Niente male l'esordio ai testi del polivalente Mignacco. Il Luigi tuttofare (lo ricordiamo ai testi anche su Dylan Dog, Mister No, Nick Raider e, prossimamente, Zagor) riesce a fondere la necessità della fortissima presenza fisica delle due protagoniste con una trama decisamente fantascientifica. Di più: piacevolmente filodickiana.
L'incipit in stile esasperatamente farsesco rimanda a una certa fantascienza ingenua dei tardi anni '50, riletta in chiave legsiana, con in più l'implicito riferimento al cult "Essi vivono" (l'alieno visibile solo con occhialini speciali) dell'inarrivabile John Carpenter .
"L'ultracorpo di Truman vive nello show carpenterdickiano di Mignacco e Rizzato"
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L'intreccio dei piani narrativi è forse già visto, di sicuro ben rimodellato e discretamente imprevedibile: la breve avventura narrata all'inizio è frutto della fantasia di Philo, uno scrittore di fumetti che vive in una realtà retrò in cui Legs e May non si chiamano più così. Ma qual'è la realtà reale? Certamente un'altra, ma quale? Non togliamo il gusto di scoprirlo a chi non abbia già letto l'albo. Da annotare che la narrazione si svolge: a) nel mondo della fantasia di Philo; b) nel mondo immaginario in cui è immerso Philo, e nel quale egli è "vittima" di una sorta di Truman Show; c) la realtà delle agenti alfa, in cui Philo non è esattamente Philo e in cui il suo lavoro non è esattamente quello di scrivere fumetti.
Rizzato adatta senza problemi il suo stile, già perfetto per la testata, alle diverse atmosfere scenografiche, oltre che narrative, imposte dalla sceneggiatura. Legs e May godono di rotondità sexy e buffe contemporaneamente, la discontinuità di tratto fra i fittizzi anni '60 di Alphaville e la realtà vera è facilmente intuibile, i mostri sono discretamente mostruosi e la tecnologia ottimamente dosata a seconda dell'ambientazione spaziotemporale. Efficacissime infine le stranianti scene notturne, sia in interno che in esterno, in cui il protagonista intuisce il confine che separa le varie realtà nelle quali agisce.
Ma lo happy ending conclusivo non cancella una certa angoscia di fondo che l'albo comunica: anche gli scrittori di fumetti sognano pecore elettriche? Scorrete lacrime, disse il recensore...;-)
Vedere anche la scheda della storia.
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