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" Gli uomini del blues"

TESTI
Michelangelo La Neve e Stefano Santarelli
DISEGNI
Lucio Leoni e Roberto Cardinale

Pagine correlate:

La sagra degli stereotipi
recensione di Martina Galea

Recentemente, (n.256) l'amico di letture Di Clemente aveva sospirato che difficilmente una storia del BVZM sarebbe potuta cadere più in basso... ora a noi tocca contraddirlo, visto che questi uomini del blues hanno davvero fatto toccare il fondo ad una testata dagli esiti recenti molto altalenanti.

Sono due gli aspetti che maggiormente sconcertano: da un lato, la sceneggiatura, che infarcisce gli albi di dialoghi degni del peggior film western; dall'altro, l'ambientazione della storia. Per quanto il Ku Klux Klan sia una realtà scottante ed estremamente viva nella memoria degli USA, è davvero difficile accettare una simile accozzaglia di luoghi comuni, dallo sceriffo malato di potere, al nipote idiota, al giovane assetato di sangue, ai neri buoni e perseguitati, al paesino sperduto nel nulla, con tanto di centralinista! (SIC!)

"...questi uomini del blues hanno davvero fatto toccare il fondo ad una testata dagli esiti recenti molto altalenanti."
   
La Neve e Santarelli non sono certo due novellini: il primo ha realizzato parecchi albi del BVZM, un paio di Dylan Dog, e ha collaborato alla sceneggiatura del n.13 di Julia, mentre il secondo ha è soggettista e sceneggiatore storico del BVZM. Insieme avevano già realizzato, ad esempio, il n.239 della serie (anch'esso, in realtà, poco convincente). Il messaggio che i due vogliono lanciare è positivo e forte, ma è assolutamente inadeguato il modo attraverso cui lo fanno. Martin si riduce ad una trottola in giro per il Missisippi alla ricerca di qualcosa di estremamente vitale per il mondo intero (e quando mai?!). Java è un ridicolo saltimbanco che sta al gioco dei bluesmen. Big Bill Flowers è addirittura farsesco nel suo essere così stereotipato, così come i cattivi di turno, feroci e quanto mai imbranati. Il Missisippi diventa luogo di selvagge cacce all'uomo, New York una città sull'orlo di una guerra civile, l'FBI un giocattolo al servizio di Travis e Martin.

I dialoghi, poi, sono al limite del ridicolo: a parte il fastidioso biondino con cui Big Bill continua a chiamare Martin, a parte il capo senza nome, a parte le continue e ripetute minaccie di morte di chiunque verso chiunque...a parte tutto ciò, ancora sopportabile, lo scambio più offensivo per il lettore è quello tra Martin e il motociclista, che va necessariamente riportato e commentato:

Martin: Mi chiamo Martin Mystere, e devo aiutare due amici che si trovano in pericolo...
Motociclista: Mystere...ehi, non sei tu quello della televisione?...
Martin: Si...ma adesso ho bisogno della tua moto...

Primo grande interrogativo del lettore, che si chiede quand'è che il BVZM si è trasformato in un mezz'eroe da telefilm che, educatamente, pretende le moto altrui... e soprattutto ha la sorte di incontrare l'unico motociclista tonto (come si dimostrerà tra poco) di tutta la città!

Motociclista: Voi della TV guadagnate un mucchio di soldi! Fammi un'offerta che non posso rifiutare e la moto è tua, fratello!

Improvvisa ramanzina del motociclista contro lo star system: se fosse un giovane coerente, andrebbe via sgommando, e invece, da bravo figlio della new economy, inizia improvvisamente a trattare la vendita della sua moto (che probabilmente è anche la sua unica proprietà, quindi non si capisce il perchè dovrebbe separarsene).

Martin: Purtroppo non ho soldi con me, e neppure la carta di credito... ti prego... come di suol dire, "è una questione di vita o di morte!"...

Il BVZM, d'altra parte, insiste nel suo mieloso tentativo di rubare una moto, sempre educatamente per altro. Non è chiaro cosa sarebbe successo se Martin avesse avuto la carta di credito: sarebbe corso a prelevare? L'avrebbe data al ragazzo? Il ragazzo avrebbe tirato fuori un lettore POS e avrebbero concluso la transazione con tanto di ricevuta? ;-)

Motociclista: Mmm... il tuo orologio deve valere parecchi quattrini... farà un bell'effetto sulle ragazze, non so se mi spiego...

Qui, la dimostrazione che il motociclista è, poveretto lui, un pò indietro: difatti, è risaputo che un orologio colpisce le ragazze molto di più di un centauro in sella ad una moto. ;-) E soprattutto, un orologio, per quanto Rolex o Cartier, varrà mai quanto una moto?

Martin: Uh...e va bene!... ti avverto che non ha mai funzionato in quel senso... forse tu avrai maggiore fortuna!...

Il BVZM, non meno ridicolo del giovane, conclude con una battuta simpatica, un pò seccato dal doversi separare da un oggetto che varrà, si e no, un decimo della moto, senza per altro far notare al giovane la truffa di cui è vittima. Ma, come si suol dire, è questione di vita e di morte! Ultimo dubbio del lettore: perchè ogni...battuta...è seguita... da... i tre puntini di sospensione? Per aumentare il pathos del dialogo, forse?

 
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Ciaff!
Disegno di Leoni e Cardinale
(c) 2004 SBE

 
   

Il nostro commento, unito ad un pizzico di giocosa cattiveria, mostra l'assoluta mancanza di profondità e intelligenza nei dialoghi: questo tra Martin e il ragazzo è solo uno dei tanti. In realtà l'intero albo è infarcito di superficialità (vedi anche nella scheda le incongruenze presenti). Purtroppo, questa caduta di stile rovina un albo la cui storia potrebbe essere una fonte ricca di spunti: il blues è un argomento affascinante, e per un antropologo come il BVZM c'è materiale in abbondanza di cui discutere. Inoltre, anche la velata malinconia che traspare dalla storia potrebbe essere meglio sfruttata, e invece viene ridicolizzata dalla sceneggiatura.

I disegni sono l'unica parte che merita la sufficienza, anche se la presenza di quattro mani all'opera si nota eccessivamente nei repentini cambi di stile di alcune vignette. Tuttavia, non è certo colpa di Leoni e Cardinale (esordiente in Bonelli) se la storia non funziona affatto e si rivela un tonfo spaventoso.

"...è da qualche mese che le storie in edicola sono decisamente sottotono e inadeguate agli storici standard a cui siamo abituati."
   
E' con rammarico che stronchiamo così duramente un albo del caro BVZM, tuttavia è da qualche mese che le storie in edicola sono decisamente sottotono e inadeguate agli storici standard a cui siamo abituati. Speriamo in una pronta ripresa della testata... e concludiamo con i puntini di sospensione per lasciare un pò di pathos... ;-)
 
 


 
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