Marionette

teatro e amore secondo Chiho Saito
Recensione di E.Romanello |   | manga/

Marionette
 

In attesa di leggere la fine più volte annunciata ma mai arrivata di Glass no kamen, meglio conosciuto come Il Grande sogno di Maya, di Suzue Miuchi, la Star Comics ha presentato un'altra saga ambientata nel mondo dello spettacolo, Marionette di Chiho Saito, in otto volumi con cadenza mensile, nell'ottica di proporre storie shojo più classiche accanto alle ultimissime tendenze alla Nana.

L'ambiente è sempre quello del teatro e il manga racconta la storia di Nanami, aspirante ballerina provata dalla morte del padre, che vince una borsa di studio per una prestigiosa scuola di Tokyo. Parallelamente incontra l'affascinante ed ambiguo impresario teatrale Jin che la obbliga praticamente a partecipare al suo lavoro Marionette. La ragazza accetta e si troverà travolta da eventi, disgrazie in scena, gelosie da parte delle prime attrici, e dall'inquietante doppia personalità di Jin, che nasconde nel suo passato un oscuro segreto, ma dal quale la giovane non potrà non essere attratta.

Nanami
disegni di Chiho Saito

(c) 2008 Star Comics

Nanami<br>disegni di Chiho Saito<br><i>(c) 2008 Star Comics</i>

Marionette è uno shojo manga minore nel panorama della prolifica Chiho Saito che si misura con il tema della crescita personale senza trascurare l'aspetto sentimentale, comunque scontato perché si capisce in maniera abbastanza chiara fin dall'inizio quali saranno gli sviluppi tra Nanami e Jin. Lo stile grafico è rispettoso degli stilemi degli shojo manga, tra chiome al vento, minimalismo degli ambiente, estetica del bishojo a tutti i costi, ma non aggiunge niente di originale al filone, a differenza di altre opere della stessa Saito, come la sessualmente ambigua Utena o la saga storica La Madonna della ghirlanda, entrambe ben più interessanti e avvincenti.
La trama ha il suo punto di maggiore interesse nella descrizione della psicosi di doppia personalità di Jin, per la quale si potrebbero anche scomodare i classici del cinema alla Bergman e alla Hitchcock. Per il resto non brilla per originalità, e anche l'elemento più interessante non riesce ad essere pregnante come dovrebbe essere.

In definitiva Marionette è un onesto shojo manga, appassionante e romantico, ma poco più. Non risulta essere particolamente rappresentativo di quello che, nell'opinione di chi scrive, è invece il filone più interessante, originale, innovativo e affascinante di tutta la produzione fumettistica nipponica. Consente tutt'al più di gettare un altro sguardo sulla produzione di un'autrice giustamente famosa però per altre storie e personaggi.

Marionette, 8 vv. di Chiho Saito - Star Comics, 192 pagg, 4,20 euro