Percorre le epoche, attraversa i luoghi.
Per giudicare il susseguirsi dei comportamenti...
Del buono e del malvagio, del vecchio e del giovane...
Una ragazza compare dal regno dei morti.
Quando in ogni epoca le morti inutili inviano troppe anime al cospetto del
Emma, infatti non è che una bambola-mostro creata da Re Enma per fermare i responsabili dei massacri, uccidendoli e lasciando nel loro corpo solo tante ossa quante sono le persone che li hanno amati. Per eseguire il suo compito Emma attraversa diverse epoche e diverse culture, senza fare distinzioni e senza capire perchè le sue vittime non abbiano seguito il suo sincero avvertimento.
L'avvertimento di Enma
L'unica pietà che la morte si concede. (lettura da destra)
(c) 2010 GP Publishing
Concepito da Kei Tsuchiya, Enma - La ragazza del Regno dei Morti si presenta come un manga ad episodi di cui il filo conduttore è la protagonista: la bambola/ragazza/mostro Emma, che in questo primo volume attraversa quattro diverse epoche, il
La narrazione si concentra su questo incontro-scontro tra volontà piegate alla violenza da diverse storie personali e l'impassibilità razionale della protagonista che, come uno specchio, obbliga le sue vittime a mostrarsi. Si susseguono quindi dialoghi e flashback ben congegnati, fino all'inevitabile epilogo, che lascia sempre leggermente sconcertata Enma, la quale un po' come una sorta di macabro
Anche in questo caso il tratto grafico, a cura di Saki Nonoyama (che in una nota interna leggiamo come Masaki Nonoya), accompagna doverosamente questa narrazione anomala. Sebbene si tratti di uno stile nei canoni classici del manga d'azione, tanto la costruzione della protagonista, dotata di due occhi tondissimi dall'iride sdoppiata, come occhi di un peluche o di una bambola di porcellana, quanto la cura nel rendere gli antagonisti singolarmente "belli" potenzia il contrasto epico che anima i brevi episodi. Le scene sono costruite con molto equilibrio e le inquadratre, sebbene contengano una tinta più d'azione che "horror", rendono bene il pathos.
In conclusione Enma, nuovo manga della già nutrita scuderia GP Publishing, esordisce dando al lettore sufficienti motivi di interesse, il principale tra i quali è questa impressione di "a-moralità". Nelle quattro storie brevi, concentrando l'attenzione più sui carnefici che sulle vittime, abbiamo conferma di quelle due scomode verità che tutti immaginiamo: per quanto possano essere abietti, anche i mostri hanno qualcuno che li ama e per quanto possano essere crudeli le loro azioni, quasi sempre nascono da nobili intenzioni. Cosicchè, quando diventano vittime dell'ultimo ed inevitabile carnefice: la morte (in questo caso impersonata), è con un po' di senso di colpa che il lettore si scopre a provare pietà per loro.
E' difficile pensare che questo effetto potrà perpetuarsi per molti episodi prima di indurre noia nel lettore è quindi ipotizzabile che la struttura muti da episodica ad un continuum narrativo di un qualche tipo, oppure che il manga sia racchiuso in pochi volumi. Purtuttavia, non sapendo cosa riserva il futuro, questo primo volume è consigliato per una lettura veloce e coinvolgente.
Enma di Kei Tsuchiya (testi) e Saki Nonoyama (disegni) - 208 pagine b/n - volume brossurato - GP Publishing - 3,90

