Mister No e il Sertão


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Il Sertão di Mister No: le storie degli anni '90 e duemila

La storia dell'Almanacco Avventura del 1994 ("Capitan Vendetta") rappresenta nella serie l'unica incursione di uno degli autori più rappresentativi degli ultimi tempi in casa Bonelli, Mauro Boselli che, coadiuvato dall'eccellente Fabio Civitelli, si diverte a riproporre il tema dei cangaceiros, partendo dalle coordinate nolittiane, per esempio con i riferimenti a "L'ultimo Cangaceiro", e approfondendo la rappresentazione contraddittoria dei banditi brasiliani. Se ne "Il re del Sertão" non si riusciva a capire chi fosse realmente Lampião, il suo aiutante Labareda, protagonista di quest'avventura, è un traditore opportunista, pronto a uccidere il proprio figlio per difendere il proprio ruolo borghese usurpato. In effetti dopo lo Speciale n.3 è impossibile rappresentare il movimento dei cangaceiros in maniera esclusivamente positiva. Il Sertão di quest'avventura è quello isolato dei villaggi, pronti a essere messi a ferro e fuoco dai banditi, in una situazione che rimanda al far west nordamericano.

Con i numeri n.286-287 ("Le notti di Bahia") del 1999 anche l'erede designato di Nolitta, Luigi Mignacco - coadiuvato per l'occasione dal cubano Orestes Suarez e dal suo segno realistico e coinvolgente - si cimenta con una storia ambientata nel Sertão, costruendo una vicenda intricata, fondendo temi anticipati dallo stesso Nolitta, la capoeira, le rivolte popolari e le tentazioni indipendentiste, questa volta di stampo razziale, ispirandosi ad episodi storici del 1700 e recuperando alcuni personaggi, come la mitica Miranda e il simpatico taxista Getulio.

Il Sertão secondo Suarez
Mister No 286, pag.87

(c) 1999 Sergio Bonelli Editore

Il Sertão secondo Suarez<br>Mister No 286, pag.87<br><i>(c) 1999 Sergio Bonelli Editore</i>

Nel recente speciale n.18 ("Sangue sul Sertão"), tocca al curatore dell'ultimo periodo di Mister No, Michele Masiero, l'onore di ambientare nel Sertão un'avventura del pilota americano, insieme ai disegnatori veterani della serie, i fratelli Di Vitto. Masiero riesce nell'impresa di costruire una vicenda differente da quelle che l'hanno preceduta, mettendo in scena una faida familiare tra ricchi fazendeiros, che comunica perfettamente il senso di isolamento e l'impossibilità di sfuggire alla violenza che le difficili condizioni ambientali producono in chi nel Sertão ci abita.

Gli abitanti del Sertão

I personaggi delle varie storie si possono dividere in varie tipologie, che tendono negli anni a ripetersi. La palma del cattivo spetta generalmente al ricco possidente terriero: il colonnello Fonseca della prima storia, il pazzoide Guimarães de "Il Re del Sertão", omonimo del fazendeiro dell'ultimo speciale, e anche l'irresponsabile marito di Miranda, Lincoln Terreiro da Sousa de "Le notti di Bahia", fino a giungere al diabolico Labareda di "Capitan Vendetta".
Miranda Cordeiro ha solitamente il ruolo della fanciulla da salvare, quando non è lei stessa a mettere nei pasticci volontariamente il povero Mister No, sempre molto indulgente di fronte all'avvenenza della giovane. In sua assenza, il suo ruolo è stato ereditato dalla bella Luz nell'Almanacco del '94, mentre di una figura femminile più presente si è sentita la mancanza nell'ultimo speciale.
Anche tra i cangaceiros è possibile individuare delle figure ben distinte: Capitão Corisco e Capitão Vingança ne rappresentano la parte più pura, che si schiera al fianco dei diseredati, mentre Zè Baiano e Azulão, loro rivali nel comando, sembrano aver deciso di aderire alla cangaça esclusivamente per poter soddisfare i propri impulsi ribelli, e la loro figura ha il compito probabilmente di esemplificare le contraddizioni all'interno del movimento.

Capitão Corisco
Mister No n.4 pag.90, disegni di Franco Bignotti

(c) 1975 Sergio Bonelli Editore

Capitão Corisco <br>Mister No n.4 pag.90, disegni di Franco Bignotti<br><i>(c) 1975 Sergio Bonelli Editore</i>

Continuità e differenze

Analizzando le storie nel loro complesso si nota come ci sia una certa continuità nelle vicende ambientate nel Sertão: in quasi tutti i soggetti la base di partenza è costituita da avvenimenti storici: i cangaceiros, il messianesimo dell'800, addirittura le rivolte razziali del XVIII secolo, e i vari personaggi tendono come già detto ad interpretare delle "maschere" fisse.
Queste continuità non pregiudicano il fatto che con il trascorrere degli anni la serie progredisca, con trame che si infittiscono progressivamente, e il dato più lampante è forse il fatto che diventa sempre più difficile distinguere tra i personaggi positivi e quelli negativi. Nella prima storia i "cattivi" lo sono quasi a partire dal loro arrivo in scena, ma ben presto questo non accade più, e di questa tendenza l'apice è sicuramente "Il re del Sertão", con la sarabanda di ipotesi sull'eredità morale di Lampião. La stessa vicenda sceneggiata da Mignacco brulica di tradimenti e di personaggi che si rivelano differenti da quello che dicono di essere.
Da sottolineare in conclusione una riflessione: pur trattandosi di una delle ambientazioni presenti dai primi numeri della serie e le cui storie hanno riscosso un certo gradimento tra i lettori, il Sertão in realtà è stato utilizzato pochissimo dai vari sceneggiatori, solo in sei avventure in 33 anni di pubblicazioni, divenendo una location non sfruttata pienamente, con il rammarico del fatto che poteva costituire probabilmente un'alternativa alle consuete storie ambientate nella foresta amazzonica.