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L'intervista che segue � stata raccolta lo scorso anno (1998) dall'autore, Stefano Cerrato, per un gruppo di appassionati fumettofili astigiani, il Gruppo TNT. Sebbene non recentissimo, il dialogo offre contenuti e spunti di sicuro interesse. L'elemento centrale dell'eroe moderno � la schizofrenia Intervista a Gianfranco Manfredi di Stefano Cerrato Gianfranco Manfredi � in questo momento uno dei pi� importanti sceneggiatori bonelliani. Creatore di Magico Vento, ne ha scritto tutte le storie finora pubblicate, ma � anche l'autore di numerosi Dylan Dog e Nick Raider. L'abbiamo incontrato ad Asti, durante la manifestazione letteraria Chiaroscuro , per la quale ha partecipato ad un dibattito sulla figura di Tex. Gi� in questa occasione Manfredi � riuscito ad incuriosirci, cantando una sua curiosa canzone dedicata al famoso ranger. Proprio cos�: non solo � uno sceneggiatore di fumetti, ma anche romanziere, autore per la televisione e... cantautore!! Nel corso del dibattito ci ha proposto la sua personale definizione di eroe letterario (il tema della manifestazione): modello irraggiungibile per tutti noi, ma anche figura contraddittoria, lontana dalla nostra quotidianit�... Una sua frase � stata bellissima: "L'elemento centrale dell'eroe moderno � la schizofrenia". Abbiamo voluto approfondire con lui queste idee, parlando dei fumetti che ha scritto. Si pu� dire che il personaggio di Magico Vento conferma questa sua visione dell'eroe come figura forte, coraggiosa, ma anche misteriosa, di difficile comprensione per noi "persone comuni" ?
S�, Magico Vento � un eroe "distante", misterioso. Il suo carattere � inafferrabile perch� lui stesso non conosce il suo passato, l'origine dei suoi poteri. In questo senso il mio personaggio � un enigma perfino per se stesso, non solo per il lettore, ed intende ricreare il tipico fascino romantico per l' "eroe oscuro". Perci� il pubblico ha bisogno di un tramite tra s� e quest'eroe difficile da decifrare, e nel mio caso questo tramite � Poe, l'inseparabile compagno del protagonista. Poe � una persona comune, anche se molto istruita, e le sue continue sorprese di fronte ai prodigi dell'amico, le sue paure, sono un po' anche le nostre. Quando ho iniziato a progettare la serie, ho subito pensato ad una "spalla" seria per il protagonista, non un personaggio comico come Groucho o Cico .
Bisogna dire che Magico Vento � un eroe molto particolare anche perch� non � indistruttibile, pu� essere ferito ed a volte ha perfino paura. S�, non � solo un duro, un super-uomo come Tex, la sua personalit� ha anche un forte elemento femminile. Quest'idea � stata sicuramente felice: ti sorprender� sapere che il 40% dei lettori della testata � costituito da donne . Ma non � solo questa la ragione: Magico Vento ha paura perch� il suo nemico � anche se stesso, teme ci� che pu� avere fatto nel passato, in modo da avvertire un costante senso di immanenza del pericolo. La prospettiva di affrontare un personaggio seriale, che uscisse in edicola tutti i mesi, inizialmente mi spaventava: la soluzione al problema � stata l'idea di scoprire il passato del protagonista assieme a lui, e soltanto un po' alla volta. E' evidente che alla base della serie c'� un lungo lavoro di documentazione. Quali sono state le sue fonti? L'unione tra ambiente western ed avventure fantastiche si pu� gi� trovare nelle dime novels, ad esempio nei romanzi di Buffalo Bill popolari verso la fine del secolo scorso. Questi erano ricchissimi di elementi fantastici, che in Italia hanno largamente influenzato Gianluigi Bonelli per le sue storie "magiche" di Tex. Ma se per l'ambientazione generale di Magico Vento posso tirare in ballo la narrativa popolare, bisogna dire che l'ispirazione per il protagonista mi � venuta da una figura storica, quella di Crazy Horse. Crazy Horse era un "uomo strano" Lakota, aveva il potere della visione. La sua storia � singolare: fu impegnato in lunghe battaglie per i diritti civili della sua gente, a volte trovando opposizione tra i suoi stessi compagni, poich�, ad esempio, era contrario ad usanze tradizionali che considerava barbare, come la dolorosissima danza del sole. Crazy Horse era presente alla battaglia di Little Big Horn , ma anche qui il suo comportamento fu particolare: entr� tardi in battaglia, per ultimo, ma fu proprio l'intervento dei suoi uomini a dare il colpo decisivo a Custer. A questo proposito, come mai i riferimenti presenti nei vari numeri della serie sono pi� letterari che cinematografici ? Lo chiedo perch�, ad esempio, Michele Medda ha recentemente sostenuto, in un articolo sulla rivista "Utopia", che scrivere fumetti d'avventura significa confrontarsi con archetipi del racconto derivanti soprattutto dal cinema Il mio caso � diverso: gli spunti per le mie storie provengono spesso da elementi della mitologia indiana. Questi sono temi che non sono mai stati affrontati dal cinema, a volte non sono addirittura mai stati visualizzati da illustrazioni. Perci� ai disegnatori che lavorano con me richiedo spesso un forte sforzo di invenzione visiva, non possono avere nessuna fonte d'ispirazione se non quella di testi scritti. Anche per questo sono davvero molto soddisfatto del lavoro dei disegnatori di Magico Vento, che secondo me � la serie Bonelli pi� bella proprio dal punto di vista visivo. A questo punto si � gi� formato un gruppo fisso di illustratori, che anche io ora conosco meglio: cos� posso scrivere una storia in funzione di chi la disegner�. Tornando alla tua domanda, vorrei che le mie storie non fossero l'interpretazione di uno schema narrativo classico, ma una fonte di informazione, la base per un ulteriore approfondimento su certi temi da parte del lettore. Come reagisce il pubblico all'originalit� di Magico Vento nel panorama Bonelli? Molto bene. Con i primi 13 numeri la serie ha venduto in media 95-100 mila copie al mese. Sicuramente gli amanti del fumetto classico sono inizialmente rimasti sconcertati dalla costante trasgressione delle regole del genere d'avventura, per� proprio questo sembra averli incuriositi.
