Intervista a Carlo "Perogatt" Peroni
Articolo
- Intervista multipla per i dieci anni di uBC
una serie di domande su passato e futuro, poste a noti esponenti del mondo del fumetto
1) 1996-2006... pensando rapidamente agli ultimi dieci anni come � cambiato il fumetto e il suo mondo editoriale (in Italia e/o all'estero)?
A mio avviso in questo periodo sono cambiate moltissime cose. Mi sembra cambiato il modo di leggere da parte dei lettori: prima leggevano un po' di tutto, ora sono diventati molto pi� esigenti. Ma questo non significa, purtroppo, che tutti vadano a cercare la qualit�, bens� tutto quello che va "di moda". Secondo me anche gli Autori sono cambiati: mentre prima si poteva lavorare in tutta tranquillit�, gli Editori non hanno adeguato le loro tariffe (non sempre per colpa loro, ma per i maggiori costi della stampa) in base al costo della vita e di conseguenza talvolta capita che si debba realizzare dei fumetti in tempi un po' pi� ristretti e questo � purtroppo � causa una minore ricerca della qualit�. Ma non tutto mi risulta negativo: esistono ancora diversi Autori e diversi Editori che, nonostante tutto, riescono a produrre dei fumetti eccellenti: magari sacrificando un po� del loro guadagno in favore della qualit�. Solo che sono piuttosto in pochi questi Autori ed Editori in cerca della "qualit�".
2) Finito il boom di Dylan Dog si � iniziato a parlare di crisi del fumetto italiano. Ma la cosiddetta "crisi" oggi c'� veramente? In caso di risposta positiva, direbbe che la crisi riguarda principalmente quale tra le seguenti ipotesi?
(..) rimango dell�idea che le scuole migliori erano quelle dei nostri tempi, quando si andava "a bottega" presso alcuni studi di grandi maestri: l� si imparava molto di pi� di quanto non si possa fare in qualsiasi scuola.
Riguardo la domanda se ci sia o meno "crisi" oggi, dico che secondo me esiste non tanto dal punto di vista delle vendite, ma delle idee. Sono molti anni che mi batto per far capire che, mentre sono nati molti nuovi disegnatori, esistono pochi nuovi sceneggiatori degni di essere chiamati tali. So che esistono varie scuole di fumetti, ma io rimango dell'idea che le scuole migliori erano quelle dei nostri tempi, quando si andava "a bottega" presso alcuni studi di grandi maestri: l� si imparava molto di pi� di quanto non si possa fare in qualsiasi scuola.
Di conseguenza le "colpe" possono essere di vario tipo: i lettori stanno diventando sempre pi� disinteressati perch� manca un qualcosa che li attiri veramente. Non � vero che la colpa sia della Tv o di altri svaghi: manca la materia prima. Cio�, mancano nelle edicole dei fumetti di qualit� e, soprattutto, che non siano basati "solo" su grandi effetti speciali, su bei colori, ma su contenuti veramente validi. Quanto alla mancanza di coraggio da parte degli Editori, penso piuttosto che ci vorrebbe loro un "incoraggiamento" anche da parte del Governo, magari con alcune facilitazioni o sovvenzioni. In altri settori della cultura questo esiste: perch� non nei fumetti?
3) A questo proposito la recente tendenza (in Italia) di allegare ristampe di fumetti a quotidiani o riviste come va valutata?
Secondo me, a prima vista, potrebbe sembrare una buona abitudine, per� temo che in questo modo si "vizino" i lettori, pensando che i fumetti si leggano solo i "quel" modo. Perch� invece i quotidiani italiani non imitano quelli americani con l�adottare il sistema dell�inserto settimanale (possibilmente di domenica) di grande formato con i fumetti. Ma io vedrei degli inserti non come in passato erano stati fatti su alcuni quotidiani italiani, converrebbe osservare meglio il sistema americano che funziona da tempo, molto tempo ed i lettori alla fine si affezionano anche ai personaggi dei fumetti e alla domenica si ritrovano dei fumetti che accontentano tutta la famiglia. Non � detto poi che sia obbligatorio che ci siano personaggi americani: secondo me dovrebbero esserci solo personaggi italiani: alcuni di quelli gi� famosi ed altri da lanciare appositamente. Sicuramente ci guadagnerebbero i quotidiani ed anche gli Autori.
