Leviathan

quando il mondo è già finito
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Leviathan
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Leviathan

Per quanto non si tratti di una stella di prima grandezza, il nome di Yu Kinutani non mancherà di far suonare un campanello nella memoria dei più voraci lettori di manga.
Già presentato in Italia dalla Planet Manga con il confusionario Angel Arm e con il più organico White Dragon, questo autore ora ritorna al pubblico nostrano con un nuovo fumetto, Leviathan ed un altro editore, la casa editrice nipponica D/Books.

A che ora era la fine del mondo?

Alle soglie del nuovo millenio, una squadra ONU composta da cinque membri di ambo i sessi e di nazionalità differente venne data per dispersa. Dopo due anni uno di loro fece ritorno.

Così apre la sua opera questo autore dall'indubbio gusto per il grottesco, qui accompagnato ai testi da Eiji Ohtsuka, già autore di MPD Psicho.
Il superstite di questa squadra diplomatica ONU, che si presenta sotto il nome del giapponese Kohei Samizo è, in realtà, TUTTA la squadra di cinque persone. Il suo corpo è, infatti, grazie ad uno strambo e misterioso incantesimo alchemico, un collage di tutti i membri: due braccia differenti (uno femminile ed uno di un uomo di colore), due occhi differenti, testa ed orecchie di donna, volto asiatico, corpo e gambe di un caucasico.
Certo, nel variegato mondo del manga, si sono viste cose ben più bizzarre, ma tutto questo il lettore lo ha noto fin dall'inizio. Quello che invece va ad assistere è il ritorno di questo "monstrum" in Giappone dove con la fidanzata (per un quinto) Satsuki e la Dottoressa Nanayama, cieca ed invalida, si troverà ad investigare su homuncoli che animano segretari ministeriali e chirurghi di fama per creare "uomini speculari", immigrati clandestini che tramite chirurgia ed alchimia si fanno impiantare dei cancri per produrre organi freschi da trapianto, comunità di profughi in cui nascono bambini trattati come demoni.
Il tutto mentre il flemmatico protagonista, con la sua aria da maschera tragica e sarcastica (Pierrot o Arlecchino?) continua a ripetere: "Certo, perchè qui siamo nell'unico posto che la fine del mondo ha risparmiato".

Dirottati i cavalieri dell'Apocalisse

Ma scendere nei dettagli della trama è, oltre che scortese verso il pubblico, anche inutile. Chi ha già letto le precedenti opere di Kinutani ha ben presente il suo gusto per il grottesco e l'abnorme ed è poco ma sicuro che Ohtsuka sia autore più che adeguato a fornirgliene in abbondanza. Più che altro, il tocco che a Leviathan maggiormente conferisce interesse è la naturalezza con cui tanta "surrealtà" viene accolta.
Tutto il "mondo" sembra infatti dividersi tra una massa di persone che continuano a vivere ignorandone felicemente il reale volto ed una ben vasta minoranza di "informati" che traggono profitto dalla commistione tra realtà "scientifica" e realtà "alchemica". In mezzo ai due mondi cade Satsuki, che con il suo ruolo di ex-volontaria medica ONU addestrata al combattimento, tirocinante chirurga ed entrainouse part-time (per arrotondare) è la persona più "normale" da candidare al ruolo di "punto di vista" del lettore.

Per trovare il terminde di paragone ad una realtà tanto bivalente bisogna probabilmente andare a Sandman piuttosto che Hellblazer. Con la differenza che, in Leviathan, coloro che "sanno" sembrano essere, davvero, MOLTI di più rispetto ai già molti "illuminati" dei mondi immaginari targati Vertigo.
In questo panorama, il ruolo del protagonista non è chiaro. Egli sembra essere quello che pone fine a molte cose, di sè dice di essere arrivato ad annunciare "La fine del mondo" e, non a caso, viene indicato come il "Leviatano". Eppure, in questa missione apocalittica, non sembra metterci molta passione o interesse. Forse, alla fine, il suo compito è proprio solo annunciare ed osservare.

Rappresentare il Leviatano

Al pari della scrittura di Ohtsuka possiamo affermare che il tratto grafico Kinutani ha fatto molti passi avanti rispetto esordi e, del resto, il lettore può farsene agevolmente un'idea confrontando i due episodi "regolari" del primo volume con l'episodio "pilota" pubblicato in appendice.
Le anatomie sgraziate di Angel Arm, le durezze del tratto, le sporcature nella costruzione di tavola sono un ricordo del passato. Di poco precedente a White Dragon, in Leviathan il duetto tra testo e disegno procede su ritmi di completa maturità. I personaggi sono estremamente caratterizzati e le anatomie permettono di isolarli gli uni dagli altri come unici. Su di tutti spicca, ovviamente, il protagonista che, con la sua mostruosità celata eppure esibita risulta affascinante quanto un vampiro od un clown da favola horror (pur essendo un personagio positivo). La costruzione delle scene, la rappresentazione dei dialoghi, non lascia praticamente nulla al caso: inquadratura e sequenza narrano esattamente tutto quello che il lettore deve sapere.

Fine del Mondo in Mondovisione

Come per molti manga che siamo stati letteralmente "trascinati" a recensire, anche per questo Leviathan il giudizio è ampiamente positivo.
Gli amanti del manga "ambiguo" e "pensato" non potranno che apprezzare un'opera che, mescolando intrighi politici ed alchimia non disdegna di dare una rappresentazione anche cronistica di gravi problemi contemporanei come i profughi di guerra e le persone costrette a migrare e a vendersi nelle maniere più improbabili per sopravvivere. Nè, ovviamente, potrà dispiacere che a rappresentare tutto ciò abbiamo un solido ed originale tratto di disegno.
Se proprio dobbiamo trovare un difetto in quest'opera, questo stà nelle perplessità che abbiamo avuto di fronte ad una casa editrice straniera che pubblica per l'Italia facendo stampare nella lontana Taipei volumetti di pregio con sovracopertina.
Ci si perdonino i facili "conti in tasca", ma avremmo preferito che per 7,10 euro fosse stata una tipografia italiana a terminare il lavoro di adattamento, fatto da una redazione italiana per una pubblicazione in Italia.

Leviathan di Yu Kinutani (disegni)
e Eiji Ohtsuka (testi)
D\Books, 200 pag circa, b/n - 7,10 euro