Avanguardia e giapponismo decadente
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Intervista con Emmanuelle LaVoix
Di recente, abbiamo avuto occasione di parlare con Emmanuelle LaVoix, cofondatrice di Le Lézard Noir: ecco l'intervista che è emersa da questa chiacchierata.Come é nata la casa editrice?
Tutto é cominciato dall'incontro con Stéphane Duval, nel 2000, in un negozio di dischi, parlando di Giappone. La sua biblioteca contiene tutto lo scibile sul grafismo giapponese e colleziona vari autori, fra cui Maruo. Quando ho visto le opere di questo autore mi sono chiesta Takashi Murakami, nato nel 1962, leader del neopop giapponese, definito erede di Warhol, é di base un mangaka, il creatore di Mr Dob. La sua società, la Kaikai Kiki Corporation, commercializza numerosi gadget derivati dalle sue creazioni. E' l'ideatore del concetto di Superflat Postmodernità, un movimento d'arte contemporanea influenzato dai cartoni e dai manga, che analizza la perdita d'identità culturale giapponese e il fenomeno otaku. perché fosse stato pubblicato in Spagna (da Glénat), in Italia, in Germania, ma mai in Francia. Parlandone a gente della professione, ho avuto l'impressione che tutti si interessassero a questo artista, non ultimo Latino Imparato, ma che nessuno osasse pubblicarlo. Cosi abbiamo deciso di farlo noi! Non conoscevo a fondo tutto di queste tendenze artistiche, all'epoca lavoravo da 13 anni presso Actes Sud, ma mi sono decisa vedendo l'esposizione "Coloriage" alla Fondazione Cartier. Voluta da Takashi Murakami, ospitava artisti shock, fra cui Makoto Aida, che é oggi edito in Francia proprio da noi.
Yukio Mishima, nato nel 1925, scrisse romanzi, saggi, testi teatrali. Ottenne i 3 più grandi premi letterari giapponesi. Nel novembre 1970 si diede la morte in modo spettacolare, durante un seppuku, al termine di un tentativo politico disperato per la restaurazione di un Giappone tradizionale e la protezione dell'imperatore. Il testo citato nell'intervista appartiene ad un kabuki, il teatro tradizionale in cui gli attori sono esclusivamente uomini, qualsiasi sia il ruolo; gli interpreti maschili di personaggi femminili si chiamano onnagatas. "Lézard Noir", titolo originale "Kurotokage", é del 1969. Da dove viene la scelta del nome?
Siamo entrambi fan di Mishima, il quale ha scritto un pezzo di teatro tratto dal romanzo di Edogawa Rampo, "La lucertola nera", appunto. Uno dei rarissimi film in cui Yukio Mishima ha recitato si chiama proprio cosi: il protagonista di questa pellicola é l'equivalente femminile di Phantomas, il ruolo é tenuto dal più celebre attore travestito giapponese. La trasgressione, il Shuji Terayama (1935-1983). Scrittore di testi teatrali, vincitore di premi per poemi tradizionali giapponesi, alla fine degli anni '60 arriva al cinema come regista di film contestatari, sessualmente provocanti ed avanguardistici. Uno vinse il festival di film d'autore a Bergamo. travestimento, tutto cio' che fa parte della cultura giapponese degli anni '60-'70 ci ispira: apprezziamo i film di Terayama, leggevamo la rivista "Gâro", collezioniamo le locandine di film d'avanguardia.
Quali sono le vostre scelte editoriali? La vostra linea, nel poliedrico panorama attuale, appare molto precisa...
Lo é infatti, e non intendiamo discostarcene. L'investimento economico necessario per importare autori stranieri per una struttura piccola come la nostra é enorme, ma debordiamo di passione e ci impegnamo sul lungo termine per portare avanti le nostre idee. I giovani artisti contemporanei che pubblichiamo o stiamo per pubblicare hanno alcuni fili rossi che li legano: hanno sognato di essere mangaka ma sono anche gli eredi di uno stile alla Mishima, e hanno oggi inglobato il manga nel loro percorso, utilizzandolo come uno dei media di possibile espressione.
La scelta di pubblicare Suehiro Maruo non é evidente... non avevate paura della reazione del pubblico?
Confesso che all'uscita del primo libro ero un po' tesa. Ma non ci sono stati problemi, né il benché minimo accenno di censura: come ho detto sembra che questo autore fosse molto atteso. David B per esempio conosceva Maruo e ne possedeva alcuni quadri, senza parlare di Igort che é il suo editore in Italia.
"Midori, la ragazza delle camelie" é uscito presso IMHO, mentre voi avete confezionato un'elegante presentazione del CD musicale del film e il resto della produzione di Maruo sta apparendo col vostro marchio.
Quel libro era proprio quello su cui Stéphane ed io ci eravamo messi d'accordo immediatamente, quello che volevamo assolutamente fare, per primo! Gli amici di IMHO avevano però ottenuto i diritti d'autore prima di noi (Maruo é pubblicato in Giappone presso due editori, l'underground Seirindoh e Akita Publishing), e abbiamo dovuto abbandonare la trattativa perché l'editore insisteva per una base di 3000 esemplari. E' stato un duro colpo, eravamo tristissimi! Cosi abbiamo deciso di non farci più scappare un solo libro!