Ad ogni modo, lei si era gi� fatto conoscere ai lettori Bonelli come autore di sceneggiature anche per Dylan Dog e Nick Raider, personaggi molto diversi tra loro e diversi da Magico Vento... S�, dal mio punto di vista Dylan Dog � un personaggio totale, � come se assorbisse tutte le altre figure attorno a lui. Le avventure che vive sono avventure della sua interiorit�, perci� ogni storia ci appare dal suo punto di vista, secondo la sua visione del mondo. Se vogliamo fare un paragone mitologico, Dylan � vicino ad Ulisse , la sua Itaca, il lontano punto d'arrivo � la scoperta di s�, il ritorno a s�, il riuscire a distinguere tra vero e falso. Per tornare al discorso sull'eroe che facevamo prima, Tex � invece pi� vicino ad Achille. Quanto a Nick Raider, direi semplicemente che il mio primo approccio al personaggio ha voluto approfondire la sua psicologia, che prima mi sembrava un po' schiacciata dall'azione. Non solo, a me sono sembrati interessanti soprattutto alcuni temi che ha introdotto in Nick Raider, come il difficile rapporto tra mezzi di comunicazione di massa e vita quotidiana, tra realt� e finzione (penso ai numeri 94 e 107, "Delitti a soggetto" e "Morire dal ridere"). Vedi, Nick Raider � un fumetto ambientato in una grande metropoli contemporanea. Questo permette ai suoi autori di affrontare tutti i principali problemi della societ� di oggi, purch� ci si costruisca intorno una trama gialla. Iniziando a scrivere sceneggiature per Nick, ho potuto trattare i temi che mi interessano di pi�. Ma penso che il mio apporto principale alla serie sia qualcosa di diverso: volevo che i "cattivi" non fossero sempre gangster, professionisti del crimine, ma persone comuni, assassini per caso che a volte possono quasi fare pena al lettore. Un'altra cosa che ho chiesto a Renato Queirolo (il curatore della serie) � che mi lasciasse evitare gli atteggiamenti duri, i piccoli soprusi che Nick e la sua squadra a volte commettevano su personaggi marginali, anche se cattivi... Insomma, volevo un protagonista pi� comprensivo. Se i personaggi che sceneggia sono diversi tra loro, mi sembra che il suo stile di scrittura sia sempre chiaramente riconoscibile (essenziale, privo di didascalie, cercando di fare in modo che anche le immagini -e non solo il testo- raccontino la storia). Per questa originalit� ha ricevuto anche alcune critiche... Il punto � che io cerco di lavorare sempre con una certa libert� stilistica, ed in questo devo dire che mi aiuta ed incoraggia molto Renato Queirolo (che � curatore anche di Magico Vento). Oltre a quello che hai detto, voglio che il modo di strutturare la storia sia spesso variato (a volte lineare, a volte con pi� vicende che si intrecciano, o con frequenti flashback...). Per le critiche che hai citato, ci sono alcuni giornalisti che sono dei veri "casi umani", con una formazione esclusivamente scolastica, che non riescono a leggere qualcosa di diverso da ci� che conoscono ormai da tanti anni... Bene, per concludere, mi piacerebbe sapere quali sono i fumetti preferiti di Gianfranco Manfredi!! Se vuoi un consiglio, mi � piaciuto molto un albo francese della Dargaud , " L'�toile du d�sert" scritto da St�phen Desberg e coi disegni dello svizzero Enrico Marini (� recentemente stato tradotto dalla Magic Press , in due volumi intitolati La stella del deserto - n.d.r.). Si tratta di un giallo/horror ambientato nel West del 1870, che pu� interessare i lettori di Magico Vento: la storia di un alto funzionario la cui famiglia viene sterminata... Il soggetto � molto bello. Tra le altre cose, seguo sempre con attenzione le varie uscite di Batman (ogni tanto ci trovi delle ottime storie d'autore), il nuovo PK... e anche certi manga. Ogni tanto ho letto Ranma 1/2, che unisce atmosfere epiche al tono dominante da commedia ed affronta temi come l'incertezza sulla propria identit� sessuale... il tutto molto divertente, anche se un po' velato di malinconia. Mi sembra per� di capire che lei sia pessimista sulla qualit� dell'attuale scena internazionale. S�. Credo che, a parte l'Italia, il fumetto stia vivendo un momento di stanca. Ci sono moltissime serie che stanno chiudendo un po' ovunque. La qualit� ne risente... Qualche tempo fa ho fatto un viaggio negli Stati Uniti, anche con l'idea di rifornirmi di fumetti, ma sono ritornato a casa molto deluso. | ||||||||||
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