vagando per le scrivanie dei vari editor italiani in attesa di trovare una sua casa...

Una chiusura alla Marzullo: fatti una domanda e datti una risposta!

Mmm... �se non avessi fatto lo sceneggiatore, cosa ti sarebbe piaciuto fare nella vita?� E la risposta � duplice: o il cronista di basket, che � il mio sport e hobby preferito, o il fotografo etno-geografico... perch� vagabondare per il mondo facendo fotografie sarebbe il mio stile di vita ideale!

   YATTAAA
Quest'intervista � stata realizzata in collaborazione con i moderatori della mailing list YATTAAA, Daniela Zeta, Federico Castagnola e Nonethousand aka Gino.
La ML � dedicata alle tre eroine principali del mondo Bonelli, Legs, Julia e Gea, e l'idea di un'intervista ad Alberto Ostini � nata proprio in seno alle discussioni con i moderatori.
Li ringrazio, quindi, per la collaborazione e la disponibilit�: senza di loro alcune domande non sarebbero mai state neppure pensate!
Infine, � importante ricordare che, visto il carattere peculiare di questa intervista, realizzata in una sorta di cross-over tra siti, il pezzo sar� disponibile on-line anche per i membri della ML come file di word nella sezione "Documenti".

Ringraziamo Alberto Ostini per la cortesia con cui ci ha risposto, per la disponibilit� dimostrata, e soprattutto per la simpatia con cui ha accettato di sottoporsi ;-) a quest'intervista.
 

 


 
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