Non ci sono frontiere per il mito della frontiera

il sushi western
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Non ci sono frontiere per il mito della frontiera
RED "Living on The Edge"

Non ci sono frontiere per il mito della frontiera

Quando Bob Robertson, al secolo Sergio Leone, si ispir� al poco conosciuto Yojimbo di Akira Kurosawa, per concepire quel Per un pugno di dollari che sarebbe stato il progenitore di un nuovo genere, non pensava certo che il debito sarebbe stato pagato con vari e diversificati interessi.
I cow-boy finalmente sporchi, la violenza inarrestabile e non "razionale", il rifiuto di ogni forma di manicheismo che connoteranno il genere poi indicato come "Spaghetti Western" verranno reinterpretati in molte opere cinematografiche e fumettistiche in tutto il mondo, Giappone, ovviamente, incluso.
Tra i vari epigoni orientali dello "spaghetti western", Kenichi Muraeda con il suo Red si colloca tra i pi� recenti e pare aver interiorizzato bene la natura lacerata e ambigua, educativa ma non certo edificante, dei personaggi interpretati sul grande schermo da Clint Eastwood.

Red e la Smith & Wesson "Hate Song"

(c) 2002-2006 Kenichi Muraeda

Red e la Smith & Wesson "Hate Song"<br><i>(c) 2002-2006 Kenichi Muraeda</i>

Il rosso, il giallo, il blu

Personaggio principale di questa epopea western dalla provenienza inconsueta �, appunto, Red. Appartenente alla tribu degli Apache Wisa (Il Sole Rosso), con il nome di Tiyole, ancora giovanissimo viene nominato capo-trib�, lui pacifico e debole, per scongiurare un recente passato che ha visto morire tutti i giovani guerrieri. Scaramanzia inutile, in quanto la sua trib�, composta ormai solo pi� da profughi, viene sterminata dal plotone del Capitano Blue ufficialmente incaricato della loro scorta alla riserva. Sopravvissuto grazie al sacrificio dell'intera trib�, assumendo il nome di Red, rosso come il sangue versato sul White River, si incaricher� di una vendetta personale e spietata contro i membri del plotone.
Nel suo errare incontrer� personaggi piuttosto caratteristici e, ciascuno, connotato da un lato "oscuro"
Il primo � certamente il pi� inconsueto: Iero Ito, soprannominato Yellow, appartiene a quella poco celebrata casta di samurai che, al crepuscolo della loro epoca, si addestrarono nell'uso di fucili ad avancarica per cecchini. Reduce di una delle ultime guerre civili che insanguinarono il Giappone in rapido mutamento; sopravvissuto per vigliaccheria al seppuku collettivo della sua squadra, fugge in America, perseguitato dal senso di colpa. Incontrare Red e venire coinvolto, prima involontariamente e poi attivamente, nella sua vendetta, lo porr� nuovamente sulla strada abbandonata.
Molto pi� canonica, almeno in apparenza, � Angie: prostituta di saloon, allegra, sventata, indipendente. L'altra faccia di questa apparenza "morbida" (molto morbida), � la pistolera di velocit� e precisione fuori dal comune, che dopo aver visto una sola volta il gigantesco Wisa, si dichiarer� "la sua donna" e comincer� a seguirlo nella sua vendetta. Certo, il protagonista non � certamente di aspetto sgradevole, ma il lettore non riesce a non trovare anomala tanta battagliera dedizione in una donna che si dimostra, in pi� di un'occasione, disincantata fino al cinismo e cinica fino alla crudelt�.
Infine la via di Red e dei suoi due inconsueti "pards" si incrocia con quella del "Reverendo" Gray un falso pastore-pistolero, infallibile come vuole il ruolo ed affezionato ad una giovane ragazzina pellerossa, Scarlett adottata da Starjess, vero prete, disertore del plotone Blue e, segretamente, informatore della vendetta di Red. Ma anche la tenerezza di Gray, il suo ruolo di Cavaliere Pallido � macchiato da una certa ambiguit� e da una sospetta "onniscienza" ed "onnipresenza".

