Non tutte le ciambelle

una storia debole per gli standard di Magico Vento
Recensione di  |   | magicovento/

Non tutte le ciambelle
Magico Vento 108-109 "Esilio, L'"

Non tutte le ciambelle

Scheda IT-MV-108-109

Ci sono giornate che sono come certe ciambelle: non son riuscite proprio bene. Senza buco. Nulla che vada come deve. Magari una stupida litigata sul lavoro, una gomma a terra, un conto salato dal meccanico. Magari piove. Uh, gente: vogliamo parlare di quelle giornate in cui, ehm, ti si rompe il computer? Ecco, l�ho detto. In quelle giornate l�, diciamocelo, quale consolazione sono per noi i nostri fumetti? Approdi dopo la tempesta. Copertine di Linus. Coccole, che ci fanno sentire ancora un po� bambini senza farci sentire deficienti. Una poltrona, un cd nel lettore, e Magico Vento.

E nella giornata pi� nera della nostra vita riusciamo comunque a consolarci.
Ecco perch� li amiamo.
Ecco perch� quando dobbiamo parlare male di loro, ci sentiamo come Bruto con Cesare.

Questa � la premessa: MV � il raggio di sole di quasi tutti i nostri temporali. E ci� ci porta, a volte, a parlare bene di una storia anche solo normale.
Questa � la premessa: MV � il raggio di sole di quasi tutti i nostri temporali. E ci� ci porta, a volte, a parlare bene di una storia anche solo normale. Ma a volte, rarissime volte nel caso di MV, tocca parlarne male. Tocca alzare il braccio e infliggere la prima delle 23 coltellate. Pur essendo uomini d�onore. Proprio perch� si � uomini d�onore. Come Bruto. E Cassio. Tutti. Tutti uomini d�onore.
Questa storia di MV non ci � piaciuta. Contiene, secondo il nostro umile parere di pelouovisti (e chi pi� di noi...), pi� difetti che pregi. Intendiamoci: in termini di valori assoluti, � una storia superiore per soggetto e sceneggiatura a quasi tutto quello che si trovava in edicola in quei due mesi in cui � uscita. Ma secondo gli standard di Magico Vento, � debole.

Prima di tutto i personaggi

In questa serie siamo abituati a personaggi originali, sfaccettati, tridimensionali, e soprattutto sempre tragicamente, narrativamente, ritmicamente necessari. Attori sfigurati che diventano agenti segreti, banchieri che mangiano i bambini, giovani indiani che corrono pi� veloci del vento, generali che sono colonnelli ma restano generali e sono partoriti direttamente dalla Storia, persino i vampiri cinesi. Tutto tranne il solito personaggio. Sempre, per pi� di cento numeri. Qui troviamo invece una galleria di figure gi� viste che non riescono a evitare, a volte, lo stereotipo: il maggiore Walsh � un altro militare instabile e vanitoso, come Custer, e lo ricorda molto quando aggredisce esagerando Toro Seduto o quando cerca di seminare le insistenze di Poe; i due giovani indiani che rubano i cavalli e danno inizio al tutto sono ben noti, non presentano nessuna novit� n� nel comportamento n� nei discorsi (n� peraltro nella storia d�amore con le fanciulle Metis);

Jordan Freeman
disegni di Giuseppe Barbati e Frederic Volante

(c) 2007 Sergio Bonelli Editore

Jordan Freeman<br>disegni di Giuseppe Barbati e Frederic Volante<br><i>(c) 2007 Sergio Bonelli Editore</i>

Jordan Freeman � addirittura un personaggio per certi versi memorabile (risale addirittura al n.17), ma qui ci viene restituito in una versione sbiadita di Wild Bill Hickock, il pistolero che invecchia a furia di duelli; Chucka gi� visto pure lui, senza, pi�, per�, l�ambiguit� che lo contraddistingueva nella sua prima apparizione (e che ne faceva un personaggio interessante). Ora, perch� far tornare due personaggi come Freeman e Chucka in questo episodio? Solo per giustificare il fatto che nel rifugio dei cattivi MV non viene ucciso? In realt� manca una necessit� narrativa.

Ora, perch� far tornare due personaggi come Freeman e Chucka in questo episodio? Solo per giustificare il fatto che nel rifugio dei cattivi MV non viene ucciso? In realt� manca una necessit� narrativa.
E noi siamo sicuramente pelouovisti a farlo notare, ma � proprio MV che ci ha abituato a queste attenzioni con una galleria di personaggi rarissimi, potenti, prepotenti...

Poi la trama

Tralasciamo pure il fatto che lo spunto di partenza, due indiani che rubano i cavalli sbagliati, non sia del tutto ignoto gi� nella collana di MV, una collana, ribadiamolo, che ci ha abituato a non ripetersi mai; resta comunque il fatto che il vero punto debole � nel secondo numero.

