Una storia sbagliata

� l'Amore, la chiave
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Una storia sbagliata
Martin Myst�re G12 "Dieci piaghe, Le"

Scheda IT-MM-G12

Una storia sbagliata. E' quella di Isaac e Jonah. E' quella di una citt� che � sempre meno a misura d'uomo. E' quella di esseri umani che riescono ad esprimere solo crudelt� verso i loro simili. E' quella di un Martin Myst�re sempre pi� uomo comune e sempre meno Detective dell'Impossibile.

In questa seconda "tappa" della sua "trilogia" (anche l'albo della Serie Regolare ancora in edicola ed il prossimo porteranno la sua firma ai testi) Morales prosegue con coerenza la sua strada e con costanza persegue la sua visione di un Martin poco personaggio e molto persona, presentandoci in questo albo una storia densa e veritiera che sempre meno ha di che spartire con la consueta produzione del BVZM.

Ci riesce partendo da un soggetto che avrebbe tutte le potenzialit� per rientrare nelle avventure pi� classiche di Martin che viene condotto con mano felice, e sta forse qui la bravura, verso una "normalit�" assai poco fumettistica e assai poco avventurosa ma molto, con i dovuti distinguo, giornalistica.

Sarah Hoeg

(c) 2007 SBE

Sarah Hoeg<br><i>(c) 2007 SBE</i>
L'impressione ricavata dalla lettura, infatti, � molto pi� vicina a quella provata assistendo ad un servizio giornalistico televisivo o a un documentario storico che a quella che si ricava dalla letteratura d'avventura e d'evasione. Le tematiche trattate, sia pure in un contesto esasperato (e inevitabile) di fantasia, sono tra le pi� scottanti della nostra societ�, con l'attualizzazione delle bibliche piaghe d'Egitto operata con l'ingegneria genetica ed una pesante, per quanto velata, critica alla progressiva disumanizzazione dei rapporti interpersonali nella nostra opulenta societ� moderna.

Per fortuna dell'autore, e di noi lettori, Martin vive a New York, la Gomorra dell'Occidente odierno, per cui � stato facile (relativamente, certo) infliggere credibilmente alla citt� il "castigo" di una mente geniale e malata (non riusciamo proprio ad immaginare una situazione simile ambientata, senza perdere in credibilit�, ad esempio a Roma, Milano o Madrid...).

Il dramma di Isaac

(c) 2007 SBE

Il dramma di Isaac<br><i>(c) 2007 SBE</i>
Ed � questo il set ideale in cui mettere in scena una storia di amore, odio, frustrazione e ossessione degna di un dramma scespiriano con personaggi che escono dal racconto tanto sono ben concepiti e mossi nella vicenda: due gemelli, uno dei quali segregato a causa di un'orrenda malattia e l'altro portato a porre termine alla sua vita dalla crudelt� di persone superficiali, che uccidono un padre dispotico e ossessivo e sommano questo rimorso alle loro ossessioni (mirabile � la sintesi del carattere di Jonah mostrata dalla scrittura fitta, indecifrabile e "malata" del suo diario); la giovane e geniale dottoressa che si � emancipata da un destino di povert� e mancanza di decoro con la sua costanza, la stessa che mostra nel voler portare avanti da sola la sua gravidanza, senza perdere un briciolo della sua umanit� e dei suoi sentimenti; il sindaco, preoccupato pi� dell'immagine della citt� che della salute, e della vita, dei suoi cittadini che inveisce contro il giornalista che mostra in TV il degrado del quartiere dove vivevano i Newton e Sarah.

Martin Newton

(c) 2007 SBE

Martin Newton<br><i>(c) 2007 SBE</i>
Grande raccontatore di persone, Morales, e grande tessitore di trame in cui inserire i suoi vividi personaggi. Trame drammatiche, ma legate strettamente alla realt�. Trame intrise di realismo, ma piene di immaginazione. Trame perfette che si muovono con la precisione di un orologio svizzero, che purtroppo soffrono l'inadeguatezza del disegno di Orlandi, che si dimostra non all'altezza n� della qualit� della storia, n� del formato del Gigante con personaggi disegnati in maniera troppo "personale" rispetto al canone mysteriano (uno su tutti un irriconoscibile Travis, trasformato nel Dottor Strange marvelliano) con gravi cadute rappresentate dalla frequente deformazione di molti volti tra una inquadratura e l'altra. Nonostante questo (piccolo) intoppo, comunque, la narrazione prosegue spedita e sicura verso il finale.

Un finale che, come nella consuetudine "moralesiana", non � lieto o consolatorio. Il geniale folle � morto, la Citt� (metafora, forse, dell'intera umanit�) � al sicuro dalla terribile minaccia. Ma non certo da se stessa, dai propri vizi, dalle proprie meschinit�.

Le dieci piaghe - Martin Myst�re Gigante n.12, di Paolo Morales (testi), Alfredo Orlandi (disegni)
Marzo 2007, annuale - Sergio Bonelli editore


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