4) Immaginiamo di andare a cercare un fumetto nel 2016. La prima cosa che mi viene in mente �...
Senz�altro la risposta "a", ma con alcune modifiche: se i tempi cambiano anche i fumetti devono adeguarsi, ma insisto che a tutti i costi � necessario che ci siano fumetti di qualit�!
5) Qual � oggi il rapporto del fumetto con gli altri media come cinema, videogiochi�?
Se dovessi rispondere in maniera superficiale direi che uno dei motivi che provocano il calo delle vendite dei fumetti dipende proprio da questi fattori: il cinema, i videogiochi e simili potrebbero allontanare dalla lettura dei fumetti, ma considerando il tutto con pi� attenzione, potrei fare un esempio: il fatto che esistono gli aerei non significa che la gente vada meno in treno� Se mai occorre considerare che esistono vari tipi di persone: quelli che preferiscono l'aereo e quelli che preferiscono il treno. Lo stesso vale per i fumetti e gli altri media: pu� esserci chi preferisce uno o l�altro oppure � e questa sarebbe augurabile � tutte e due le soluzioni.
6) A met� degli anni '80 abbiamo opere come Watchmen o Dark Knight Returns che influenzano schiere di autori. Nel periodo considerato esistono opere (non solo italiane) dall'impatto equivalente o comunque significativo?
Da sempre ci sono Autori che si lasciano influenzare dalle mode del momento, ma da sempre esistono anche moltissimi Autori che non si lasciano influenzare, se mai cercano di creare qualcosa che magari possano... influenzare altri...
7) Italia / Francia: fuga di cervelli (e matite) o possibili sinergie editoriali per cambiare anche il mercato italiano?
In giro per la rete
Carlo Peroni Perogatt
il sito ufficiale
Il fatto che ci siano "fughe di cervelli" � indubbio, specialmente nei riguardi della Francia. Ma il motivo principale � che in Francia, dopo un periodo "nero" in cui molti grandi Editori avevano chiuso i battenti, ma poi si sono rimboccati le maniche ed hanno ritrovato il necessario entusiasmo per rinascere alla grande. Il risultato � che stanno uscendo dei prodotti eccellenti ed il pubblico di conseguenza risponde molto bene. La domanda mi sembra ovvia: come mai gli Editori italiani non si rimboccano le maniche anche loro? Ci vogliono i capitali, � ovvio, ma sono certo che questi capitali si rintracciano se i grandi Editori scoprono che le Agenzie pubblicitarie riuscirebbero a convincere i loro clienti se potessero mostrare loro dei prodotti veramente validi e non solo dei fumetti squallidi che seguono solo le mode del momento ma che creino invece delle mode! A questo punto ci sarebbe la possibilit� che possa nascere una... fuga di cervelli dalla Francia all'Italia...
8) Nel 1995 inizia a diffondersi internet come fenomeno di massa. Nel 2001 appaiono nella rete italiana i primi esperimenti di "fumetto elettronico" (nato per il web e non trasposto dalla carta).
Nel 2006 la giapponese NTTSolmare dichiara che in un mese vengono scaricati a pagamento nei cellulari "3 milioni di manga digitali".
I cosidetti webcomics sembrano per� ancora cercare una propria identit� e molti autori sembrano tuttora non riconoscergli una vera dignit�.
C'� futuro per questa particolare forma di fumetto?