Magico Vento 109
copertina di Corrado Mastantuono

(c) 2007 Sergio Bonelli Editore

Magico Vento 109<br>copertina di Corrado Mastantuono<br><i>(c) 2007 Sergio Bonelli Editore</i>

Il primo fila abbastanza, pur senza stupire, ma ponendo esattamente le premesse. Il secondo aspetta per 130 pagine le sue conclusioni, gi� intuibili dal primo numero. Ma il problema non � che il finale non ci stupisce, il problema � che nel secondo numero di questa storia non succede nulla: manca l�azione: grandi discorsi tra personaggi (con una verbosit� che non ci � familiare in MV), una certa retorica (la storia di Minnie con il sergente dell�esercito, o il finale che propone un�improbabile redenzione e una ancor pi� improbabile grazia dei cattivi di Castle Butte), cambi di ambientazione per vedere i personaggi esattamente come li avevamo lasciati, dunque senza evoluzione, e, ancor pi� insolitamente, Magico Vento costretto in gattabuia e quasi inattivo per tutto un albo. Lo stesso grande pistolero Freeman, nell�unico duello che accetta nell�albo, perde. Ovviamente non si pu� non rilevare che la sceneggiatura compie un lavoro egregio nel cercare di condurci al finale, ma � tecnica sopraffina che serve a riempire un insolito (per MV) vuoto d�azione. Badate: se si esclude quel finale annunciato e atteso gi� da un numero, le uniche cose realmente narrate, e in stile MV, nel secondo numero sono nei flashback.
Paradossalmente, due numeri per questa storia sono troppi e sono troppo pochi. Troppi, perch� non vi sono sottotrame, e tutta la narrazione � solo presentazione di personaggi e furto dei cavalli. Troppo pochi, perch� probabilmente se si fossero inserite le sottotrame che avrebbero dato pi� azione al tutto, ci sarebbero voluti tre numeri.
Ma questo ci sembra il vero problema del MV nuovo corso: da che esiste la bimestralit�, c�� stato un solo episodio singolo. In dieci numeri. Splendide pagine di narrazione a lungo respiro, ma dura prova di pazienza per i lettori, e sostanziale azzeramento, di fatto, del vantaggio dato da trenta pagine in pi� a numero.

E infine i disegni

Siccome, per�, non siamo venuti a seppellire Magico Vento, ma a tesserne l�elogio, diremo del buono che si trova anche in questa ciambella senza buco.
Detto della sceneggiatura, che convince proprio perch� cerca di sollevare un soggetto non ricchissimo, parole di apprezzamento si devono spendere per i disegni.

Il ballo Metis
disegni di Stefano Biglia e Giovanni Talami

(c) 2007 Sergio Bonelli Editore

Il ballo Metis<br>disegni di Stefano Biglia e Giovanni Talami<br><i>(c) 2007 Sergio Bonelli Editore</i>

Soprattutto la prova di Biglia � da ricordare, almeno per la sequenza iniziale del ballo, e anche quella di Barbati contiene momenti di grande espressivit�. Ma al di l� delle prove dei singoli, quel che colpisce � il lavoro di squadra, diciamo cos�: a questo doppio episodio mettono mano quattro artisti diversi: Biglia, Talami, Barbati, Volante, eppure il tutto brilla per unit� e coesione. Segno di una forte linea espressiva della collana stessa, all�interno della quale la creativit� dei singoli artisti non � mortificata, ma trova spazio di esprimersi in maniera personale pur nell�atmosfera estetica unitaria.

Il ballo Sioux
disegni di Stefano Biglia e Giovanni Talami

(c) 2007 Sergio Bonelli Editore

Il ballo Sioux<br>disegni di Stefano Biglia e Giovanni Talami<br><i>(c) 2007 Sergio Bonelli Editore</i>

Insomma: ripongo il mio numero di MV, e ricomincia il mio temporale: mi torna in mente il conto del meccanico, il lavoro, il casino. Casca l�occhio sulla quarta di copertina, e guardo il promo del prossimo numero: wow! La versione indiana del mito delle Baccanti! Promette di essere interessante... A parte per Anja in primo piano e per Ned cavalier del bosco... Ma che c�entra: quella � colpa di Mastantuono, e che vuoi farci? Del resto, qui ha messo Poe ad impugnare una Derringer con due mani e Ned a guardare da una parte e sparare da un�altra... Dai: una, ciambella, senza il buco. Al massimo. Mai due in fila... "L'esilio/La Pista dei fuorilegge", Magico Vento 108-109, testi di Gianfranco Manfredi, disegni di Stefano Biglia, Giovanni Talami, Giuseppe Barbati e Frederic Volante, Sergio Bonelli Editore, 130 pag. cad. b/n, brossurati, usciti a met� gennaio e met� marzo 2007, �3,5 cad.

Vedere anche...

Scheda IT-MV-108-109