Un romanziere in Bonelli


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IT-Manfredi, Gianfranco

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Un Vento Magico inizia a soffiare

Magico Vento arriva in edicola nel 1997. L'impegno costante che la cura della propria serie personale richiede sembra rendere ancora più rarefatta la produzione letteraria di Manfredi, anche se in un secondo momento è chiaro che la visibilità mensile di Magico Vento consente all'autore di raggiungere un nuovo pubblico, molto interessato anche alle sue opere romanzesche. Il romanzo successivo, Una fortuna d'annata, esce di conseguenza solo nel 2000, per i tipi di Marco Tropea Editore, e vede Manfredi rientrare nel territorio Noir, con una black comedy che narra le vicende di un giornalista, trasferitosi da Milano a Bergamo sulle tracce del vincitore della lotteria di fine anno. Si tratta di un’ampia riflessione sulla fortuna, in un periodo in cui in Italia la mania del gioco attanagliava gran parte della popolazione, ma che consente anche di dare uno sguardo alle vicende dei trent'enni dell’epoca. Si intuiscono gli influssi di Magico Vento in una cerimonia Sioux rappresentata in una libreria New Age.

Copertina di "Una fortuna d'annata"
illustrazione di Beppe Giacobbe

(c) 2000 Marco Tropea editore

Copertina di "Una fortuna d'annata"<br>illustrazione di Beppe Giacobbe<br><i>(c) 2000 Marco Tropea editore</i>
Con Il Piccolo Diavolo Nero, edito da Tropea nel 2001, Manfredi riapproda al periodo storico forse a lui più congeniale, il passaggio tra il XIX e il XX secolo, epoca che ritroviamo sia in Magico Vento che in Volto Nascosto. Nel romanzo si trovano le peripezie anarco-ciclistiche di un gruppo di giovani milanesi, impegnati a seguire le gesta di uno dei primi campioni del pedale, Romolo Bruni, nel momento in cui l'emergere della modernità si scontra con le resistenze del passato. Il ciclismo diventa allora la democrazia del pedale, l'anarchia degli spostamenti, anche e soprattutto rispetto ai cavalli utilizzati dal falso Buffalo Bill, e dal sanguinario Bava Beccaris, durante i moti del pane a Milano. Sono molto incisive le descrizioni di Milano e di Parigi, in un romanzo d'avventura e di formazione, basato su una rigorosa documentazione storica e di costume.
Con Nelle Tenebre Mi Apparve Gesù, sempre edito da Tropea, nel 2005 Manfredi fa il punto della sua esperienza di narratore e di quelle della sua generazione, attraverso una serie di "incontri impossibili" in un’altra dimensione con personaggi celebri come i protagonisti del mondo dello spettacolo, della scienza e della cronaca degli ultimi due secoli, che avvengono nel delirio di uno scrittore in crisi creativa. Le parti più riuscite del romanzo sono soprattutto nel racconto delle gesta degli sceneggiatori della serie televisiva Ai Confini della Realtà, con preziose riflessioni sull’arte della narrazione, e la fine dell'innocenza dell'epoca Hippie, rappresentata dalle nefandezze commesse da personaggi come Charles Manson e, insospettabilmente, John Holmes. Numerosi i punti di contatto con la produzione fumettistica recente di Manfredi, soprattutto per quel che riguarda le avventure di Carry A. Nation, suffragetta proibizionista lungo la frontiera americana, argomento affrontato anche nel n.34 di Magico Vento, I cancelli dell'inferno.

