Full Metal Alchemist

e noi a credere che l'alchimia fosse noiosa...
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Full Metal Alchemist
 
Vista dall'Italia, la produzione dei manga d'azione per ragazzi sembra praticamente infinita: quasi ogni mese esordiscono nuovi titoli, mentre quelli esistenti o scompaiono senza preavviso, oppure ci si dimentica di quanto tempo sono sulla piazza.
Sorprendentemente, per�, il livello qualitativo medio � finora stato soddisfacente.
Full Metal Alchemist, opera della finora sconosciuta Hiromu Arakawa, nella scarsa decina di volumi finora usciti per la Planet Manga, pu� certo rientrare a pieno titolo in questa "media".

Bisogna dare atto all'opera di avere una valida sceneggiatura che non trascura di caratterizzare a dovere i protagonisti e gli antagonisti e che mantiene alta la tensione con la giusta miscela di azione e riflessione, di flashback e presagi.
Fulcro della narrazione sono le vicende dei fratelli Edward ed Alphonse Elric, alla ricerca di una formula alchemica che permetta loro di ritornare normali. Infatti, nel disperato tentativo di riportare in vita la madre, Edward ha perso un braccio ed una gamba mentre Al non sarebbe sopravvissuto alla disintegrazione del corpo se il fratello non avesse rinchiuso la sua anima in un'armatura.
Per ottenere le risorse necessarie a portare avanti le sue ricerche, Edward ha accettato di diventare "alchimista di stato", un militare che usa la magia alchemica al servizio dell'esercito e di una guerra che, sebbene "sullo sfondo", sembra andare avanti da sempre. In questo ruolo assieme a suo fratello incontrer� diversi personaggi "peculiari": il colonnello Roy Mustang che cela dietro l'apparenza di spietato carrierista un grande desiderio di giustizia; il maggiore Alexander Luis Armstrong, chiassoso cavaliere del body-building, improbabile alchimista di stato anch'esso. Poi Winry RocketBell, geniale costruttrice di AutoMail (protesi cibernetiche) ed amica d'infanzia dei protagonisti e la Maestra Izumi, peculiare casalinga dalla potenza smodata sia come alchimista che come lottatrice.
Meno chiaro �, invece, chi siano e cosa vogliano coloro che ricoprono il ruolo degli antagonisti: individui praticamente immortali, dai poteri speciali che assumono il nome dei peccati capitali e che agiscono indisturbati all'interno dell'esercito, utilizzandone le strutture e precedendo sempre di molti passi i tentativi dei protagonisti di smascherarli.

Roy Mustang si presenta.
un personaggio molto sicuro di s�.

(c) 2002 Hiromu Arakawa

Roy Mustang si presenta.<br>un personaggio molto sicuro di sè.<br><i>(c) 2002 Hiromu Arakawa</i>

Se si vuole individuare un difetto in FMA, questi � senza alcun dubbio il soggetto solo apparentemente originale.
L'alchimia, scienza esoterica che appare certamente "esotica" in Oriente, alla fine viene sfruttata come null'altro che un "giocattolo da trama": quello che in altri manga si chiama "chackra", "ki", "potenza magica", "cosmo", "stand" o "Sacra Scuola di Hokuto" ed il cui compito � unicamente quello di permettere ai protagonisti azioni mirabilanti. Con la conseguenza che avversari e comprimari, dovendo reggere il confronto, ne fanno a loro volta uso e, infine, sembra tanto diffusa da chiedersi se e per quale motivo esistano ancora persone "normali" in tale contesto.

Fatta giustizia di questo difetto, bisogna per� dare atto all'opera di avere una valida sceneggiatura che non trascura di caratterizzare a dovere i protagonisti e gli antagonisti e che mantiene alta la tensione con la giusta miscela di azione e riflessione, di flashback e presagi. A sdrammatizzare eventi di un certo pathos, come � consuetudine della "scuola" giapponese, intervengono poi alcuni leit-motiv quali il complesso di Edward per la sua statura ridotta, la propensione alla violenza insensata di Winry, l'ingombrante presenza del maggiore Armstrong o l'agire da impenitente Don Giovanni del Colonnello Mustang.
Il tutto � gestito con molto equilibrio e praticamente mai si colgono stonature e contraddizioni tra l'agire, il dire ed il vissuto dei personaggi cos� come ci � stato esposto dalla narrazione.

I peccati capitali
o, meglio, alcuni di loro�

(c) 2002 Hiromu Arakawa

I peccati capitali<br>o, meglio, alcuni di loro…<br><i>(c) 2002 Hiromu Arakawa</i>

Il tratto grafico, come si riscontra nel 90% di una produzione destinata ad avvincere il lettore tramite l'azione piuttosto che l'espressione, rientra perfettamente nei canoni. Le anatomie sono essenziali (diciamo pure: "cilindriche"), grandi volti ed ancora pi� grandi occhi. La cura principale dell'autrice � rivolta alle scene d'azione, in cui "l'alchimia marziale" si dispiega in una serie illimitata di effetti speciali, esplosioni ed impatti. La costruzione della tavola e della sequenza, da parte sua, si subordina al dinamismo, con una prevalenza quasi totale di campi medi e primi piani.

In fin di recensione non possiamo che ribadire ci� che al lettore sar� gi� evidente: "Full Metal Alchemist" si propone come un valido manga d'azione, con una trama lineare ma coerente, la pecca di utilizzare l'alchimia come mero pretesto ed una robusta sceneggiatura che anima personaggi carismatici. Gli amanti del genere sono caldamente consigliati all'acquisto. FullMetal Alchemist - Testi e disegni di Hiromu Arakawa - Planet Manga, 198pp. b/n, 3.50