To Love Ru

ancora fidanzatine dallo spazio
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To Love Ru
To Love Ru
Abbiamo il giovane liceale di belle speranze e di problematica timidezza verso il gentil sesso: Rito Yuki.
Abbiamo la bella compagna di classe a cui il protagonista cerca inutilmente di dichiararsi: Haruna Sairenji.
Abbiamo la giovane scapestrata aliena, ereditiera di intere galassie, poco intenzionata ad adempiere al suo regale dovere e sposare uno tra i tanti pretendenti per garantire la continuità dell'impero spaziale: Lala.
Abbiamo la mascotte comica, la fida guardia del corpo, l'Imperatore della Galassia e la minacciosa sfilza di pretendenti al trono.
Abbiamo, insomma, tutti gli ingredienti per iniziare, ora aggiungiamo un po' di equivoci e fraintendimenti, scaldiamo con un colpo di fulmine inaspettato della capricciosa aliena verso il protagonista, uniamo il tutto alla minaccia del padre di lei di cancellare il protagonista e la Terra intera dall'esistenza se si lascerà portare via Lala, speziamo con abbondanti dosi di nudi femminili.
Ecco, To Love Ru è servito.

Se però dobbiamo valutare il gusto del nuovo piatto, pardon, manga servitoci da Star Comics, ammettiamo che al primo assaggio ci pare un po' sciapo.
Dipenderà dal fatto che, fin dai tempi di Uruseyatsura (Lamù) siamo stati abituati a principesse aliene capricciose e protagonisti maschili inizialmente ben poco interessati al dono dal cielo ricevuto, che di triangoli lui-lei-l'altra che promettono di divenire poi quartetti ne vediamo dai tempi di Video Girl Ai, per non parlare di tutti quelli che rapidamente si espandono alle dimensioni di un'intera orchestra (viene alla mente Love Hina), ma il sospetto è che il lettore medio ormai troverebbe più appassionante una storia di una coppia di fidanzati dalla nascita che non questi improbabili miscugli.

Il triangolo no!!
Lala, Yuki, Haruna ed il classico equivoco (Senso di lettura giapponese)

(c) 2010 Star Comics

Il triangolo no!!<br>Lala, Yuki, Haruna ed il classico equivoco (Senso di lettura giapponese)<br><i>(c) 2010 Star Comics</i>

Non ci stanchiamo mai di sottolineare che un soggetto banale non significa necessariamente una sceneggiatura banale ma certamente questo primo volume non ci aiuta ad uscire dallo stereotipo: le situazioni scritte da Saki Hasemi si susseguono senza una reale soluzione di continuità, vengono scarsamente approfondite e troppo spesso interrotte o con siparietti comici o con fan-services tanto spinti quanto fini a sè stessi. Al termine di tutti i dialoghi e di tutti gli scambi di battute ci resta proprio poco dei protagonisti.
Il disegno da parte sua si adegua ma non brilla certo. Il tratto è moderno, artigianalmente valido, accattivante e denso di linee dolci, dai visi dei protagonisti alle loro anatomie. I retini sono dati con l'abbondanza che ci si aspetta da un manga dinamico, le tavole costruite con attenzione. Ma niente di più. Purtroppo, questo eccesso di "artigianalità" di Kentaro Yabuki lo avevamo già rilevato nella sua precedente opera Black Cat e, sebbene possiamo complimentarci per evidenti miglioramenti nel tratto, non sembra che sia stato superato.

Insomma, il primo volume di To Love Ru non sembra sufficiente a "fidelizzare" il lettore: manca di quella scintilla che accende l'interesse e non saranno certo i fan-service anche molto espliciti a sopperire. D'altro canto dobbiamo ricordare che sono molti i fumetti i cui esordi insoddisfacenti sono stati compensati da una grandiosa e trionfale prosecuzione... anche nel campo abbastanza complicato degli "Harem Manga".
Se poi aggiungiamo il fatto che la Star Comics ha intelligentemente pensato di cogliere l'attenzione dei lettori con un'offerta lancio (il primo volume al prezzo di 1.90 euro invece che al prezzo di copertina) per un periodo limitato di tempo, ci sentiamo comunque di suggerire ai curiosi di acquistare il volume e farsi una propria idea. To love Ru - Trouble di Saki Hasemi (testi) e Kentaro Yabuki (disegni) - 200 pagine b/n - volume brossurato - Star Comics - 4,20€