Nuovi romanzi

Ho Freddo, edito dalla Gargoyle Books nel 2008, rappresenta una svolta per la carriera letteraria di Manfredi. Da un lato inizia la collaborazione con la casa editrice romana, specializzata in narrativa dell'orrore, che porta alla ristampa di alcune opere precedenti; in più avviene la costruzione attorno alla pubblicazione dei suoi romanzi di un sistema pubblicitario multimediale alquanto innovativo ed interessante, con la realizzazione dei book trailer, per esempio. Con Ho Freddo Gianfranco Manfredi riprende, ampliandoli, temi, vicende e personaggi già presentati nella serie a fumetti Magico Vento, nella storia già citata contenuta nei n.102-104, Il ritorno di Aiwass, costruendo un curioso quanto inedito connubio tra le sua più conosciuta creazione fumettistica e un’opera romanzesca. Nella trama del romanzo i due giovani fratelli gemelli francesi Aline e Valcour de Valmont devono afforntare la peste vampirica del 1796 in Rhode Island, in un riuscitissimo incrocio tra Storia e Leggenda, rappresentato in chiave decisamente gotica.
Il connubio tra fumetto e romanzo prosegue anche con la miniserie a fumetti Volto Nascosto, rispetto alla quale Manfredi riferisce di una genesi inziale romanzesca, che solo in un secondo momento porta alla realizzazione della miniserie a fumetti, più efficace a parere dell'autore nel raggiungere visivamente le persone; l'idea di costruire un fumetto seriale riprende in più la tradizione ottocentesca del feuilleton e del romanzo d'appendice.
La collaborazione con la casa editrice romana porta anche alla riedizione di Ultimi Vampiri, la raccolta di racconti dedicata ai succhiasangue, nella cui riedizione si aggiungono 2 nuovi racconti e 3 saggi. Il racconto lungo Summer of love è una peculiare e molto ben riuscita rilettura del mito dei vampiri, ambientato in piena epoca Hippie, rappresentata in maniera invero molto cupa.
L'ultima fatica letteraria di Gianfranco Manfredi, Tecniche di resurrezione, riprende i protagonisti di Ho freddo, i fratelli Valcour, con un'operazione tipicamente "fumettistica", che difatti si ripeterà con la pubblicazione della nuova miniserie a fumetti Shangai Devil, prevista per il 2011, con Ugo Pastore, già uno dei protagonisti di Volto Nascosto. Nel nuovo romanzo i fratelli Valcour si trovano di fronte alle inquietudini del periodo, con gli effetti della Rivoluzione Francese e dell'affermarsi di Napoleone, ma anche legate ai progressi della medicina dell'epoca, nel consueto affresco Noir, sempre più efficace.

Copertina di Tecniche di Resurrezione
fotografia di Luca Viggiani

(c) 2010 Gargoyle Books

Copertina di Tecniche di Resurrezione<br>fotografia di Luca Viggiani<br><i>(c) 2010 Gargoyle Books</i>
Anche in una trattazione così breve delle opere romanzesche di Manfredi, che esclude per di più i suoi lavori cinematografici, teatrali e televisivi, è possibile isolare alcuni elementi che possiamo considerare caratteristici del suo modo di narrare, presenti per di più anche nelle sue opere a fumetti. Il primo aspetto a risaltare è un'indubbia capacità di ricostruzione storica, con un continuo intreccio della storia più generale e delle vicende dei protagonisti, e con una narrazione in parallelo dei vari avvenimenti. I temi scelti, al di là di una sotterranea, ma sempre presente, vena umoristica, fanno riferimento a vicende fantastiche e nere, mai slegati però dalla rilettura di avvenimenti contemporanei, sociali e politici. Altro aspetto interessante da sottolineare, anche in chiave seriale, è il fatto che alcuni personaggi siano presenti in più opere, magari trasformandosi da comprimari in protagonisti dei romanzi successivi. E' definibile poi come mobilità del codice comunicativo il fatto che determinati soggetti siano trasposti in fase di progettazione cambiando medium narrativo, passando da quello romanzesco al fumetto a quello televisivo piuttosto che cinematografico. Particolarmente significativo il fatto che per definire questa capacità di Manfredi di utilizzare vari medium narrativi si inizi a parlare in termini di romanzo totale piuttosto che di letteratura globale.
Una formazione narrativa così particolare, unita ad un'esperienza letteraria così variegata, non può che rendere peculiare l'apporto di un autore come Gianfranco Manfredi all'interno della Sergio Bonelli Editore.

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