Mai sottovalutare una donna armata

(c) 2002-2006 Kenichi Muraeda

Mai sottovalutare una donna armata<br><i>(c) 2002-2006 Kenichi Muraeda</i>

Al tramonto ed all'Alba

Uno dei pregi di Muraeda � che certo non lesina sui personaggi, n� ne fa un uso poco accorto. Elencare tutti i personaggi che segnano il corso della storia, compresi soprattutto gli antagonisti, sarebbe lungo e tedioso. Anche gli eventi si susseguono in un crescendo esplosivo e gli scontri non avvengono solo nel pi� classico "mezzogiorno di fuoco" ma in ogni momento ed in ogni situazione. In un cottage abbandonato, in una fattoria sotto assedio, nel pieno centro di New York, a bordo di un treno o di un battello fluviale.
Ma la "cifra" pi� interessante di Muraeda, � che permea il genere con alcuni tratti tipici dell'epica guerriera, antica e moderna, delle sue origini. Potremmo, con un po' di presunzione ed un po' di ciarlataneria, parlare di Sushi Western.
Il carattere certo pi� appariscente di questa contaminazione � il fatto che ogni personaggio ha una sua "tecnica" particolare che spesso ricorre nei manga d'azione, in questo caso � "l'arma scelta" a sostituire l'antica arte marziale o la lama tramandata per generazioni. Cos�, mentre Red � l'unico a poter sparare con la gigantesca Smith&Wesson "Hate Song", pistola spropositatamente distruttiva, Iero
Ma la "cifra" pi� interessante di Muraeda, � che permea il genere con alcuni tratti tipici dell'epica guerriera, antica e moderna, delle sue origini. Potremmo, con un po' di presunzione ed un po' di ciarlataneria, parlare di Sushi Western.
fa piombare sui nemici i proiettili del suo antiquato fucile da distanze a malapena credibili, come fossero un castigo divino. Angie da parte sua, usa il piccolo revolver da difesa personale con una precisione che otterrebbe l'ammirazione del compare di Lupin, Jigen, e Gray rispetta il suo ruolo di "misterioso pistolero", arguto ed implacabile come il Franco Nero dei tempi migliori. Da parte loro, ma non mi soffermer� nell'elencarli, gli antagonisti non sono certo da meno in quanto a bizzarria nel caratterizzare il proprio agire.
Ma non � certo solo questo che ci spinge a parlare di "cifra" culturale.
C'�, infatti, una contrapposizione dominante in Red, che si sovrappone e giustifica la dualit� dei personaggi, i loro muoversi in bilico tra bene o male, il loro cedere alla violenza. E' la contrapposizione tra la "via del Guerriero", il Bushido, � la "via del Demone", o Kido. Lo scontro tra protagonisti ed antagonisti si muove anche su questo piano, cos� ci sono le struggenti lotte dei "caduti", coloro che non possono tornare indietro dopo aver intrapreso la via del demone, ed i tentativi di coloro che hanno abbandonata la via, primo tra tutti Iero, tentano disperatamente di riscattarsi, avendone ancora una possibilit�. C'� poi chi ha intrapreso con convinzione la via del demone e, anzi, ne sembra incarnazione e vate, come il misterioso Capitano Blue di cui per lunga parte del fumetto cogliamo soltanto la mascella e gli occhi, due fiamme malefiche. E c'� chi, come il protagonista, sembra intenzionato a seguirla, se questo potr� agevolare la vendetta.

Le sfumature del Samurai Iero Ito

(c) 2002-2006 Kenichi Muraeda

Le sfumature del Samurai Iero Ito<br><i>(c) 2002-2006 Kenichi Muraeda</i>

Il colore della violenza

Il tratto grafico di Muraeda rende giustizia a questa "discesa agli inferi", quando si abbandonano alla violenza, quando si confrontano con le armi spianate, spesso i protagonisti trasfigurano in figure demoniache ombreggiate da ampie chiazze d'inchiostro da cui appaiono solo occhi bianchi e denti digrignati. I proiettili sfigurano e devastano, le esplosioni smembrano, ma ci� nonostante i duellanti procedono gli uni contro gli altri apparentemente incuranti di ci�. A volte letteralmente volando, a volte avanzando a passo lento, come se stessero passeggiando in un parco. Se dobbiamo trovare altre citazioni filmiche, il loro agire pare ispirato a volte al John Woo di Hard Boiled, a volte al Kitano di Sonatine. La costruzione di tavola agevola queste percezioni, espandendosi in maniera innaturale quando occorre introdurre una percezione di "tempo sospeso" e poi ritornando a ritmi consueti o, addirittura, frenetici, quando l'immobilit� diventa azione concitata ed esplosiva.

Hasta luego!

Arrivati alle consuete battute finali, sembra quasi di scadere nell'ovviet� affermando che Red ci ha positivamente impressionato.
Tanto per la sua costruzione coerente, quanto per il rigoroso rispetto delle convenzioni di genere che, infine, si traduce in momenti epici che appassionano. Anche grazie, quasi si dimenticava di menzionarli, a dialoghi colorati a volte di epica ed a volte di sana ciarlataneria.
Ci sono, ovviamente, imperfezioni ed errori. A volte gli eventi narrati in qualche modo si contraddicono, a volte il rappresentato � pesantemente implausibile ma, in qualche modo, il lettore si sente a tal punto ben trattato che � pi� che disposto ad accordare generose dosi di "volontaria sospensione d'incredulit�"

RED - Living on the edge di Kenichi Muraeda (testi e disegni)
Star Comics, 182 pag circa, b/n e colore - 4,20 euro