Io sono stato uno dei primi, in Italia, a credere ad Internet e ritengo che il fumetto "solo" via Internet possa essere dannoso: devono coesistere tutti e due, il fumetto su carta ed il fumetto digitale. Ma senz'altro nessun fumetto su Internet potr� mai uguagliare quello su carta, a patto, per�, che sia solo di buona, ottima qualit�. Qui sono costretto a ripetermi: ho notato che negli ultimi anni c'� stato un notevole calo nella qualit� dei testi. Ecco, punterei su una nuova schiera di buoni sceneggiatori. I disegnatori, trovandosi di fronte a buoni testi, molto probabilmente ne rimarranno coinvolti. Ma io sono dell'idea che la soluzione migliore sarebbe quella che gli Autori imparino ad esserlo a tutti gli effetti: saper scrivere e saper disegnare contemporaneamente. Non per niente i vari Bonvi, Pratt, Crepax hanno avuto il successo � meritato � anche grazie ai testi scritti da loro stessi.
9) Le fanzine cartacee dalla incerta diffusione e certissima passione dei produttori sono scomparse. Al loro posto le varie web-zine. Abbiamo perso o guadagnato qualcosa nel cambio?
In questo caso, ma "solo" in questo caso penso che abbiano vinto proprio le web-zine che hanno saputo tenersi al passo con i tempi, al contrario delle fanzine cartacee che sono rimaste ferme nel tempo, guardando troppo e solo al passato.
10) Internet pone un'altra domanda: quale rapporto tra autori e "forum di discussione"? L�interazione tra autore e lettore non � mai stata cos� facile e pubblica come oggi. Fermo restando il diritto di ognuno di scegliere la propria �politica� in questo senso, se doveste consigliare un collega, suggerireste come Clifford D.Simak al neoscrittore Asimov: "Isaac, ora che sei dall'altra parte della barricata non puoi pi� battibeccare con i lettori sulla pagina della posta delle riviste"?
Occorre saper dosare sempre il tutto: n� tutto da una parte n� tutto dall'altra. Saper interagire in qualsiasi posto ci si trovi. Non � il "mezzo", ma la "persona" che contano.
11) Uno sguardo al passato. Recentemente � stato finalmente ristampato il Commissario Spada. Ci sono altri fumetti italiani immeritatamente sepolti di cui le ultime generazioni di lettori non hanno potuto usufruire?
la "nostalgia fine a se stessa" � dannosa e non serve a niente.
Ce ne sarebbero molti, moltissimi. Di Autori del passato che potrebbero "insegnare" qualcosa ai lettori di oggi ce ne sono molti. Potrei citarne diversi, ma preferisco dire che le ristampe solitamente sono utili ai "collezionisti" o ai "nostalgici" per potersi dire: "quelli s� che erano bei tempi!" Io invece preferisco che la gente dica "Che belli questi nostri tempi!". Per me la "nostalgia fine a se stessa" � dannosa e non serve a niente. D'accordo, dare un�occhiata ai Maestri del passato � un�operazione utile alla cultura, ma l'importante � che non finisca tutto l�: occorre guardare al presente al futuro e fare in modo che sia migliore.
12) Uno sguardo al futuro. Tra i nuovi autori italiani pubblicati negli ultimi 10 anni, salta in mente qualche nome come possibile nuovo Pratt / Bonvi / Caprioli / Bonelli...?
Per rispondere a questo punto occorre vedere quanto ho detto prima: non mi risulta che in questo periodo ci siano dei bravi Autori "completi", cio� che preparino i testi ed i disegni da soli. Conosco molti disegnatori che non sanno scrivere e molti sceneggiatori che non sanno disegnare. Quindi non saprei proprio che cosa rispondere...
13) 2006-2016... pensando ai prossimi dieci anni che linee di tendenza si possono vedere nel futuro dei fumetti (in Italia e/o all'estero)?
Se fossi pessimista direi che fra dieci anni non ci saranno pi� nemmeno i fumetti, ma... dato che sono inguaribilmente ottimista, dico che presto, molto presto, ci saranno molte nuove iniziative studiate con molta attenzione e molta cura. Ne sono certo, altrimenti mi converrebbe smettere subito di fare fumetti: faccio il fumettista da tanti anni e seguito a farne solo perch� sono sicuro che salti fuori l'Editore giusto che sia anche intelligente e coraggioso e che sappia attorniarsi di bravi fumettisti per fare in modo che il fumetto italiano trovi un nuovo boom! Altrimenti tanto varrebbe smettere qui e magari mettermi a vendere pesce...
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