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" L'uomo che raccontava storie"


Pagine correlate:

Continua la saga di Altrove, che questa volta si avvale dell'aiuto, nientepopodimenochè, di Samuel Longhorne Clemens.

BURP! ! !
recensione di Marco Spitella



TESTI
Sog. e Sce. Alfredo Castelli    

Solito discorso (almeno per chi scrive) sui soggetti: è ancora possibile trovare qualcosa di talmente originale da assurgere all'empireo del "7" in termine di soggetto? Io continuo a credere di no, o per lo meno a reputare assai difficile "inventare" qualcosa di assolutamente estraneo ai clichè consolidati. Detto questo, il soggetto di questo quarto episodio delle Storie di Altrove raggiunge comunque un buon livello qualitativo e risulta, alla lettura, coerente con il suo "principio ispiratore", quel Mark Twain i cui romanzi, racconti e novelle hanno deliziato (o afflitto) generazioni di ragazzi americani (nonchè qualche ragazzo italiano appassionato dello scrittore, come il nostro BVZA...).

Continua la serie positiva di uno dei "figli" meglio riusciti della Bonelli   
L'idea di base è, chiaramente, già stata abbondantemente sfruttata (l'invasione extraterreste, gli umani asserviti per tornaconto personale agli alieni, i pochi coraggiosi che si oppongono, le vittime innocenti della crudeltà del nemico), ma lo scritto acquista un valore in più dalla sottile vena ironica che scorre "sottopelle" e che nasce, di nuovo, dai lavori di Mark Twain, quei lavori che Castelli sembra aver così bene digerito e assimilato. La sceneggiatura è un fuoco di fila di trovate, sapientemente intervallate. Esilaranti a tratti, sottilmente ironiche in altri momenti, portatrici anche di una velata critica sociale (vedi la frase del sergente O'Hara riportata nelle Note della scheda...), queste gag non sono mai fini a sè stesse, ma perfettamente integrate nel tessuto della storia, che ne risulta sempre arricchita e mai banalizzata.
I personaggi, vivi e ben caratterizzati, conferiscono un importante valore aggiunto al lavoro di sceneggiatura, portando la valutazione al punteggio massimo ottenibile.
Molti sono gli omaggi, chiaramente dichiarati anche nelle note redazionali, a Mark Twain, alla fantascienza, ai comics ed al cinema/televisione di genere.

Nel complesso, concludendo, un gran buon lavoro. Un sentito "grazie", ed un augurio di una lunga e fruttuosa attività, ad Alfredo Castelli.



DISEGNI
Dis. Erasmo Dante Spada    

Grande Dante Spada (si, lo so che anche per Palumbo, in Storie da Altrove n.3 ho usato lo stesso incipit, ma è pienamente giustificato...)! Un grandissimo lavoro il suo ricco, come di consueto, di particolari. Bianchi, neri e chiariscuri magistrali, ed una efficacia grandissima nella riproduzione di oggetti (vedi i cannoni della cavalleria americana, o i vestiti dei personaggi).

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Moorcock "saluta" Mark Twain
Disegni di Dante Spada. (c) 2001 SBE

Grande nei primi piani (qualsiasi sia il personaggio "ripreso", si capisce esattamente cosa stia "sentendo" in quel momento), grande nei paesaggi (vedere, ad esempio, la gola nella quale si avventurano i soldati a pag.51), grande nel rappresentare il ributtante Mekon (che definirei grosso più che grande...), grande nell'uso delle chine... Cosa dire di altro? L'espressività dei volti disegnati da Spada è cosa già nota, ed ho trovato particolarmente adatto all'ironia di fondo della storia il suo tratto. Quando il "narratore" è Mark Twain, anche nel momento più tragico e drammatico la satira e l'aspetto comico della vicenda salgono, soavemente, in superficie...



GLOBALE
 

Mi autocito nuovamente (sempre dalla recensione di Storie da Altrove n.3): "Leggo con sempre maggiore piacere le "Storie da Altrove" e credo che al momento (con un leggero disappunto da vecchio fan del BVZM...) siano decisamente migliori di quelle presentate ultimamente nella serie regolare di Martin Mysère, nume tutelare della testata."

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Mekon "licenzia" On Ga Cer
Disegni di Dante Spada. (c) 2001 SBE

Continua, dunque, la serie positiva di quello che è, a mio parere, uno dei "figli" meglio riusciti della Bonelli. Il livello qualitativo dei racconti, sia in termini di scrittura, sia di disegno, si mantiene sempre alto, come testimoniano le valutazioni alle singole uscite, mai al di sotto del 90%.

Per quanto riguarda questo albo, ad integrazione e completamento di quanto scritto per i testi e i disegni, posso solamente aggiungere il consueto "punto di vista del semplice lettore"...
Bello! Questo albo è bello e divertente, oltre che appassionante. E, cosa da non trascurare, ci dà la possibilità di fare la conoscenza, anche se in maniera non proprio approfondita, con uno dei più grandi umoristi "moderni", quel Mark Twain di cui il
BVZA è un grande estimatore e conoscitore. Anche se fosse soltanto questo il pregio di questo n.4 delle Storie da Altrove, io credo che basterebbe a giustificare la spesa e l'impegno profuso nella sua lettura. L'unico vero appunto che muoverei all'albo nella sua totalità va attribuito alla copertina di Alessandrini, a mio parere inferiore a quelle dei numeri precedenti.

Lunga vita e prosperità a Storie da Altrove!
 

 


 
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