Comic Cue in Francia

la versione edita da Dargaud riunisce storie brevi e dossier sulla cultura giapponese
Recensione di  |   | manga/

Comic Cue in Francia
Comic Cue

Comic Cue in Francia

Articolo

Recensione

Intervista

Kana, label manga di Dargaud, ha deciso di adattare in francese la rivista Comic Cue.

Questo magazine, appuntamento annuale in Giappone, � ormai arrivato al numero 10 ed � un vero e proprio laboratorio creativo, che permette la scoperta di nuovi talenti e l'espressione di artisti molto differenti. Il primo numero francese - 224 pagine- � dedicato al tema dei bambini, e si sa gi� che il prossimo sar� incentrato sul cibo. La scelta tematica si � imposta nella rivista originale gi� a partire dal numero 2: non potendo ospitare serie lunghe data la cadenza annuale, si � optato per una concentrazione intorno ad un solo argomento per volta, per creare un minimo di coesione.

La copertina � stata realizzata da Junko Mizuno, che cosi la spiega:

Una ragazza insegna a dei bambini che il manga � una cosa molto divertente. Loro la ascoltano attenti. Spero che anche voi lettori apprezzerete il manga.

La copertina del numero 1

(c) Junko Mizuno-Dargaud

La copertina del numero 1<br><i>(c) Junko Mizuno-Dargaud</i>

Il modulo francese � arricchito da dossier sui codici culturali ed artistici impiegati nel manga, da articoli su librerie, bus fluviali e tendenze in Giappone, ad interviste con professionisti del fumetto.

Particolarmente interessante quella con il redattore capo attuale di Comic Cue, Koji Katada, che definisce la sua rivista "un divertissement pop e lussuoso", non destinata certo al grande pubblico (basta buttare un occhio ai grafismi�) ma nemmeno underground; in ogni caso, divertente nell'accezione di sorprendente e inabituale. Bisogna ammettere che percorrere queste 200 pagine fa soffiare un vento nuovo sul concetto di manga, ma i comuni mortali ne resteranno piuttosto stupiti; tanto vale dire subito che Katada mira ad un pubblico hype e piuttosto elitario.

In giro per la rete


Dargaud
sito ufficiale della casa editrice (in francese)
Kana
sito ufficiale dell'etichetta Kana (in francese) Le dichiarazioni di Katada sono affiancate a quelle di Hisashi Eguchi, fondatore della rivista nel 1994. Desideroso di uscire dagli schemi e di lasciare esprimere gli artisti senza doverli incanalare in formule fisse gi� costituite, Eguchi pubblica questa - per l'epoca - specie di alieno dove appaiono contemporaneamente nomi noti come Katsuhiro Otomo e perfetti sconosciuti. Dal numero 4 il redattore si dimette, per continuare ad essere solo un autore all'interno della sua "creatura". Con una punta critica e nostalgica, conclude affermando che oggi ci sono troppi autori che pubblicano nella rivista avendo uno stile marcatamente Comic Cue: � cosciente che il manga � cambiato in questi 10 anni, ma vorrebbe vedere ancora grafismi pi� variati.

Conclude questo numero un articolo piuttosto sorprendente di Shima Kadokura, che analizza il "boom del manga"� in Giappone! Pare infatti che, proprio in seguito all'esplosione dell'interesse sviluppatasi negli ultimi anni in Europa, il governo giapponese abbia riconosciuto al fumetto e ai cartoni animati uno statuto culturale (oltre che un'industria d'esportazione ovviamente�).

Alcune universit�, come quelle di Kyoto e Osaka, hanno creato dei dipartimenti specifici, con professori come Go Nagai o Ryoichi Ikegami; a Tokyo � stata creata una sessione di formazione per diventare produttore sul mercato internazionale, gestita dai protagonisti di successi come Ghost in the Shell, Akira e Slam Dunk.

Kadokura conclude con un bilancio, rivelando nientemeno che una crisi dell'ambiente professionale del manga interna all'arcipelago, augurandosi che questo interesse culturale giapponese e economico europeo permetta al sistema fumettistico di risollevarsi e far emergere di nuovo un manga di qualit�.

Comic Cue 2 e 9
le cover dei due volumi dell'edizione giapponese

(c) aventi diritto

Comic Cue 2 e 9<br>le cover dei due volumi dell'edizione giapponese<br><i>(c) aventi diritto</i>

uBC l'ha contattata in Giappone, per farsi dare il polso della situazione. L'elemento pi� preoccupante sembra risultare l'incapacit� di conquistare nuove fette di mercato. I pi� giovani non leggono manga, e se lo fanno al massimo � attraverso il telefono cellulare o il computer. Basta gettare un occhio ai propri vicini di treno a Tokyo e dintorni per rendersene conto. La generazione manga � cresciuta, oggi ha 30 anni; i lettori giovani o giovanissimi, a parte titoli come Naruto o One Piece, non approdano al fumetto cartaceo, e preferiscono la tecnologia e i giochi ad esso collegata.

L'editoria fumettistica giapponese si trova cos� nel paradosso di registrare le cifre pi� elevate al mondo, ma di avere gi� in s� i germi di un arresto, non riuscendo pi� a conquistare all'interno del proprio Paese dei nuovi lettori.

(uBC ringrazia Misato Raillard e il gruppo Kotori Blu per la traduzione dal giapponese)

Vedere anche...

Articolo

Recensione

Intervista