Escapology

ovvero come inciampare nella noia raccontando un'avventura "evasiva"
Recensione di  |   | martinmystere/

Escapology
Martin Myst�re 285 "Grande Houdini, Il"

Scheda IT-MM-285

Prosegue ad un livello non certo d'eccellenza il "nuovo corso" intrapreso da Bonelli per il BVZM, presentando in questo albo una storia, seppur coerente con l'universo e la continuity del Detective dall'Impossibile e migliore di quelle narrata nell'albo precedente, "azzoppata" da una eccesiva verbosit� a discapito dell'azione e da un fondo di noia che la pervade eccessivamente.

Houdini � utilizzato soltanto in funzione di raccordo tra le vicende che conseguono alla volont� di Saint Germain
Come per "il Pavone dell'Imperatore", anche qui il protagonista annunciato nel titolo fa quasi da sfondo in un'avventura del quale il reale protagonista � quel Conte di Saint Germain, figura leggendaria di alchimista e di immortale, che qui consente, per lo meno, a Martin di ripresentare una delle tematiche a lui pi� care, quella del libero arbitrio contrapposto alle intenzioni pi� o meno benevole di individui o sette pi� o meno "illuminati" che vorrebero ripristinare forzosamente il Paradiso Terrestre.
La figura di Harry Houdini, dicevamo, sembra avere qui solo la funzione di chaperon per il vero protagonista, utilizzato com'� stato soltanto in funzione di raccordo, in un certo senso, tra le vicende che conseguono alla volont� di Saint Germain di "migliorare" la nostra cara, vecchia Terra. I mysteri relativi ad Houdini non sono cos� essenziali all'economia della storia come il titolo farebbe pensare, ma avrebbero potuto certamente esserlo, visto il peso anche mediatico (come ampiamente ricordato nei redazionali) di un personaggio cos� larger than life come il grande illusionista. Si � scelto, invece, di farlo agire soltanto come deus ex machina della vicenda, fornendo ad Altrove il diario che serve da tramite a Saint Germain per rientrare in contatto con il suo vecchio (mai termine fu pi� appropriato) amico Aldous Morrigan, tralasciando completamente vicende e lati "oscuri" della sua vicenda storica che ben si sarebbero prestati ad un suo ruolo di protagonista mysterioso.

Se al didascalismo sull'illusionista aggiungiamo la nota stonata rappresentata dalla totale inutilit� dell'iniziazione ottenuta, al pari Saint Germain, ad Agarthi da Martin, che ha bisogno del "fantasma" di Houdini per trovare la via d'uscita dal suo problema di immobilit� o dall'ininfluente presenza di Java, ricaviamo dalla lettura una sensazione che non � certo di soddisfazione. Una storia faticosa e affaticata a causa delle lunghe spiegazioni (certamente fonte di arricchimento culturale per chi legge...) che assestano un colpo mortale al pathos, e che viene condotta ad un finale frettoloso e poco incisivo in cui si "salva" solo il riferimento alla tematica del libero arbitrio di cui si scriveva precedentemente. Ma non � abbastanza, purtroppo, vista anche la prova non certo eccelsa del disegnatore (vedere le note nella scheda dell'albo), che attenua almeno in parte, a parere di chi scrive, la delusione provata nel vedere volti che cambiano da una vignetta all'altra, posture poco realistiche e geometrie non proprio appartenenti a questa realt� solo grazie ad alcune sequenze abbastanza suggestive ed incisive, come quella del trasferimento di Castelli ad Agarthi, quella del "combattimento di laurea" di Castelli contro il suo maestro (anche se � poco chiaro perch� i due si siano combattuti evocando unicamente mostri e demoni...) o quella contenuta nelle tavole iniziali dell'albo, con l'annichilimento di Saint Germain disgustato dal risultato dei suoi sforzi.

Speriamo sia chiaro, e che lo sia sempre e comunque, che l'amarezza nei giudizi di chi scrive � frutto dell'amore per il personaggio, e che non suoni come uno sberleffo l'augurio di lunga vita a Martin Myst�re. Martin Myst�re n.285 - Il grande Houdini Giugno 2006 - Testi di Castelli; Disegni di Ongaro - Sergio Bonelli editore - 16 x 21 cm, brossurato, B/N, 154 pagine - 4,40 � - bimestrale

Vedere anche...

Scheda IT-MM-285