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Aldilà, andata e ritorno
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"Bentornato, Mister Jinx!", strilla l'editoriale di Castelli all'Almanacco del mistero 2002. Un titolo che, se non fosse per l'appunto già stato usato da Castelli, avrei dato molto volentieri a questa recensione.
La serie di Martin Mystère è forse più nota, anche fra chi non la segue fedelmente, per i continui riferimenti alla civiltà scomparsa di Atlantide, per la presenza degli Uomini in nero e, malgrado recenti sviluppi, per la rivalità del protagonista con Orloff. Di storia in storia, Mister Jinx aveva però assunto sempre maggiore importanza. Presentato, nei dati che fornisce Travis nella prima storia, come una sorta di imbroglione di mezza tacca (chimico dilettante, abile nei giochi di prestigio...), Jinx non solo si era dimostrato, col tempo, un avversario temibile, ma aveva anche saputo esercitare un enorme fascino sui lettori. Non consente infatti Jinx, vero e proprio demone tentatore, di esaudire alcuni fra i più allettanti desideri impossibili? Rallentare lo scorrere del tempo per godere di "porzioni" di tempo aggiuntive ("Il fuoco che uccide" MM 46/48), trasferire la propria coscienza in un nuovo corpo ("I giorni dell'incubo" MM 62/64), dominare la propria attività onirica per poter così sognare ciò che si vuole ("La maledizione di Kunanjun" MM 106/108), rivivere i momenti più piacevoli della propria esistenza ("Memoria senza fine" MM 122)... Come si fa a non trovare Jinx maledettamente simpatico? E come si fa a non avere voglia di andare a complimentarsi di persona con Castelli per aver ideato un personaggio così geniale? :-)
Di colpo di genio in colpo di genio, Serra aveva poi finito con lo "scippare" a Castelli il personaggio per introdurlo nell'universo di Nathan Never. In "Fenice" NN 76/77 scoprivamo così un Jinx ormai "immortale" e talmente potente, grazie alle sue risorse, da poter figurare come nemico di primo piano anche per l'agente Alfa.
Con "Mister Jinx ritorna!" Castelli e Morales vincono la sfida, riuscendo non solo a stabilire una sorta di congiunzione fra il Jinx di "Memoria senza fine" e il Jinx di "Fenice", ma anche a proporre una storia godibilissima di per se stessa. Come qualunque lettore non occasionale della serie può capire dopo aver gettato uno sguardo alla copertina, Jinx riesce, in questa storia, a realizzare lo strumento che già Aldridge aveva cercato di far costruire a Martin ne "La vita segreta di Diana Lombard" MM 164/165, ovvero il mezzo col quale stabilire una via di comunicazione fra la Terra e quella sorta di limbo in cui le anime dei morti attendono di trasmigrare nel definitivo aldilà. Rivediamo così Aldridge stesso - un po' "assente" per sopraggiunta atarassia -, così come ritroviamo, inaspettatamente, Grigorij Efimovic, personaggio morto nel finale de "L'albero della vita" MM g5, al quale Jinx fa una delle sue allettanti proposte (tornare sulla Terra per vendicarsi di Mary Ann Ferguson). Tornano anche personaggi minori, come Molly, la cameriera di Jinx in "Memoria senza fine"; là figura assolutamente di secondo piano, qui cavia di una nuova invenzione di Jinx.
La prolungata assenza di Jinx dalla serie di Martin costringe gli sceneggiatori a parecchie forzature per poter giustificare un ritorno a distanza di circa 10 anni. Ad una lettura attenta, anche la storia in sé sembra avere qualche falla (cfr. la voce "incongruenze" della scheda). Castelli e Morales riescono però a farsi perdonare virando il tutto in chiave grottesca, malgrado gli avvenimenti raccontati siano, molto spesso, drammatici. Particolarmente azzeccata, da questo punto di vista, la scelta di Morales (non più come sceneggiatore, ma come disegnatore), di raffigurare le anime del limbo interdimensionale come vere e proprie caricature dei corrispettivi terreni (in "Diavoli dell'inferno" MM 153 e nel già citato "La vita segreta di Diana Lombard" queste essenze erano invece praticamente indistinguibili l'una dall'altra). Una caricatura per tutte? Quella, ovvio, dello stesso Jinx, alle pag.86-87.
Godibile, inoltre, la scelta di riprendere in chiave quasi parodistica alcuni elementi delle precendenti storie con Jinx. Si pensi, ad esempio, alla differenza fra il corpo in cui Martin si ritrovava ospitato ne "I giorni dell'incubo" e quello in cui si "reincarna", dopo l'escursione nell'aldilà, in questa storia: là il corpo di un barbone alcolizzato, qui quello della seducente Molly! :-)
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