Si spiega cosi la pubblicazione di "Exercices d'automne" e "L'art du bain japonais"? Questi due libriccini sono ben distanti dallo stile per cui l'autore é conosciuto!
Volevamo essere temporalmente e simbolicamente i primi a portare questo artista in Francia, cosi siamo andati a scovare su Internet in un'università americana un certo Leonard Koren, fanatico del Giappone forgiatosi sulla scena hype americana degli anni '70. Costui aveva richiesto a Maruo di illustrargli 2 piccoli manuali sulla raccolta delle foglie e l'arte del bagno. Non erano certo i suoi migliori risultati, ma ci tenevamo ad essere i primi!
A seguire, "Yume no Q_saku" ("Notte putrescente" in italiano), che era il secondo sulla lista delle nostre preferenze e che era forse persino più "facile", meno denso di immagini naziste. Anche se tengo a precisare a questo proposito che la svastica ed altri simboli devono essere contestualizzati nel periodo storico-culturale, ricordando che i giapponesi erano alleati dei nazisti e che la percezione di alcuni elementi non é la stessa che per gli eredi degli Alleati occidentali.
Per non parlare del rapporto alla sessualità: cominciamo col dire che si tratta qui di éro-guro, ovvero un genere erotico-grottesco, ci sono lati umoristici ed un distacco che noi occidentali non abbiamo, cristiani e come primo impulso implicati per immedesimazione nell'opera di finzione.
Yasunari Kawabata (1899-1972). Premio Nobel della letteratura nel 1968, primo autore giapponese ad avere ricevuto questo riconoscimento. Bisogna anche saper decriptare Maruo: per esempio ritrovare la sua passione per l'espressionismo tedesco, per i surrealisti francesi, quelle andate-e-ritorno nella cultura occidentale, come l'avevano fatto Mishima e Kawabata.
Un altro autore importante del vostro catalogo é Makoto Aida. Avete scelto di presentare il suo pastiche manga "Mutant Hanako" con un piccolo apparato critico: temevate che la gente non riuscisse ad accostarvisi?
Aida é un artista significativo, ed altrettanto lo é questo manga, per alcuni aspetti che mostra un altro Giappone: sporco, nazionalista, schizzato... Non avevamo voglia di far uscire un libro "secco". "Mutant Hanako" é un libro d'artista, meritava le riproduzioni che vi abbiamo inserito e i vari commenti, la contestualizzazione, l'accompagnamento e la visione più vasta dell'opera di quest'uomo. Perché omettere di mostrare cio' che espone nel mondo intero, Parigi e Londra solo per citare casi recenti? Siamo fieri del risultato ottenuto, del lavoro accurato del grafista, della bellezza dell'oggetto-libro.
I giovani artisti contemporanei che pubblichiamo hanno alcuni fili rossi che li legano: hanno sognato di essere mangaka ma sono anche gli eredi di uno stile alla Mishima, e hanno oggi inglobato il manga nel loro percorso...
Oggi tutti si gettano sul manga, sembra diventata una necessità per ogni casa editrice. Come vi posizionate voi, coi vostri anomali mangaka e le vostre coraggiose produzioni, in questo panorama?
E' chiaro che noi siamo piuttosto in una piccola nicchia. Il nostro scopo resta creare libri secondo un criterio di senso, piacere, e sensualità.
Ci siamo persino chiesti se fossimo editori di manga, ad un recente incontro della regione Poitou-Charente (Angoulême) intorno ai libri e alla lettura siamo stati classificati in "letteratura generale", malgrado Ego comme X e L'An2 fossero nella BD. Ovviamente, poi, i nostri autori non corrispondono alla figura classica del mangaka, con una produzione seriale e un lavoro di atelier. Allora tanto vale definirci editori e basta. Il Giappone che noi veicoliamo non solo é poco conosciuto dagli occidentali, ma dai giapponesi stessi, é la scena underground.
Com'é composto il vostro insieme di lettori?
Avrei risposto da una nicchia di trentenni con un gusto preciso, eppure i nostri libri sono stati positivamente recensiti con ampio spazio in riviste come "Otaku" e "Manga Spirit", che riportano Dragon Ball in copertina e sono indirizzati ad un largo pubblico adolescente. Percio' non azzardo generalizzazioni.
Sicuramente i nostri lettori devono avere un debole per l'arte contemporanea: é attraverso la galleria Mizuma che abbiamo incontrato i prossimi 2 autori che pubblicheremo, anch'essi artisti che hanno utilizzato anche il medium fumetto.
Ad Angoulême abbiamo incontrato dei gotik, e degli amanti di manga d'orrore, anche se Maruo si spinge oltre i codici del genere, ci mette altro. Persino per dei giapponesi: in patria il suo hyper-realismo ha shockato più d'uno..


