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La testata dedicata al caro, vecchio Martin non ha certo attraversato un ottimo periodo di forma, di recente: storie fiacche, un inizio di declino anche per questa collana storica, recensioni spesso poco lusinghiere, tutti elementi che hanno portato Alfredo Castelli e l'intera redazione a cambiare periodicità: dal prossimo numero il BVZM diventa bimestrale, sperando in questo modo di garantire storie migliori e di riconquistare la fiducia dei suoi lettori.
"..nel complesso, quindi, un'ottima storia..."
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Ma... c'è sempre un ma... in questa fase di stanca della testata c'è un nome che spicca, un autore che è sempre capace di realizzare storie avvicenti e che fanno discutere. Paola Barbato lo fa spesso con Dylan Dog, mentre qui il rinnovatore, colui che cambia le carte in tavola di un personaggio ventennale come Martin è Paolo Morales. Un esempio? Basti ricordare il recente gigante, ("L'angelo del male", G10), capace di suscitare non pochi clamori per l'amarezza dei contenuti e per l'estrema umanità e fallacità attribuita al nostro BVZM.
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Leni e Loretta, disegno di Fabio Grimaldi
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Con questa doppia storia Morales non raggiunge l'acme toccato nel gigante, tuttavia tocca ancora una volta tematiche a lui care: l'impotenza dell'uomo comune davanti ai misteriosi potenti che controllano il mondo, l'avidità generata dal consumismo, le speculazioni, il tutto meno politicizzato ma altrettanto presente e irritante. Irritante a tal punto che chi scrive fino alla fine ha avuto il dubbio: "Martin ce la farà a sconfiggere i cattivi, oppure lo status quo resterà inalterato?"
Morales, senza troppi falsi moralismi, ci risponde "ni": "no" perchè la bocca di Martin viene bruscamente chiusa, impedendo che la verità venga a galla, dato che contro i potenti ogni battaglia è persa in partenza; eppure "si", perchè Loretta e David riescono a sopravvivere ma soprattutto ad iniziare a vivere un'esistenza normale e felice, un quadratino d'aria pura, come la definisce lo stesso BVZM.
Ed è proprio qui la bravura di Morales, nel saper bilanciare il politico con l'umano, il palesemente irreale del fumetto con l'amara verità, l'azione con la riflessione, anche se quel che ne risulta forse non è il Martin Mystere/Indiana Jones degli esordi ma una sua innovazione moderna e disincantata.
Piace? Non piace? Come sempre, dipende dalle aspettative che il lettore ha verso il personaggio: il collega Spitella ammette di averci messo 5 anni per iniziare ad amare il modo di scrivere di Morales, mentre chi scrive compra i suoi albi a scatola chiusa. Sicuramente è un BVZM alternativo e molto differente da quello castelliano, ma i due possono assolutamente convivere, specie ora che lo stesso Castelli promette più storie scritte da lui.
Per quanto riguarda i disegni, Fabio Grimaldi accompagna con la consueta abilità i testi di Morales, riuscendo ottimamente a definire, da un lato, le espressioni dei personaggi (la differenza tra la spaesata Loretta e la spietata Leni è evidente) e, dall'altro, le splendide scene di azione e lotta: si vedano le vignette qui riprodotte per notare la precisa costruzione delle scene:

Lo scontro tra Leni e Josef di Fabio Grimaldi
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Nel complesso, quindi, un'ottima storia, che sicuramente lascia un ricordo più che positivo dei ventanni di mensilità del BVZM, sperando che anche nel nuovo corso gli standard rimangano così alti.
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