Una "nuova" eroina per la Ikeda

un breve tuffo nell'horror
Recensione di E.Romanello |   | manga/

Una "nuova" eroina per la Ikeda
Ayako

Dopo una non corta assenza dalle fumetterie italiane, è tornata Riyoko Ikeda (accompagnata ai testi da Etsuko Ikeda, stesso cognome ma nessun grado di parentela) con una sua opera inedita, "Ayako". Definirla nuova è un po’ eccessivo, visto che è un titolo del 1980, meno famoso rispetto ai suoi affreschi storici e ai patemi di Caro fratello, ma in ogni caso "Ayako" è interessante, e a quanto pare dovrebbe essere il primo di altre opere proposte dalla Goen, tra cui Claudine e L’anello dei Nibelunghi, da non confondere con l’omonima opera di Matsumoto, ma sempre ispirato all’universo di Wagner.

Niente Storia stavolta, con rivoluzioni, regine o altro, ma una vicenda tra l’horror, genere molto amato dagli shojo, e il giallo, incentrato su Ayako, non certo un’eroina come Oscar, quanto piuttosto una protagonista disturbante ma non per questo non affascinante. La Ayako del titolo è infatti la figlia di un’efferrata assassina, condannata a morte per i suoi crimini e in cella d’isolamento, concepita da lei con un demone, e poi scambiata dalla madre in clinica con la figlia di una ricca coppia.

Cresciuta in mezzo agli agi, Ayako viene smascherati da un medico in combutta con i genitori adottivi quando ormai è adolescente, e deve fronteggiare i loro tentativi di ucciderla perché spaventati dalla sua non umanità, dimostrandosi machievallica, diabolica, ma anche decisa a sopravvivere e a dimostrare una sua morale, al di sopra di tutto e tutti, e un suo senso di giustizia.

Un fumetto quindi insolito ma affascinante, dove Riyoko Ikeda lascia per una volta anche le tematiche legate all’identità sessuale, costruendo un’eroina politicamente scorretta, ma anche una vicenda con richiami al romanzo d’appendice ottocentesco (lo scambio in culla) e ai generi della paura e del noir, da lei del resto già praticati nelle Berubara Gaiden, le storie dark di Lady Oscar. Tra l’altro, il tratto del manga ricorda molto lo stile delle Gaiden, e Ayako, bruna e perfetta dark lady, ha poco delle protagoniste bionde e romantiche care a Riyoko Ikeda, da Oscar a Saint Just, ma dimostra la versatilità dell’autrice.

A differenza di altre sue opere, Ayako si distingue per la brevità, solo due volumi per raccontare la storia di una ragazza che non combatte per grandi ideali o non è alle prese con i patemi dell’adolescenza, ma lotta per la sua vita e per una sua visione del mondo, fuori dagli schermi. Non ci sarà però un finale definitivo, cosa in cui l’autrice è bravissima: Riyoko Ikeda ha semplicemente preferito dedicarsi ad altri progetti, lasciando la sua Ayako incompiuta tra un caso e l’altro con cui si trova a dover avere a che fare.

C’è da sperare che Ayako non serva solo come volano per altre opere della Ikeda, ma che introduca anche il genere horror e noir degli shojo, amatissimo in patria e qui da noi non poi così pubblicato.

Ayako di Riyoko Ikeda> e Etsuko Ikeda (testi e disegni) - Goen - 5,95 €